La Prossima Volta il Fuoco – James Baldwin

Noi non saremo liberi fino a quando gli altri non lo saranno.

Sono dirompenti le parole con cui James Baldwin apre uno squarcio all’interno della questione razziale, parole che trasudano una profondità di pensiero che solo può derivare da una memoria scritta sulla propria pelle. Passando attraverso la sua esperienza autobiografica, l’autore punta al cuore del controverso e infuocato dibattito che ha attraversato gli Stati Uniti negli anni ’60 riguardo alla lotta per i diritti civili. Momento che ha segnato una tappa fondamentale verso l’emancipazione del popolo afroamericano.

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Il Museo Delle Promesse Infrante – Elizabeth Buchan

Che cos’è l’amore? E com’è, il suo amore? Profondo, infinito, bruciante, tenero…quante parole. Colpevole?

Quante volte Laure si sarà fatta queste domande. Lei che ha deciso di creare un museo, senza statue né quadri, ma di promesse, promesse non mantenute, speranze svanite. Un museo dove sono custoditi cimeli, offerti da uomini e donne che, con un rimpianto sul cuore, cercano in qualche modo di esorcizzare il passato nella speranza di riconciliarsi con il proprio dolore. Oggetti simbolo di frammenti di vite che non sono andate come previsto, segni di disperazione, rabbia, rassegnazione ma a volte anche di liberazione. C’è un museo a Parigi, cui Laure ha dato vita per custodire la sua promessa infranta: il ricordo della notte in cui ha dovuto dire addio al suo amore.

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Bastava Chiedere! Dieci storie di femminismo quotidiano – Emma

Conosci la scena: sei tornata dal lavoro, hai fatto la spesa, stai preparando la cena e nel frattempo pensi a quando pagare l’affitto / chiamare l’idraulico / prendere la pillola / finire quella mail di lavoro / controllare che i tuoi figli (se li hai) abbiano fatto i compiti / prenotare il dentista per loro. Tutto questo mentre il tuo compagno ti chiede se per caso sai dove sono finite le sue scarpe.

Lo so, starete ridendo! Ma pensiamoci un attimo: quante volte ci sarà capitato di vivere questa scena? E quante, dopo una crisi isterica per l’ennesima cosa a cui pensare che però nella nostra testa non ci sta più, ci siamo sentite dire: “ma bastava chiedere!”.

E poi eccolo qui: un fumetto che diventa un’analisi sociale attraverso cui ripensare la nostra quotidianità femminile, tra lavoro, calzini da piegare, lavastoviglie e il gatto da portare dal veterinario (perché non ho figli, se no ci mettevo pure loro in lista, niente veterinario però!! 😉 ). Tutta opera di Emma, classe 1981. Blogger, fumettista, ingegnera informatica francese.

“Bastava Chiedere!” racconta dieci storie familiari a molte di noi, che ci faranno divertire ma, allo stesso tempo, insinueranno il pungiglione della sottile ironia, portandoci a riflettere sul nostro ruolo di donne all’interno delle dinamiche quotidiane di coppia, della nostra famiglia, dell’ambiente lavorativo e della società.

Già il titolo la dice lunga. Il semplice fatto di sentirsi dire “bastava chiedere!” implica a monte una questione sottintesa: che spetti a noi donne l’organizzazione della casa e pertanto dobbiamo “chiedere” se vogliamo avere un aiuto. Badate bene, spesso siamo le prime ad incastrarci in questo ruolo, per svariati motivi: per l’educazione di genere che abbiamo ricevuto; perché siamo cresciute con l’esempio delle nostre madri che si occupavano dei figli e di tutta la gestione della casa con il marito fuori tutto il giorno a lavorare; per un retaggio culturale che, pur essendo nel 2020, comunque non è ancora del tutto sorpassato; e perché, ammettiamolo “solo noi sappiamo come fare davvero bene le faccende di casa!” 😉 . Ci sono sicuramente eccezioni, ed esistono uomini che hanno capito di non essere meri “esecutori” dei compiti che le donne affidano loro, ma sono ancora delle perle rare e, come sappiamo, l’eccezione non fa che avvalorare la regola:

Sono secoli che le relazioni uomo-donna sono distorte. Distorte dalla nostra educazione, diversa a seconda del genere, e dalla paura legittima che abbiamo di essere aggredite. E noi combattiamo perché le cose cambino.

Avete mai provato a quantificare tutto il lavoro “invisibile” che svolgete tra le mura domestiche? Vi è mai capitato di riflettere su tutte quelle volte in cui, ormai abili equilibriste, cerchiamo di vagliare attentamente la risposta a un commento inopportuno per evitare di essere chiamate isteriche o peggio ancora sentirci dire quella fatidica frase: “ma hai per caso le mestruazioni?”. Ahimè, immagino la vostra risposta!

E ancora. Avete mai riflettuto su quanto sia ingiusto che il congedo di maternità venga scherzosamente chiamato da qualche collega “una vacanza”?

Se vi siete trovate in alcune di queste situazioni, ma vi siete lasciate scivolare tutto addosso, beh, il libro di Emma è un’ottima occasione per rifletterci su. Si tratta di decostruire tutta una serie di miti e condizionamenti socio-culturali. Ripensare al nostro ruolo di donne sapendo che non spetta a noi dover sempre pensare alle mille e più cose che ci sono da fare, lasciare che i nostri partner si prendano la loro quota di “carico mentale” e, dal lato nostro, chiudere un occhio se quel calzino incriminato rimane per una sera fuori posto. Concedetevi il diritto di rispondere e reagire alle situazioni spiacevoli anziché soccombere. Questi e altri frammenti del nostro quotidiano femminile vengono brillantemente illustrati, e dopo aver letto il libro di Emma tutto d’un fiato, ho cominciato effettivamente ad adottare uno sguardo diverso.

“Bastava Chiedere!” è un fumetto esilarante e al tempo stesso critico, per aiutarci a sostenere la nostra emancipazione a partire dalle complesse dinamiche quotidiane: considerare noi stesse e il contesto in cui viviamo in modo diverso. L’introduzione, affidata alla penna di Michela Murgia, apre le porte a un argomento che ci riguarda intimamente a partire dalla nostra infanzia:

Per molte di noi vedersi in questo libro sarà una rivelazione, per altre un dolore, per tutte un’opportunità preziosa.

Un libro perfetto come regalo in vista della Giornata internazionale della donna il prossimo 8 marzo, da regalare a mariti, fidanzati e colleghi, magari perché no, come ringraziamento per una bella mimosa ricevuta!

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Titolo: Bastava Chiedere!
Autore: Emma
Traduttore: Giovanna Laterza
Casa Editrice: Editori Laterza
Anno di edizione: 2020
Genere: scienze sociali
Pagine: 192
Voto: 4,5/5

Emma (1981) è blogger, fumettista, ingegnera informatica francese. Comincia distribuendo volantini femministi all’entrata delle metro di Parigi prima di andare a lavoro. Nel 2016 decide di aprire un blog. Appena pubblicata online, la storia Bastava chiedere! esplode sul web con migliaia di condivisioni. Oggi le sue storie sono dei bestseller da 100.000 copie e sono tradotte in molte lingue. È autrice di Un autre regard (2017), Un autre regard 2 (2018), La charge émotionnelle (2018) e Un autre regard sur le climat (2019). Il suo blog è emmaclit.com

Stoner – John E. Williams. Audiolibro letto da Sergio Rubini, edizione Emons

“La Verità, il Bene, il Bello. Sono appena dietro l’angolo, nel corridoio accanto; sono nel prossimo libro, quello che non hai ancora letto, o sullo scaffale più in alto, dove non sei ancora arrivato. Ma un giorno ci arriverai.”⁠

“Stoner” di John E. Williams di @emonsedizioni, letto dalla voce profonda di Sergio Rubini, mi ha catturata. ⁠

⁠William Stoner è docente di letteratura inglese all’università del Missouri. La sua vita è segnata da un’apparente “normalità”. Lavoro, matrimonio, una figlia, due amici, un grande amore. Eppure nulla in Stoner è banale, né le sue azioni né tanto meno i suoi sentimenti. Con grazia e impareggiabile sensibilità, John Williams ci regala un personaggio indimenticabile, che lascia una traccia indelebile e profonda.⁠

Una storia che vi suggerisco di ascoltare o di leggere, sono sicura che vi farà emozionare, a me è successo!!⁠

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  • Regia: Flavia Gentili
  • Durata: 9h 18m
  • Versione: integrale
  • Traduzione: Stefano Tummolini
  • Edizione testo: Fazi Editore
  • Pubblicazione: 15 ottobre 2014
  • ISBN 9788898425341
  • Voto: 5/5


Le Sette Morti Di Evelyn Hardcastle – Stuart Turton

Quanto bisogna sentirsi sperduti per lasciare che sia il diavolo a condurci a casa?

Un’ultima pagina, un’ultima riga, l’ultima parola: chiudo il libro e con nostalgia mista a stupore abbandono il mondo di Blackheath ancora sotto l’effetto degli ultimi colpi di scena. Viaggiare nel tempo è possibile, farlo saltando da un corpo all’altro pure, cercando di mettere assieme le tessere di un puzzle che si disfa e ricompone in un’ ossessiva ripetizione di otto giorni, in cui ogni volta l’immagine è uguale a se stessa eppure diversa.

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La Lettera D’Amore – Lucinda Riley

Segreti che rimangono inconfessati, celati nel silenzio di una vita intera e segreti che per vie traverse, trovano la strada verso la verità.

Che destino avrà il segreto di Rose, l’anziana signora che Joanna, giovane reporter del Moarning Mail, conoscerà alla cerimonia di commemorazione del famoso attore Sir James Harrison?

Alcuni giorni dopo questo fortuito incontro, una misteriosa lettera sarà recapitata tra le mani della giovane giornalista. Ben presto Joanna capirà di essere stata coinvolta in una storia scottante che da Londra all’Irlanda, la porterà tra i corridoi del Palazzo della Casa Reale d’Inghilterra. La sua vita verrà messa sottosopra e la sua unica via d’uscita sarà scoprire chi si nasconde dietro la calligrafia di quella lettera.

Fino a che punto si potrà spingere alla ricerca della verità? Quale sarà il prezzo da pagare? Nulla sarà più come prima e il tentativo di svelare il segreto che avvolge l’enigmatico carteggio, la porterà non solo a mettere in discussione amicizie di una vita ma anche a diffidare dell’amore e delle persone a lei più care.

Una lettera e un segreto attraverso cui l’autrice Lucinda Riley, ci trasporta in una storia avvolta da pericolosi segreti, intrighi di Stato e in cui non mancano azione e colpi di scena. Una lettera che indissolubilmente unirà per sempre i destini dei personaggi le cui debolezze e paure riaffiorano, da un passato creduto ormai sepolto, con la dirompenza di un segreto da troppo tempo celato che finalmente chiede il suo riscatto.

La Lettera D’Amore è stato il primo libro della Riley che ho letto. Subito mi ha tenuta incollata alle sue pagine grazie all’uso di un linguaggio essenziale, scorrevole e pertanto estremamente efficace. Una trama ben congeniata che, come le tessere di un puzzle, a poco a poco rivelano il disegno finale che non lascia spazio alla banalità.

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Titolo: La Lettera D’Amore
Autore: Lucinda Riley
Traduttore: Leonardo Taiuti
Casa Editrice: Giunti Editore
Anno di edizione: 2018
Genere: narrativa straniera
Pagine: 560
Voto: 4/5

Lucinda Riley è nata in Irlanda e ha esordito come scrittrice a 24 anni. Vive tra il Norfolk e il Sud della Francia, con il marito e i quattro figli.
Il giardino degli incontri segreti (Giunti 2012) è diventato un bestseller internazionale e in Italia è balzato subito ai primi posti delle classifiche. Sempre per Giunti sono usciti La luce alla finestra (2013), Il segreto della bambina sulla scogliera (2013), Il profumo della rosa di mezzanotte (2014), L’angelo di Marchmont Hall (2015), Le Sette Sorelle (2015), Ally nella tempesta (2016), Il segreto di Helena (2016). I suoi romanzi sono tradotti in più di 26 Paesi.

Lady Day – La Vita e i Tempi di Billie Holiday

“Mi hanno detto che nessuno canta la parola “fame” e la parola “amore” come le canto io. Forse è perché so cosa han voluto dire queste parole per me, e quanto mi sono costate”.⁠⁠

Billie Holiday, la voce del jazz. Questo libro mi fu regalato da una persona speciale, un ragazzo innamorato della musica e del jazz, quel ragazzo che oggi è diventato un uomo e mio marito. Un libro e mi sono innamorata anch’io del jazz, di questa musica profonda e ricca di storie. Storie di vita. Credo sia stato questo che mi fece appassionare alle voci e alle note del jazz: scoprire che dietro ogni nota, ogni inflessione della voce, c’erano le vite autentiche di chi diede tutto per poter suonare o poter cantare.

⁠⁠Un libro che racconta non solo la vita di Billie Holiday ma anche i tempi in cui visse e ci riporta tra le strade di Harlem, la Harlem della Grande Depressione.⁠⁠

🖤 Vi è mai capitato di leggere un libro che vi ha aperto le porte verso una nuova passione? Lasciatemi i vostri commenti! 🖤

Titolo: Lady Day – La Vita e i Tempi di Billie Holiday
Autore: Julia Blackburn
Traduttore: Sebastiano Pezzani
Casa Editrice: Il Saggiatore
Anno di edizione: 2005
Genere: musica
Pagine: 349
Voto: 4/5

Chet Baker. La Lunga Notte di Un Mito

«Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.»⁠
«Per andare dove, amico?»⁠
«Non lo so, ma dobbiamo andare»⁠


🎺 Un libro trovato per puro caso (o fortuna direi), tra gli scaffali affollati di una libreria nel cuore della Bologna universitaria. Pagine ingiallite e odore di polvere. Ovviamente non potevo farmelo sfuggire…tanto più se racconta la vita di uno dei miei musicisti preferiti: Chet Baker. Per me il poeta maledetto del jazz. ⁠


Dagli inizi, negli anni ’50, quando un bellissimo ragazzo dell’Oklahoma arrivò sulla West Coast, per diventare il principe del cool jazz, fino alla morte violenta avvenuta in circostanze misteriose ad Amsterdam nel 1988. Ricordo ancora quella sera in cui al telegiornale parlarono della sua scomparsa, avevo 8 anni, e ancora non conoscevo nulla di lui, non potevo immaginare quanto mi sarei emozionata sulle note delle sue improvvisazioni. ⁠

Dietro quel volto sexy, angelico, dall’espressione cool, si nascondeva un animo profondamente tormentato e ribelle che lo portò verso la completa rovina di sé. Tanto affascinante quanto bugiardo, imbroglione, figlio di puttana. Caduto, come molti jazzisti del suo tempo, in una spirale di dipendenza dalle droghe che travolse verso la rovina chiunque gli fu accanto: musicisti, amici, donne. 🎺⁠

La sua tromba tra sensualità e incanto e la sua voce come velluto blu, seducentemente ipnotica. La prima volta che lo ascoltai ne rimasi stregata e non riuscii a resistere al suo fascino. Succederà anche a voi?⁠


🖤 Quale sarà il prossimo jazzista di cui vi parlerò? Avete richieste o preferenze? 🖤 ⁠

Titolo: Chet Baker. La Lunga Notte di Un Mito
Autore: James Gavin
Traduttore: Marco Rossari
Casa Editrice: Baldini&Castoldi
Anno di edizione: 2002
Genere: musica
Pagine: 457
Voto: 4,5/5