Cento Docce Fatte Male -Laura Manfredi. Morellini Editore [Collaborazione]

“Vaffanculo” pensava sempre Boccamara. Residenza ‘sto cazzo. Era un ghetto, ecco cos’era, un ghetto per tenere al riparo dagli occhi non ancora opachi quei corpi macilenti, molli, glabri; per proteggere i giovani dall’idea del poi, del dopo.

Una casa di riposo nel Pavese e un novantenne, anzi due: Pietro Boccamara e Mario Incantalupi. Il primo, chiuso in un mutismo selettivo sotto il quale ha seppellito il suo più grande dolore, in bilico tra il depresso e il rancoroso, burbero e stronzo a tratti 😅 ; il secondo, anche lui ormai più di là che di qua, cieco, omosessuale, un viveur d’altri tempi, scrittore rinomato ed eccentrico. ⁠

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A Londra con Sherlock Holmes – Enrico Franceschini. Giulio Perrone Editore [Collaborazione]

Quando escludi l’impossibile, qualsiasi cosa rimane, per quanto improbabile, è la risposta esatta.

Sherlock Holmes

Vi siete mai domandati perché Sherlock Holmes, l’investigatore più famoso al mondo, con la pipa ricurva e la mantella di tweed, sia nato proprio nella Londra di fine Ottocento? Quale il segreto del suo successo? Scotland Yard significa letteralmente “cortile scozzese”, ma cosa centra questo nome con la polizia di Londra? Qual è il filo rosso che lega Sherlock Holmes, personaggio di pura fantasia, a Braveheart, Sir William Wallace, l’indomito patriota scozzese che tutti abbiamo conosciuto nel pluripremiato film con Mel Gibson?

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Bassa Marea – Enrico Franceschini. Rizzoli Editore [Collaborazione]

Il mare prende, il mare dà.

Un mattino di primavera, durante la sua solita corsa lungo la spiaggia di Borgomarina, Andrea Muratori detto Mura, giornalista in pensione squattrinato, trova sulla riva il corpo di una donna più morta che viva ma che ancora respira. Siamo in Romagna, la West Coast italiana. Tra piadine, Sangiovese e bagnasciuga, un clan di mafiosi calabresi traffica schiave del sesso e immigrati cinesi spacciano erba. In questo contesto fatto di lustri e ombre toccherà a Mura risolvere il mistero che si cela dietro il passato di Sasha, la russa restituita dalle onde. Chi trova un amico trova un tesoro e Mura sa che mai luogo comune fu più veritiero. Non lo lasceranno infatti solo i suoi amici storici, compagni dai tempi del liceo, con cui ha condiviso una vita intera: dai giorni adolescenziali in piena eruzione ormonale, alle partite di basket, alle cene e…alle donne, con annessi gioie e dolori, s’intende. Personaggi irresistibili e pittoreschi, ce n’è per tutti i gusti: il Barone spara balle di turno, il Professore permaloso, l’Ingegnere saputello nonché repubblicano inconfessato. Come i tre moschettieri il loro motto è “uno per tutti e tutti per uno”, che poi non erano quattro? Manca in fatti “l’arterio”: Mura per l’appunto.

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Hans Mayer e La Bambina Ebrea – Eleonora E. Spezzano. Bonfirraro Editore [Collaborazione]

Quando si vive in un mondo dove l’odio fa da padrone, c’è sempre bisogno di quello spiraglio di innocenza che apre la porta al lato nascosto di ogni cosa.

Hans Mayer è un ufficiale della Wehrmacht che ogni giorno, nel percorrere la strada dalla sua abitazione alla caserma, cerca di non curarsi degli sguardi sprezzanti che lo circondano a causa della sua divisa. Personaggio schivo e solitario è schiacciato dai sensi di colpa e dalle incertezze che lo portano sempre più a dubitare del suo ruolo di soldato tedesco, strada che ha intrapreso da adolescente perché costretto da un padre autoritario. La città in cui vive, la Varsavia del 1941, è sempre più segnata da rastrellamenti di famiglie ebree e di fronte a tali eventi il peso della divisa diventa per Hans sempre più insostenibile:

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DIFENDERSI. Una Filosofia della Violenza – ELSA DORLIN. Fandango Libri [Collaborazione]

Cosa fa la violenza, giorno dopo giorno, alle nostre vite, ai nostri corpi e ai nostri muscoli? E a questi ultimi, a loro volta, cosa è consentito fare all’interno della violenza e attraverso di essa?

Questa la domanda che sottende all’analisi storico-sociale che Elsa Dorlin elabora ricostruendo una genealogia dell’autodifesa. L’autrice focalizza l’attenzione su quei momenti cruciali che hanno segnato un passaggio alla violenza difensiva e che non possono essere letti attraverso la lente politica e morale della legittimità. Il comune denominatore di tali passaggi alla violenza difensiva risiede nella tutela della vita: l’uso della violenza fisica è concepito come necessità vitale, che si incarna in prassi di resistenza.

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Cavie. Vol. 2 #Identità – Liliana Marchesi [Collaborazione]

…quando non sai chi sei, o cosa sei, non è facile comprendere il senso della tua esistenza. Ti sembra di camminare nel vuoto e l’unica cosa che ti sostiene è la consapevolezza che potresti cadere da un momento all’altro. E così, ogni goccia di energia viene riversata nell’estenuante tentativo di restare a galla, mentre con le poche forze che ti restano cerchi di individuare una via di salvezza.

Ciak. Azione!

Inizio a leggere le prime pagine di Identità ed è adrenalina all’istante. Sembra non sia trascorso molto tempo dalle ultime parole di Cavie, molti gli interrogativi rimasti in sospeso. Immediatamente vengo catapultata in un susseguirsi di eventi, colpi di scena ed entro nel vivo della storia.

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Ventiquattro – Valentina Bardi [Collaborazione]

In ogni storia c’è qualcosa di noi: a volte è un lampo luminoso ed eclatante; altre una briciola o granello di sabbia…

Questa è la dedica di Valentina che ho trovato aprendo il suo libro. Una bellissima sorpresa che già da subito mi ha riscaldato il cuore e aveva ragione: in questa storia ho davvero trovato qualcosa di me, scoprite cosa…

Leggere un libro in un giorno. Per un lettore forte, soprattutto in questo periodo di quarantena, non è forse una novità. Quando però, come mi è capitato ultimamente, hai il blocco del lettore, leggere un libro tutto d’un fiato è un’esperienza che ti riempie di vitalità. Per questo sono così felice nella foto!

Ventiquattro è il libro di Valentina Bardi, inviatomi dall’ufficio stampa Scrittura a Tutto Tondo che ringrazio moltissimo per questa collaborazione.

Ci sono libri che arrivano proprio quando hai bisogno di loro, delle loro storie, delle loro parole. Ventiquattro è uno di questi.

Al centro del romanzo la storia di una famiglia come tante, ma proprio per questo del tutto speciale. ⁠Giada è una sindacalista, una donna ancora molto attraente, amorevole con i figli ma allo stesso tempo con un carattere forte. Suo marito Andrea, giornalista inviato di guerra, è un uomo introverso, dedito alla famiglia ma con lo sguardo sempre rivolto all’altrove, al nuovo posto in cui andrà a scrivere di guerre e sofferenza. Tra ritorni e biglietti d’aereo non è facile per loro rimanere una coppia affiatata. Quando Elena, la loro figlia maggiore, incinta di otto mesi perde il figlio, Andrea tempestivamente rientra dall’Afghanistan per essere vicino alla sua famiglia in un momento così doloroso.

Sai, lui al dolore dell’altro è abituato. Ma il dolore di un figlio è molto più difficile da vivere. E’ come se la carne si squartasse dentro. E’ difficile da spiegare: soltanto chi ha generato, può comprendere.

Questo ritorno mette in luce non solo una profonda crisi di coppia, affaticata dal passare degli anni e dalle lunghe assenze, ma anche i silenzi e i complicati rapporti di Andrea con le due figlie più grandi, oltre a Elena, Martina, ormai diciottenne e in una fase della propria vita molto delicata.

Le vite dei personaggi ruotano attorno alla vicenda amorosa che lega Martina a Matteo, studente universitario, appartenente ad una ricca famiglia di idee politiche contrarie a quelle dei genitori della ragazza. Da un evento traumatico scaturirà una profonda evoluzione dei personaggi. Ciascuno di loro dovrà fare i conti con le proprie paure e andare oltre le proprie radicate convinzioni. Ognuno di loro dovrà trovare la propria verità, il necessario senso di onestà verso se stesso.

Sullo sfondo i paesini della Romagna, di cui percepiamo tra le righe tutto lo spirito vitale: incontriamo le vecchiette di paese e le loro pittoresche espressioni dialettali; i piccoli bar; i pranzi a piadina e sangiovese. Ma Ventiquattro racconta molto di più.

Nel realismo di una scrittura schietta ma estremamente profonda, Valentina Bardi ci porta a riflettere sui complicati rapporti familiari. Un libro che parla dei silenzi dell’amicizia, perché molto spesso non servono parole per essere vicini, racconta dell’importanza dei legami nell’affrontare la vita.

A volte il cielo diventa così scuro che non sembra né nero né blu: diventa viola. E poi soffia il vento e il vento fa muovere le onde con violenza, ostinazione. Allora so che solo là fuori si capisce cos’è il dolore.

Un libro che sa bene quali delle nostre corde far vibrare: parla della forza che può germogliare dalla fragilità e dalla perdita, una storia che racconta di una profonda rinascita, della vita, che dopo una grande sofferenza, con tenacia ci richiama a sé.

🖤

Leggi l’intervista all’autrice Valentina Bardi

Titolo: Ventiquattro
Autore: Valentina Bardi
Illustrazione di copertina: Sara Bardi
Casa Editrice: Il Ponte Vecchio
Anno di edizione: 2019
Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 256
Voto: 3,5/5

Valentina Bardi vive e lavora a Galeata.
È diplomata in sassofono presso il Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena e si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli studi di Bologna Alma Mater Studiorum.
Da sempre appassionata di libri, fa parte del Gruppo di lettura “Teodorico” di Galeata che da svariati anni propone incontri pubblici e reading su autori italiani e stranieri.
Ventiquattro è il suo primo romanzo.

Naila di Mondo9 – Dario Tonani [Collaborazione per il Dystopian Day 2020 organizzato da leggeredistopico.com e la libreria Il Covo della Ladra (Mi) ]

Arriverà una sola Grande Onda. Come una cometa che rotola in un’orbita di sabbia.

Antica profezia nomade

Sconfinate distese di sabbia velenosa solcate da imponenti navi a ruote che, ibridi tra esseri senzienti e macchine, attraversano i deserti da una città all’altra. Un pianeta insidioso i cui abitanti nel corso del tempo hanno dovuto adattarsi per sopravvivere, sviluppando l’arte della meccanica, e trasformandolo in un regno dominato dalle macchine, dal metallo e dalla ruggine, nel tentativo di sfuggire alle terribili conseguenze di un Morbo che infetta gli esseri umani mutandoli in creature di latta. In questo mondo inospitale e ricco di pericoli, la cui memoria è custodita sulla superficie del metallo, vive Naila, la “Signora delle Onde”, capitano della nave Syraqq.

Una profezia nel petto e un passato da vendicare. Un destino indissolubilmente legato alla Grande Onda sulla cui scia, attraverso le rotte delle megattere, Naila insegue il suo sogno di rivincita, disposta a mettere in gioco tutto per lottare contro i fantasmi del suo passato, e restituire a Mondo9 la possibilità di una nuova vita.

Naila di Mondo9 offre al lettore diversi spunti di riflessione. Il rapporto tra distopia e femminismo, ad esempio. Attraverso l’ostinazione della protagonista scopriamo quanta utopia possa risiedere nella distopia, se intesa come speranza, determinazione, nel fare tutto il possibile per raggiungere il proprio obiettivo, senza alcuna garanzia di successo. Nel momento in cui tutte le certezze saltano, il desiderio di vita rappresenta l’unico appiglio per tentare l’impossibile. Coraggiosa, ambiziosa ma allo stesso tempo fragile e materna, Naila è un esempio per tutti noi: una donna che non rinuncia alla propria femminilità nonostante il ruolo di grande responsabilità che ricopre in qualità di comandante di una nave, che su Mondo9 è prerogativa maschile.

Anche gli altri personaggi che incontriamo nel corso della storia sono frutto della brillante creatività di Dario Tonani, ciascuno con il proprio passato con cui fare i conti e la propria personalità. Scopriamo così i valori della paternità al di là del legame biologico e dell’amore nella diversità. Ma riflettiamo allo stesso tempo sugli aspetti oscuri dell’avidità umana:

L’amore, a volte, fa miracoli. Ma l’odio non gli è da meno, anche se non esiste un termine unico e altrettanto universale per identificare i suoi frutti.

Dario Tonani, giornalista e prolifico scrittore, attraverso Naila di Mondo9 ci porta in un universo peculiare, enfatizzato dalla Miscellanea Enciclopedica che arricchisce brillantemente il libro e che ci guida alla scoperta delle sue regole. Una scrittura fortemente cinematografica, che con stile accattivante e realistico tiene sulle spine il lettore, desideroso di conoscere cosa accadrà pagina dopo pagina. Navi che cavalcano onde di sabbia, capitani, megattere. Il linguaggio usato dall’autore richiama fortemente quello nautico, conferendo solidità e coerenza all’universo narrativo di Mondo9. Una trama sapientemente congeniata si rivela a poco a poco in una narrazione di grande suspence, attraverso una scrittura consapevole e raffinata che con sicurezza conferma a pieno titolo il posto di Dario Tonani nel mondo della fantascienza italiana (e non solo).

Il ciclo di Mondo9 è già conosciuto ai suoi lettori. Tradotto in inglese, acclamato dal pubblico e dalla critica negli USA, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti letterari, riscuotendo nel 2014 un grande successo anche in Giappone. Le due prime pubblicazioni su Mondo9 sono da ritenersi dei prequel: storie, romanzi brevi e racconti tutti pubblicati nel 2015 in “Cronache di Mondo9” primo Millemondi interamente dedicato a un autore italiano. Naila di Mondo9, terza parte del ciclo, pubblicato nel 2018 per la collana “Fantastica” di Oscar Mondadori, costituisce un romanzo vero e proprio, indipendente dalle storie che l’hanno preceduto, pur riprendendo una parte dei personaggi.

Sono felice di aver potuto offrire uno sguardo da lettrice non prettamente “esperta” di fantascienza, per potervi dire che Naila di Mondo9 è un libro per una tipologia molto ampia di lettori, non solo di appassionati a questo genere. Un romanzo per tutti coloro che sono aperti a un’ esperienza di lettura originale, capaci di lasciarsi guidare attraverso la scrittura di un autore dotato di grande sensibilità, capace di farci entrare nel cuore e nella mente di una donna, come la sua nave Syraqq, dotata di grande tempra ma allo stesso tempo di una femminilità dirompente:

Siamo fatte della stessa pasta noi due. Femmine e belve, non ci ferma nessuno!

Issate le vele: si parte!

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Vuoi saperne di più? Leggi la mia intervista a Dario Tonani

Titolo: Naila di Mondo9
Autore: Dario Tonani
Illustratore: Franco Brambilla
Casa Editrice: Mondadori
Anno di edizione: 2018
Genere: fantascienza
Pagine: 328
Voto: 4,5/5

Dario Tonani Ã¨ giornalista professionista. Milanese, una laurea in Economia politica alla Bocconi, ha pubblicato diversi romanzi e un centinaio di racconti in antologie, quotidiani nazionali e sulle principali testate di genere italiane (“Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Robot”). Per Mondadori sono usciti i romanzi Infect@ (2007), L’algoritmo bianco (2009) e Toxic@ (2011), ma la sua opera più conosciuta, già tradotta con successo in Giappone e presto anche in lingua inglese, è il ciclo di Mondo9, riunito nel 2015 sotto il titolo di Cronache di Mondo9 nel primo “Urania Millemondi” interamente dedicato a un autore italiano. In Giappone Mondo9 Ã¨ stato inserito tra i migliori dieci titoli di fantascienza occidentale dell’anno. Tra i numerosi riconoscimenti, Tonani ha ricevuto il Premio Europa come miglior scrittore di fantascienza del 2017.