La Strada di Casa – Kent Haruf

Forse aveva oltrepassato il punto in cui le lacrime di un essere umano hanno un senso, difatti girò la testa, chiuse gli occhi e dopo un po’ si addormentò.

E così sono tornata a Holt. Dopo aver ascoltato l’audiolibro de Le Nostre Anime di Notte, letto dalla voce profonda di Segio Rubini, subito la scrittura di Kent Haruf, sobria ma profondamente evocativa, mi ha conquistata.⁠ Ho deciso quindi di leggere La Strada di Casa, secondo romanzo dell’autore (dopo Vincoli) ma l’ultimo ad essere stato pubblicato in Italia.

La Strada di Casa è un canto sussurrato dal vento, che accarezza le spighe di grano dei campi e che racconta di storie portate via dall’ineluttabilità della vita.⁠ E’ il racconto di un disinganno, di come la felicità possa durare giusto il tempo di un sogno.⁠

A metà pomeriggio dell’ultimo giorno di dicembre del 1976, Jack Burdette scomparve. E non tornò a Holt per molto tempo, quando ormai il danno era fatto, e si trattava di un danno molto grave.

Se anche voi siete catturati dalla curiosità di scoprire cosa di talmente imperdonabile abbia commesso Jack Burdette, di comprendere perché il suo ritorno abbia sconvolto tanto la tranquilla cittadina del Colorado, risvegliando i tormentati fantasmi del passato, arriverete all’ultima pagina in un soffio di vento, ve lo garantisco. La scrittura di Haruf scorrevole e lo stile narrativo realistico sono capaci di portarvi dentro le pagine, vi affezionerete ai personaggi e alle loro vite, soffrirete e gioirete con loro, fino ad avere la sensazione di esserci stati davvero a Holt.

Ciò che amo di questo autore è sicuramente l’atmosfera che è capace di creare nei suoi romanzi, tutti ambientati in questa cittadina immaginaria del Colorado, da cui in lontananza si intravede la linea disegnata dalle montagne. Ogni volta è come far ritorno in un luogo dove ho vissuto per qualche tempo, dove ritrovo le case, le persone conosciute ma dove mi lascio stupire anche dai nuovi cambiamenti e dai nuovi volti giunti in città. Un luogo dove le persone sono semplici, a volte anche grette, spietate e pettegole ma dove la terra odora di vita. Quella vita ineluttabile che ci fa desiderare e che ci attira verso l’illusione di una felicità che ci abbaglia per un attimo per scomparire all’improvviso e dissolversi in un orizzonte di perdute speranze. I personaggi del romanzo sono realistici e delineati in una perfezione talmente “difettosa” da essere pienamente umani.

La Strada di Casa è la storia di una disillusione, di ciò che la vita sembra promettere per poi rivelarsi spietata in un brusco risveglio. Ma è anche un libro che parla della cosiddetta restitution, una parola centrale nel libro, che apre alla più cruciale tematica affrontata da Haruf: la giustizia. Quella all’interno dei tribunali che nel romanzo risulta inadeguata; quella impietosa, sommaria e cieca degli abitanti di Holt, intenzionati a farsi giustizia da soli chiedendo così a Burdette di pagare pegno. Conosciamo anche una giustizia muta, straziante, che all’interno della storia mi ha scosso maggiormente; quella della condanna di sé ad una vita durissima per un risarcimento che non potrà mai avere fine, se non fino a quando la vita stessa deciderà che sia arrivato il momento di chiudere i conti.

La fiducia riposta inizialmente in Haruf è stata totalmente ripagata con La Strada di Casa e ora sono pronta per tornare a Holt con la Trilogia della Pianura. ⁠

La strada, adesso, la conosco.⁠

🖤

Titolo: La Strada di Casa
Autore: Kent Haruf
Traduzione: Fabio Cremonesi
Casa Editrice: NNE
Anno di edizione: 2020
Genere: romanzo
Pagine: 194
Voto: 4,5/5

Kent Haruf (1943-2014), scrittore americano, dopo la laurea alla Nebraska Wesleyan University ha insegnato inglese. Prima di dedicarsi alla scrittura ha svolto diversi lavori, come operaio, bracciante, bibliotecario. Grazie ai suoi romanzi, tutti ambientati nella fittizia cittadina di Holt, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation. Con il romanzo Il canto della pianura è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, e al New Yorker Book Award. Con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award, mentre Benedizione è stato finalista al Folio Prize.

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