In Tasca La Paura di Volare – Lorenzo Foltran [Collaborazione]

Quando lo scrittore e poeta Lorenzo Foltran mi ha proposto di recensire il suo libro, ho deciso anch’io di fare le valigie e partire alla scoperta del suo universo poetico. Eccomi immediatamente catapultata nelle atmosfere petrarchesche, nei chiari di luna leopardiani sorprendentemente vissuti nella contemporaneità delle situazioni e della condizione esistenziale del poeta. Un contrasto originale e ironico che non può non sorprendere il lettore. In tasca la paura di volare è una raccolta di 67 poesie divise in tre sezioni: Donne sparseI lampioni e nessun altro e In tasca la paura di volare

Donne sparse è la fugacità delle esperienze amorose del poeta. Volti di donne che affiorano tra immaginazione e realtà; è l’amore pensato e tuttavia intensamente vissuto: “ninfe, dee, sirene, che seppur non muse, ispirano il volere” . Donne che conducono il poeta in un viaggio solitario attraverso il suo desiderio d’amore sempre sfuggente:

È in questa falsa cecità che cerco

ciò che ho sempre perduto,

l’ultimo appiglio a quella tua figura

da passato recente

che non conosco più se non distante.

E non trovo nient’altro.

Sconforto: quello che mi è stato tolto

è rubato anche in sogno.

I Lampioni e nessun altro è l’incontro mancato, il desiderio espresso troppo tardi; è “l’amore di lontano”, è “l’assenza di una voce”. Versi in cui echeggia la solitudine dei passi del poeta, con la sola pallida luce dei lampioni ad accompagnarli. Emerge lo sguardo disilluso sul reale che circonda l’autore: “quello che resta sopravvive a stento” e più intensamente emerge il senso della mancanza.

In tasca la paura di volare è ciò che rimane nonostante l’inesorabilità del tempo che passa, dei ciottoli che rimangono abbandonati sulla spiaggia dall’onda ritratta. Fra treni, binari e valigie, i rischi che comporta la vita: “restare schiacciati nella mischia senza meta della stazione”. Racconta il viaggio emotivo del poeta nella continua tensione tra ciò che sarà e il peso del ricordo: ombre come pensieri si confondono lasciandosi “affondare nella melma dei flutti immensi”. Ciò che rimane sono anche “rovine battute dal vento”, ciò che gli altri non vedono, non possono capire, che solo lo sguardo poetico riesce a raccogliere. Emerge la condizione dell’essere umano, su questo lo sguardo del poeta è come una fredda lama che squarcia il reale: triste è l’esistenza di coloro che sono felici perché non si rendono conto di essere soltanto ombre “dietro il vetro opaco del mondo”, tuttavia triste è la condizione di coloro che, come il poeta, al di là di questo schermo, sono consapevoli del proprio destino di esseri umani: “siamo tanti e siamo soli”.

🖤 VUOI SAPERNE DI PIÙ? LEGGI LA MIA INTERVISTA ALL’AUTORE 🖤

Titolo: Lorenzo Foltran
Autore: Oèdipus Edizioni
Traduttore: Poesia 
Casa Editrice:
Anno di edizione: 2018
Genere: Poesia
Pagine: 96
Voto: 3,5/5

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