Mangia Prega Ama – Elizabeth Gilbert

Ognuno di noi ha il diritto di non smettere di cercare finché non arriverà il più vicino possibile alla fonte della meraviglia.

Trent’anni. Una bella casa a New York, un marito, un’affermata carriera tra le mani, tanti amici. Trent’anni e trovarsi, una notte, a piangere ininterrottamente sul pavimento del bagno senza sapere il perché. Improvvisamente rendersi conto di vivere una vita che non ci appartiene; di fingere di essere una persona che nel nostro profondo non esiste ma che ci è stata messa addosso come un abito troppo stretto o un cappotto troppo grande, a cui bene o male ci siamo adattati portandoceli in giro per le strade dei nostri anni.

Una storia autobiografica che ci accompagna nell’intimo viaggio della scrittrice attraverso la propria liberazione esistenziale. Accettare di perdere qualcosa, tutto, mettendo in discussione le proprie certezze e comodità. Accettare di passare attraverso il proprio dolore e quello indirettamente causato a chi ci vuole bene come prezzo altissimo per il biglietto di un viaggio alla ricerca della propria autenticità:

Ho passato così tanto tempo, negli ultimi anni, a domandarmi che cosa dovevo essere. una moglie? Una madre? Un’amante? Una zitella? Un’italiana? Una golosa? Una viaggiatrice? Un’artista? Una yogi? Adesso so di non essere nessuna di queste cose, almeno non completamente. E non sono neanche la Zia Liz la Pazza. Sono solo un’antevasin – né questo né quello- una cercatrice sul confine sempre in movimento della magnifica, temibile foresta del nuovo.

Mangia, prega, ama è un mantra che prende vita nel viaggio dell’autrice attraverso tre paesi: Italia, India, Indonesia. È una cura del corpo e dello spirito per liberarsi dall’obbligo di fingere di essere un’altra. Riscoprire il rapporto con il proprio corpo, nutrirlo, godere delle gioie della vita; guardare in faccia le proprie paure e accoglierle; riscoprire in se stessi il desiderio di amare e di essere amati.

Un libro che tratta della difficoltà della donna moderna di dover fare i conti con i diversi ruoli che è chiamata a ricoprire: donna, moglie, madre, lavoratrice. Non sempre questo schema, comunemente accettato e perseguito è la cosa migliore per tutti. È un attimo riscoprirsi a vivere una vita che non sentiamo nostra, svegliarci nel sogno di qualcun altro perché il cammino da realizzare è già tracciato. È un attimo non accorgersene, non almeno finché ci si ritrova sul pavimento del proprio bagno a piangere con la complicità della notte. Una storia che invita a riflettere sulle possibilità di realizzazione del nostro essere, sul fatto che non sia necessariamente tutto già stabilito ma che sia possibile realizzare la propria felicità anche se ciò comporta, come Amleto ci insegna: “imbracciare le armi contro un oceano di difficoltà” e affrontare così i propri demoni.

La felicità è universalmente considerata un colpo di fortuna, qualcosa che può arrivare dall’alto come una bella giornata di sole. Ma il suo vero meccanismo è un altro. La felicità è il risultato di uno sforzo individuale. Si combatte per ottenerla, si lotta per lei, la si difende. E quando la si è raggiunta non si deve mai perdere la volontà di mantenerla, si deve compiere un potente sforzo per continuare a nuotare sulla cresta della sua onda.

Quando tocchiamo il fondo, proprio in questo momento, stiamo già cominciando la risalita.

Buon mantra a tutti!! 🙂

🖤

Titolo: Mangia Prega Ama
Autore: Elizabeth Gilbert
Traduttore: Margherita Crepax
Casa Editrice: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Anno di edizione: 2013
Genere: Narrativa moderna e contemporanea
Pagine: 376
Voto: 4/5

Elizabeth Gilbert: laureata alla New York University in scienze politiche è giornalista e autrice di racconti, romanzi e biografie. La sorella, Catherine Gilbert Murdock, è anch’essa scrittrice. Dopo il successo internazionale di Mangia prega ama – bestseller da milioni di copie – nel 2008 è stata inserita da “Time Magazine” nella classifica delle 100 persone più influenti al mondo. Rizzoli ha pubblicato anche Giuro che non mi sposo (2011), Il cuore di tutte le cose (2014) e Big Magic (2015), La città delle ragazze (2019).

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