Cavie – Liliana Marchesi [Collaborazione]

…il mondo non sparisce solo perché smettiamo di guardarlo. E il male non si dissolve solo perché dentro di noi speriamo che invece lo faccia.

Il coraggio di guardare il mondo per quello che è. La forza di accettare una verità dolorosa quanto scioccante, è la sfida più profonda che tormenterà Cora.

Risvegliarsi nel torpore di una realtà offuscata dal labile confine tra sogno e ricordi. Cominciare a sentire che il proprio corpo lentamente riprende le sue funzioni vitali, percepire il battito del proprio cuore e il soffio del proprio respiro. Aprire gli occhi e rendersi conto di trovarsi all’interno di una teca di cristallo. Smarrimento. Ansia. Confusione. Stralci di ricordi che si perdono tra echi di suoni sconosciuti. Ma non è sola Cora. Assieme a lei Kurtis, un ex soldato che, risvegliatosi poco prima, sembra vivere come lei l’incubo di non sapere dove si trovi né del perché. Tutto sembra irreale e inspiegabile. Due strani tatuaggi sul braccio rappresentano l’unico segno tangibile e inquietante, che qualcosa di sinistro sia realmente avvenuto.

A questo punto non si potrà più tornare indietro, l’istinto di sopravvivenza dei due protagonisti li spingerà a inseguire la verità, attraverso prove al limite della resistenza umana, che metteranno a dura prova le loro paure più inconsce. Come le tessere di un mosaico, a poco a poco, affiorano ricordi, volti, voci dal passato che, gettando luce su un presente dai contorni sempre più sconvolgenti, riveleranno il folle disegno di cui i due giovani sono vittime. Sfidando i fantasmi del loro passato, Cora e Kurtis potranno solo fidarsi l’uno dell’altra per scoprire chi si cela dietro all’esperimento definito “Progetto Pentagono”, di cui scopriranno esserne le cavie.

Una scrittura incisiva, fortemente realistica quella di Liliana Marchesi che, in un abile gioco di equilibrio tra azione, suspence e quiete, ci tiene incollati alla storia dei due personaggi, desiderosi di scoprire cosa succederà voltando pagina. Una trama magistralmente congeniata per rivelarsi in un crescendo di colpi di scena, che terranno il lettore col fiato sospeso fino all’ultimo rigo. Una storia che farà appassionare non solo gli amanti del genere Distopico Sci-Fi, ma chiunque sia desideroso di avventurarsi sulla strada intrigante dell’impossibile.

Terminato il libro avrei desiderato leggerne ancora, chissà che l’autrice non ci riservi qualche ulteriore colpo di scena! 😉

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Titolo: Cavie
Autore: Liliana Marchesi
Casa Editrice: La Corte Editore
Anno di edizione: 2019
Genere: Distopico Sci-Fi
Pagine: 205
Voto: 4/5

LILIANA MARCHESI è nata nel 1983. Vive a Caravaggio, in provincia di Bergamo, insieme al marito e ai suoi due figli. Dopo aver mosso i primi passi nel genere del PARANORMAL ROMANCE, ha trovato fissa dimora nel regno della DISTOPIA. E proprio per questo ha fondato il primo sito italiano dedicato al genere Distopico: www.leggeredistopico.com . Curatrice di diverse rubriche ‘Distopiche’ sul web, fra cui Letture Divergenti per il sito ThrillerNord, collabora con alcune librerie nella promozione di questo genere letterario. Ogni Giovedì ci parla un libro Distopico su Radio Galileo e le sue recensioni vengono pubblicate su diversi blog, fra cui Sedotte dai Libri. OPERE PUBBLICATE:
•2012 – “Harmattan” Paranormal Romance autoconclusivo ambientato in una splendida quanto misteriosa Africa;
•2013 – “Trilogia del Peccato” (serie composta da tre volumi) Audace rivisitazione contemporanea del mito del Peccato Originale;
•2014 – “Lacrime di Cera” (ripubblicato nel 2018 dalla DZ Edizioni) Distopico autoconclusivo popolato da automi molto particolari;
•2015 – 2017 “Saga R.I.G.” (serie composta da tre volumi e uno spin-off) Un’epopea Distopica, tradotta anche in inglese e in spagnolo, che trae ispirazione dalla credenza secondo la quale l’uomo conosce e utilizza soltanto una minima parte delle reali capacità del proprio cervello.
•2019 – “CAVIE” un Distopico Sci-Fi edito da La Corte Editore. Fonte: https://www.lilianamarchesi.it/

La Ladra Di Fragole – Joanne Harris [Collaborazione con Thrillernord.it]

Ha ripreso a soffiare, il vento. Il vento danzante che fa sentire la sua voce, e quando ritorna, arriva con tutta la forza dirompente e la rabbia dell’Hurakan. Vianne lo sa bene: Il vento è trasformazione e non c’è trasformazione senza perdita. Cosa si porterà via questa volta? 

La vita è in prestito, ogni cosa che troviamo lungo la strada – amanti, figli, felicità – alla fine va restituita.

L’amore non è sicuro, porta nel suo significato intrinseco la caducità dei boccioli di primavera. Un libro che parla del significato profondo dell’amore, quell’amore che tutto tace e al contempo tutto rivela. E’ possibile proteggere chi amiamo dalla forza dirompente del vento, della vita? Quanto è difficile lasciar andare chi amiamo e accettarne la perdita?

Dopo il grande successo di Chocolat (1999), Le Scarpe Rosse (2007), Il Giardino delle Pesche e delle Rose (2012), tra profumi di bosco, di foglie cadute e le avvolgenti fragranze delle spezie invernali; tra incantesimi e arte divinatoria, Joanne Harris ci riporta nel paesino di Lansquenet-sous-Tannes per emozionarci con una storia da scartare come un cioccolatino dalla fragranza di altri luoghi e dal dolce sapore di eventi meravigliosi. Un intreccio di storie ricche di colpi di scena, che a poco a poco rivelano i segreti più profondi degli abitanti che animano l’apparente tranquillità del villaggio.

Le storie ci dicono chi siamo, chi eravamo e chi speriamo di essere. Le storie danno forma alle nostre vite, una narrativa che è alla loro radice. E a volte, le storie ci permettono di dire quelle cose che non si possono pronunciare – segrete perfino a noi stessi – al di fuori delle convenzioni e delle favole. 

Personaggi fortemente autentici, quelli della Harris, che vivono intensamente tra le righe di questa storia, mettendo a nudo le proprie fragilità e i desideri più profondi. Vianne, che con l’arte del suo cioccolato, inebria di misteriosi incantesimi i palati degli abitanti di Lansquenet. Il suo essere madre e amante. Il vento che ricomincia a soffiare, gli anni che passano, il tempo che cambia. I figli che crescono e il dover fare i conti con la contraddizione più profonda dell’amore materno: tanto più potente e forte quanto più capace di donare libertà. Anouk, bambina in Chocolat, ormai ventunenne che sta dispiegando le ali verso la realizzazione della propria vita. E Rosette. La sua bambina speciale, che legge nel cuore delle persone attraverso i suoi disegni, alla quale Narcisse, il fiorista del villaggio, lascerà la propria eredità tra lo sgomento di tutti. Ma quale sarà davvero questa eredità? Nulla è come sembra e ciò che pensiamo di aver perso, alla fine tornerà? Torna sempre il vento del Nord, cantando la sua canzone desolata sopra il suono della neve che si scioglie. 

Assaggiami. Provami. Gustami. Una tentazione provata già dalle prime pagine, trasformatasi in un’esperienza di lettura fortemente evocativa, dalle emozioni intense come le fragranze dell’oud, del legno di sandalo, del cumino e dell’ambra grigia. Le ultime battute del libro e anch’io mi sono sentita magicamente parte di questo incantesimo. 

In collaborazione con Thrillernord.it

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Titolo: La ladra di fragole
Autore: Joanne Harris
Traduttore: Laura Grandi
Casa Editrice: Garzanti
Anno di edizione: 2019
Genere: narrativa moderna
Pagine: 346
Voto: 4,5/5

Joanne Harris: Scrittrice britannica. Nata da madre francese e da padre inglese nel negozio di dolciumi dei nonni, è cresciuta a cibo e folklore. La sua bisnonna era una “strega” e una guaritrice. Tutto ciò è stato un ingrediente essenziale per lo sviluppo dei suoi romanzi. Ha studiato presso la scuola media di Wakefield e si è laureata presso il St Catharine’s College di Cambridge, in Lingue medievali e moderne. Dopo la laurea si è dedicata all’insegnamento di lingua e letteratura francese. Il suo primo romanzo, The Evil Seed, è stato pubblicato nel 1989. Nel 1999 esce Chocolat (pubblicato in Italia da Garzanti con la traduzione di Laura Grandi), che l’ha resa famosa e che è diventato un film della Miramax, diretto da Lasse Hällstrom con Juliette Binoche e Johnny Depp. A questo hanno fatto seguito Vino, patate e mele rosse (1999 – Garzanti 2001 sempre tradotto da Laura Grandi), anch’esso diventato un film (prodotto dalla Eagle Pictures), Cinque quarti d’arancia (2000), La spiaggia rubata (2002), La donna alata (2003), Profumi, giochi e cuori infranti (2004), Le scarpe rosse (2007), seguito di ChocolatLe parole segrete (2008), Il seme del male (2009), Il ragazzo con gli occhi blu (2010), Il giardino delle pesche e delle rose (2012), Un gatto, un cappello e un nastro (2014), Il canto del ribelle (2015), La classe dei misteri (2016), La ladra di fragole (2019).È anche autrice, con Fran Warde, di La cucina di Joanne Harris (2003). I suoi libri sono pubblicati in Italia da Garzanti.

I LOVE CELLULITE – Martina Semenzato [Collaborazione]

L’idea di questo libro nasce 8 anni fa, ma la mia battaglia contro la cellulite, meglio detta malefica, inizia molto prima. A poco a poco la lotta si è trasformata in una passione. A forza di averla sempre con me, alla malefica mi sono affezionata. Il consiglio migliore alla fine sarà sempre la leggerezza. Leggerezza non di culo, non di cosce, ma di animo e di spirito. Prefazioni di Dario Ballantini e Alice Mangione di The Pozzolis family.

Passeremo l’intera esistenza a cercare di essere migliori di…più belle di…simili a…

Creme, tisane, trattamenti, pubblicità, influencer, la prova costume, la tua amica che non ne ha neanche l’ombra eppure si scofana sempre di tutto e di più (forse è il mio cul…ehm, volevo dire, è il mio karma che negli ultimi 25 anni ha avuto qualche piccolo intoppo?). Insomma, come ci giriamo e rigiriamo alla fine si finisce sempre a pensare a lei: la cellulite.

Inutile dire, ahimè, perché il titolo di questo libro mi abbia incuriosita così tanto. Non appena arrivatomi, ho cominciato subito a leggerlo e l’ho letteralmente divorato. Ironia e leggerezza con cui Martina Semenzato tratta un argomento che riguarda ben l’80 per cento delle donne, alcune delle quali lo vivono come un vero e proprio disagio. L’autrice racconta il suo rapporto con la “malefica” a partire da quando era ragazzina, e la sua personale e ossessiva lotta alla cellulite fino ad arrivare al bisturi del chirurgo. Pagina dopo pagina, tra un sorriso e l’altro, ti rendi conto che questa storia autobiografica, che chiama in causa i rapporti sentimentali con il proprio partner, quelli intricati con la propria suocera, madre e le strambe amicizie femminili, sta in realtà parlando anche di te, e rivela un messaggio molto profondo che va al di là del semplice ironizzare sull’essere donna e per di più, donna con quei buchetti che tanto ci fanno dannare e spendere (tra l’altro).

La cellulite alla fine puoi debellarla definitivamente innanzitutto dalla tua testa: meno ci pensi, meno ne vedi, meno ne vedranno gli occhi di chi ti guarda. La medicina migliore è sempre la leggerezza, non di culo, non di portafoglio ma di testa!

La questione riguarda piuttosto quegli inestetismi che abbiamo nella nostra testa, che anni di marketing pubblicitario a valangate di photoshop, condizionamento culturale, canoni estetici imposti dalla società, hanno inculcato nella nostra mente e nelle nostre chiappe, direi (fermatemi, vi prego!!), alleggerendo i nostri portafogli (ahhh se potessero parlare!!). Un breve manuale, ricco di citazioni e illustrato dalle simpatiche vignette di Marta Battocchio, con lo scopo di comunicare che la cura migliore per il trattamento della cellulite è sempre e sarà sempre la nostra intelligenza. Intelligenza di ironizzare innanzitutto su noi stesse, sui nostri comportamenti, sugli infiniti e fantasiosi tentativi di debellare a tutti i costi un qualcosa che in realtà ci appartiene in quanto donne e che caratterizza la nostra femminilità.

Questo certo non significa non aver cura di sè. Anzi. volersi bene e migliorarsi è sempre una buona strada da perseguire, ma volersi bene significa anche non farsene una malattia se sulla nostra coscetta o sul nostro fianco si intravede un buchetto di cellulite. Va bene, non è mai uno…facciamo due? Abbiamo una testa. Usiamola. Noi donne siamo molto di più dei nostri culi. Eccheccavolo, finalmente lo posso scrivere!! (forse la questione mi sta un po’ sfuggendo di mano 😅).

Il consiglio migliore alla fine sarà sempre la leggerezza. Leggerezza non di culo, non di cosce, ma di animo e spirito.

Impariamo a volerci bene, a non essere le peggiori nemiche di noi stesse. Non guardiamoci allo specchio cercando solo quello che non va. Guardiamo quello che abbiamo di bello, ciò che di unico ci contraddistingue e facciamo in modo che anche gli altri lo vedano. Il vero cambiamento non avviene solo cambiando il nostro corpo ma il nostro modo di pensare e di pensarci:

la vera sfida non è combatterla, questa cellulite, ma tenersela!

Lo sapevo, alla fine nella vita è sempre e solo questione di…culo? No, di testa!

Buona cellulite a tutte!

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Titolo: I Love Cellulite
Autore: Martina Semenzato
Illustratore: Marta Battocchio
Casa Editrice: Peruzzo Editoriale – Guida Editori
Anno di edizione: 2018
Genere: moda e bellezza
Pagine: 126 p.
Voto: 3,5/5

In Tasca La Paura di Volare – Lorenzo Foltran [Collaborazione]

Quando lo scrittore e poeta Lorenzo Foltran mi ha proposto di recensire il suo libro, ho deciso anch’io di fare le valigie e partire alla scoperta del suo universo poetico. Eccomi immediatamente catapultata nelle atmosfere petrarchesche, nei chiari di luna leopardiani sorprendentemente vissuti nella contemporaneità delle situazioni e della condizione esistenziale del poeta. Un contrasto originale e ironico che non può non sorprendere il lettore. In tasca la paura di volare è una raccolta di 67 poesie divise in tre sezioni: Donne sparseI lampioni e nessun altro e In tasca la paura di volare

Donne sparse è la fugacità delle esperienze amorose del poeta. Volti di donne che affiorano tra immaginazione e realtà; è l’amore pensato e tuttavia intensamente vissuto: “ninfe, dee, sirene, che seppur non muse, ispirano il volere” . Donne che conducono il poeta in un viaggio solitario attraverso il suo desiderio d’amore sempre sfuggente:

È in questa falsa cecità che cerco

ciò che ho sempre perduto,

l’ultimo appiglio a quella tua figura

da passato recente

che non conosco più se non distante.

E non trovo nient’altro.

Sconforto: quello che mi è stato tolto

è rubato anche in sogno.

I Lampioni e nessun altro è l’incontro mancato, il desiderio espresso troppo tardi; è “l’amore di lontano”, è “l’assenza di una voce”. Versi in cui echeggia la solitudine dei passi del poeta, con la sola pallida luce dei lampioni ad accompagnarli. Emerge lo sguardo disilluso sul reale che circonda l’autore: “quello che resta sopravvive a stento” e più intensamente emerge il senso della mancanza.

In tasca la paura di volare è ciò che rimane nonostante l’inesorabilità del tempo che passa, dei ciottoli che rimangono abbandonati sulla spiaggia dall’onda ritratta. Fra treni, binari e valigie, i rischi che comporta la vita: “restare schiacciati nella mischia senza meta della stazione”. Racconta il viaggio emotivo del poeta nella continua tensione tra ciò che sarà e il peso del ricordo: ombre come pensieri si confondono lasciandosi “affondare nella melma dei flutti immensi”. Ciò che rimane sono anche “rovine battute dal vento”, ciò che gli altri non vedono, non possono capire, che solo lo sguardo poetico riesce a raccogliere. Emerge la condizione dell’essere umano, su questo lo sguardo del poeta è come una fredda lama che squarcia il reale: triste è l’esistenza di coloro che sono felici perché non si rendono conto di essere soltanto ombre “dietro il vetro opaco del mondo”, tuttavia triste è la condizione di coloro che, come il poeta, al di là di questo schermo, sono consapevoli del proprio destino di esseri umani: “siamo tanti e siamo soli”.

🖤 VUOI SAPERNE DI PIÙ? LEGGI LA MIA INTERVISTA ALL’AUTORE 🖤

Titolo: Lorenzo Foltran
Autore: Oèdipus Edizioni
Traduttore: Poesia 
Casa Editrice:
Anno di edizione: 2018
Genere: Poesia
Pagine: 96
Voto: 3,5/5