Chet Baker. La Lunga Notte di Un Mito

«Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.»⁠
«Per andare dove, amico?»⁠
«Non lo so, ma dobbiamo andare»⁠


🎺 Un libro trovato per puro caso (o fortuna direi), tra gli scaffali affollati di una libreria nel cuore della Bologna universitaria. Pagine ingiallite e odore di polvere. Ovviamente non potevo farmelo sfuggire…tanto più se racconta la vita di uno dei miei musicisti preferiti: Chet Baker. Per me il poeta maledetto del jazz. ⁠


Dagli inizi, negli anni ’50, quando un bellissimo ragazzo dell’Oklahoma arrivò sulla West Coast, per diventare il principe del cool jazz, fino alla morte violenta avvenuta in circostanze misteriose ad Amsterdam nel 1988. Ricordo ancora quella sera in cui al telegiornale parlarono della sua scomparsa, avevo 8 anni, e ancora non conoscevo nulla di lui, non potevo immaginare quanto mi sarei emozionata sulle note delle sue improvvisazioni. ⁠

Dietro quel volto sexy, angelico, dall’espressione cool, si nascondeva un animo profondamente tormentato e ribelle che lo portò verso la completa rovina di sé. Tanto affascinante quanto bugiardo, imbroglione, figlio di puttana. Caduto, come molti jazzisti del suo tempo, in una spirale di dipendenza dalle droghe che travolse verso la rovina chiunque gli fu accanto: musicisti, amici, donne. 🎺⁠

La sua tromba tra sensualità e incanto e la sua voce come velluto blu, seducentemente ipnotica. La prima volta che lo ascoltai ne rimasi stregata e non riuscii a resistere al suo fascino. Succederà anche a voi?⁠


🖤 Quale sarà il prossimo jazzista di cui vi parlerò? Avete richieste o preferenze? 🖤 ⁠

Titolo: Chet Baker. La Lunga Notte di Un Mito
Autore: James Gavin
Traduttore: Marco Rossari
Casa Editrice: Baldini&Castoldi
Anno di edizione: 2002
Genere: musica
Pagine: 457
Voto: 4,5/5