Bookinfluencer: i nuovi ambasciatori della lettura

Se ne è parlato molto sui giornali. Chi li loda, chi li “sbroda”, chi li maltratta chi li corteggia. Ma chi sono davvero questi bookinluencer? Perché se ne parla così tanto e perché uffici stampa e editori li cercano? Come li scelgono?

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Hans Mayer e La Bambina Ebrea – Eleonora E. Spezzano. Bonfirraro Editore [Collaborazione]

Quando si vive in un mondo dove l’odio fa da padrone, c’è sempre bisogno di quello spiraglio di innocenza che apre la porta al lato nascosto di ogni cosa.

Hans Mayer è un ufficiale della Wehrmacht che ogni giorno, nel percorrere la strada dalla sua abitazione alla caserma, cerca di non curarsi degli sguardi sprezzanti che lo circondano a causa della sua divisa. Personaggio schivo e solitario è schiacciato dai sensi di colpa e dalle incertezze che lo portano sempre più a dubitare del suo ruolo di soldato tedesco, strada che ha intrapreso da adolescente perché costretto da un padre autoritario. La città in cui vive, la Varsavia del 1941, è sempre più segnata da rastrellamenti di famiglie ebree e di fronte a tali eventi il peso della divisa diventa per Hans sempre più insostenibile:

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DIFENDERSI. Una Filosofia della Violenza – ELSA DORLIN. Fandango Libri [Collaborazione]

Cosa fa la violenza, giorno dopo giorno, alle nostre vite, ai nostri corpi e ai nostri muscoli? E a questi ultimi, a loro volta, cosa è consentito fare all’interno della violenza e attraverso di essa?

Questa la domanda che sottende all’analisi storico-sociale che Elsa Dorlin elabora ricostruendo una genealogia dell’autodifesa. L’autrice focalizza l’attenzione su quei momenti cruciali che hanno segnato un passaggio alla violenza difensiva e che non possono essere letti attraverso la lente politica e morale della legittimità. Il comune denominatore di tali passaggi alla violenza difensiva risiede nella tutela della vita: l’uso della violenza fisica è concepito come necessità vitale, che si incarna in prassi di resistenza.

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Il Museo Delle Promesse Infrante – Elizabeth Buchan

Che cos’è l’amore? E com’è, il suo amore? Profondo, infinito, bruciante, tenero…quante parole. Colpevole?

Quante volte Laure si sarà fatta queste domande. Lei che ha deciso di creare un museo, senza statue né quadri, ma di promesse, promesse non mantenute, speranze svanite. Un museo dove sono custoditi cimeli, offerti da uomini e donne che, con un rimpianto sul cuore, cercano in qualche modo di esorcizzare il passato nella speranza di riconciliarsi con il proprio dolore. Oggetti simbolo di frammenti di vite che non sono andate come previsto, segni di disperazione, rabbia, rassegnazione ma a volte anche di liberazione. C’è un museo a Parigi, cui Laure ha dato vita per custodire la sua promessa infranta: il ricordo della notte in cui ha dovuto dire addio al suo amore.

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Giro di Vita – Alessio Rega [Collaborazione]

Lo so come ti senti. È come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l’unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti.

Andrea de Carlo, Due di Due

Diciotto anni e avere il mondo proprio lì davanti a sé, che attende solo di essere afferrato. Sono gli anni del liceo, delle fughe da scuola con gli amici di sempre, degli amori vissuti intensamente fino all’ultimo bacio, delle feste, della patente, del desiderio irrefrenabile di libertà e di vita. Diciotto anni, eppure per Gabriele saranno gli anni di passaggio da un mondo ovattato, inafferrabile, segnato da una sensazione di inadeguatezza, verso il trauma indispensabile che lo porterà alla rinascita come uomo adulto.

Tutto scorre in una quotidianità ordinaria per Gabriele, un ragazzo di buona famiglia, con tanti amici, uno come tanti, fino al giorno in cui il suo mondo interiore viene improvvisamente catapultato nella realtà implacabile della vita, lasciandolo in balia di un vuoto esistenziale causato dalla separazione dei suoi genitori.

Qualcosa dentro di lui si rompe per sempre, lasciando una ferita aperta. Le sue poche sicurezze, come cocci di uno specchio rotto, vengono per sempre spazzate via, così come le certezze sull’amore, un sentimento che sta imparando a conoscere con passi desiderosi seppure incerti e diffidenti.

Tutto appare sotto una luce diversa, inconsueta, come privato di quella patina di eternità, rassicurazione e perfezione che solo gli occhi dei bambini possono vedere. Improvvisamente i propri genitori diventano persone, con le proprie fragilità e paure. Diventano fallibili:

Spesso infatti si pensa di conoscere qualcuno solo perché si è vissuto insieme per tanto tempo per poi scoprire che chi abbiamo accanto è diverso da come lo abbiamo sempre immaginato, da come ci siamo illusi o abbiamo voluto che fosse.

E anche Gabri, si sente così, con una profonda paura di fallire, di non essere pronto ad afferrarla quella vita che sta lì davanti, ma che a ogni tentativo di sfiorarla, sembra sfuggirgli dalle mani.

Avevo voglia di spiccare il volo, di trovare la mia strada e di sfidare a testa alta il destino senza rimanere imprigionato nelle mie paure. Volevo imparare a scegliere senza che nessun altro lo facesse per me. Diventare protagonista del mio presente e sentirmi soddisfatto.

L’autore Alessio Rega ci riporta agli anni delle autogestioni, delle birre e delle sigarette con gli amici, ai poster di Che Guevara appesi alle pareti della nostra camera, delle cassette dei Nirvana e dei Guns. Tutto questo mondo, così nostalgicamente familiare alla nostra generazione, fa da sfondo ad un’ evoluzione interiore e fondamentale del protagonista adolescente che, deluso dalla famiglia, dall’amore e dagli amici, dopo l’esame di maturità, deciderà di partire dalla sua Bari, la sua città dei ricordi, verso Milano dove suo padre, rifacendosi una vita, ha trovato la serenità.

Non sarà facile per Gabriele affrontare la solitudine, il distacco dagli amici e la perdita di fiducia in tutto ciò che aveva accompagnato la sua adolescenza. Tuttavia a volte è necessario partire e lasciarsi alle spalle dei chilometri per ritrovare sé stessi e il coraggio di affrontare i propri fantasmi. Andare e poi tornare per guardarli in faccia e rendersi conto che, no, non si è di nuovo al punto di partenza, ma si è fatto un giro, un lungo giro di vita, indispensabile per liberarsi dalla paura di vivere e spiccare il volo.

Giro di Vita è un libro che parla della difficoltà di affrontare ciò che ci fa soffrire, ma allo stesso tempo di quanto guardare in faccia le nostre paure e accettarle sia il primo passo per liberarci dall’incapacità di afferrare ciò che desideriamo, e cominciare davvero a vivere, dandoci una possibilità.

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Titolo: Giro di Vita
Autore: Alessio Rega
Casa Editrice: Les Flâneurs Edizioni
Anno di edizione: 2019
Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 182
Voto: 3,5/5

Alessio Rega (Bari, 1984). Laureato in Scienze della Comunicazione Sociale Istituzionale e Politica all’Università degli Studi di Bari. Fondatore delle case editrici Les Flâneurs Edizioni e Dots Edizioni. 

Intervista a Yannick Roch, autore de “Il Maestro dei Morti”, Les Flâneurs Edizioni, 2017

Il Maestro dei Morti” rappresenta il tuo esordio letterario con Les Flâneurs Edizioni. Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?

La nascita de “Il Maestro dei morti” è paradossale: l’avevo scritto per il primo concorso letterario organizzato dalla casa editrice nel 2015, anno nel quale avevo avuto molte delusioni a livello della scrittura con delle bocciature in altri concorsi. Quando una persona

mi ha segnalato quello organizzato dai “Flâneurs”, mi ci sono buttato dicendomi che sarebbe stata l’ultima volta! Quindi ho abbandonato il mondo del Fantasy (e dei suoi vari sottogeneri) per cimentarmi nella scrittura di un giallo “vecchio stile”, lontano dagli odierni romanzi, film e serie TV. Ho voluto portare il giallo alle sue origini (Gaboriau, Poe…) nella città di Lecoq e Dupin (anche se non conosco molto Parigi: la mia ultima visita risale al 2001 per una gita scolastica), con un investigatore ispirato ad Holmes ma con molti tratti personali e alle prese con il caso della scomparsa di una persona. Come ho detto prima, la nascita di questo libro è paradossale perché doveva essere il mio ultimo lavoro, ma ha inaugurato l’inizio di una vita da scrittore, anche se non professionale!

Quali sono gli elementi che maggiormente ricerchi nella tua scrittura, nel tuo stile?

Per me, il realismo è importante: ogni personaggio deve essere più di un nome e un cognome, deve essere una persona con il suo passato, le sue motivazioni, la sua ragione di esistere nella storia e qualche dettaglio che lo caratterizza (come gli occhi gialli di Renard, il caratteraccio di Rosalie e la superbia di François, ad esempio), senza pertanto farne una descrizione millimetrica… Il lettore deve anche lasciar correre la propria immaginazione! Anche i luoghi sono molto importanti: non faccio descrizioni molto approfondite perché voglio che chi legge possa immaginarsi la scena come lo desidera, ma con qualche paletto. Poi, naturalmente, se scelgo un’ambientazione specifica, insisto un po’ di più sui particolari. La trama è fondamentale: come in ogni libro (e non solo per i gialli), ci devono essere delle pieghe e delle zone d’ombra che porteranno a qualche colpo di scena, ma senza  prendere il lettore alle spalle: bisogna che l’autore semini qualche indizio, senza svelare troppo.

Insegnante di lingua francese, traduttore, sei anche ideatore del blog Inchiostronoir. Da dove nasce tua la passione per questo genere?

Forse sarà l’imprinting del film “Basil l’investigatopo” e, più tardi, dell’anime “Il fiuto di Sherlock Holmes“! (risata). Sono appassionato dalle storie dei detective di finzione (supereroi inclusi), dai loro nemici (uno come Mortiarty ha sempre il suo fascino) e dalle storie nelle quali il mistero fa la parte del leone. Stranamente, il mio lavoro d’insegnante di lingua francese e di traduttore mi obbliga ad essere un po’ detective: sono “casi” da risolvere, tutti differenti (fare lezioni ad un adulto per lavorare all’estero non è come preparare un ragazzo all’esame di certificazione B2) e nei quali devo inquadrare ogni profilo per arrivare ai risultati migliori (ogni studente è diverso da un altro). Inoltre, la traduzione può trasformarsi in una vera indagine per riuscire a trascrivere con la parola giusta nell’altra lingua… e non sono ammessi errori! Il blog “Inchiostronoir” è nato per promuovere “Il Maestro dei morti“, ma ho capito che un blog è un vero punto d’incontro con i lettori (o futuri lettori). Quindi, parlo di molte cose (libri, fumetti, giochi vari), ci sono delle recensioni e segnalazioni, interviste e consigli per gli autori con dei bandi per i concorsi letterari. Naturalmente, si parla anche dell’universo del giallo e la serie di articoli “I protagonisti del giallo” è molto letta. 

C’è stato un libro, o un personaggio letterario, che più di altri, ti ha fatto appassionare alla scrittura e ha fatto nascere in te il desiderio di diventare uno scrittore?

Un libro, no. Ma i libri, sì: credo che sia stato l’amore per la lettura che ho fin da piccolo ad avermi contagiato con la passione per la scrittura. Da adolescente mi piaceva scrivere piccoli racconti (anche se ora non me li ricordo più), poi mi sono appassionato ai vari wargames e successivamente ai giochi di ruolo che mi hanno aiutato in questo senso. Ma è stata la lettura dei romanzi dell’autore francese Serge Brussolo (prima i noir, poi la fantascienza) ad avermi dato la spinta per voler scrivere “sul serio”, con il sogno di essere pubblicato un giorno.

Uno sguardo al futuro. Altri progetti in vista? Puoi fornirci qualche anticipazione?

Vorrei continuare con le inchieste di Renard e Tortue: vari lettori e recensori hanno espresso il loro desiderio di tornare in questa Francia di quasi 90 anni fa, con le sue luci e le sue ombre. Se vogliamo parlare di progetti concreti, direi che tutto dipende da Alessio Rega,  il mio editore. In un futuro non determinato, mi piacerebbe scrivere ancora delle inchieste per il mio duo (le idee ci sono), ma forse anche qualcosa di genere Steampunk, di supereroi (ce ne sono davvero pochi nella letteratura) o un librogame, ma questo è un altro paio di maniche.

🖤 LEGGI LA RECENSIONE DE “IL MAESTRO DEI MORTI” ! 🖤

Primi acquisti del 2020!

Ciò che da sempre mi appassiona è scoprire aneddoti legati ai libri stessi, alle vite degli scrittori e, perché no, alle storie delle case editrici. Oltre a ciò che racconta, un libro ha la sua storia e questo mi ha sempre affascinato moltissimo.⁠ ⁠

Lo sapevate che la vita di Lorna Nicholl Morgan, autrice di “Un Piccolo Omicidio Di Natale” è avvolta nel mistero?⁠ Scrisse quattro romanzi tra il 1944 e il 1947, dopodiché non si seppe più nulla di lei. Ciò nonostante divenne una delle penne più apprezzate della Golden Age della crime fiction britannica. ⁠ ⁠

“La Baby Sitter e Altre Storie” ripercorre attraverso trenta racconti la carriera di Robert Coover, uno dei padri della letteratura postmoderna americana. Ha insegnato per più di trent’anni alla Brown University dove fondò un programma rivolto a scrittori internazionali perseguitati per le loro idee e i loro scritti. La particolarità di questa edizione è che la NN Editore ha affidato la traduzione di ciascun racconto a un traduttore differente, proprio per fare in modo che potesse emergere, più fedelmente possibile, la voce dello scrittore nelle sue molteplici sfumature.⁠ ⁠

“Le Sette Morti Di Evelyn Hardcastle” è edito dalla Neri Pozza. La storia di questa casa editrice ha origini che risalgono alla lotta contro le leggi razziali del 1938. ⁠ Le edizioni nascono con lo scopo ben preciso di pubblicare un libro che un editore ebreo, costretto alla fuga dalle leggi razziali, non poteva più dare alle stampe. In questo modo viene ereditato il compito di un editore ebreo, vittima della stupidità e della crudeltà dell’epoca, Neri Pozza scopre la sua vocazione d’editore fino a dare vita alla casa editrice che porta il suo nome.⁠ ⁠

Questi sono stati i miei primissimi acquisti del 2020 e già non vedo l’ora di cominciarli.⁠

⁠ 🖤 Anche voi avete già fatto compere? Come me siete appassionati di aneddoti legati ai libri e alla loro storia? Fatemi sapere nei commenti!! 🖤⁠ ⁠ ⁠

Chet Baker. La Lunga Notte di Un Mito

«Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.»⁠
«Per andare dove, amico?»⁠
«Non lo so, ma dobbiamo andare»⁠


🎺 Un libro trovato per puro caso (o fortuna direi), tra gli scaffali affollati di una libreria nel cuore della Bologna universitaria. Pagine ingiallite e odore di polvere. Ovviamente non potevo farmelo sfuggire…tanto più se racconta la vita di uno dei miei musicisti preferiti: Chet Baker. Per me il poeta maledetto del jazz. ⁠


Dagli inizi, negli anni ’50, quando un bellissimo ragazzo dell’Oklahoma arrivò sulla West Coast, per diventare il principe del cool jazz, fino alla morte violenta avvenuta in circostanze misteriose ad Amsterdam nel 1988. Ricordo ancora quella sera in cui al telegiornale parlarono della sua scomparsa, avevo 8 anni, e ancora non conoscevo nulla di lui, non potevo immaginare quanto mi sarei emozionata sulle note delle sue improvvisazioni. ⁠

Dietro quel volto sexy, angelico, dall’espressione cool, si nascondeva un animo profondamente tormentato e ribelle che lo portò verso la completa rovina di sé. Tanto affascinante quanto bugiardo, imbroglione, figlio di puttana. Caduto, come molti jazzisti del suo tempo, in una spirale di dipendenza dalle droghe che travolse verso la rovina chiunque gli fu accanto: musicisti, amici, donne. 🎺⁠

La sua tromba tra sensualità e incanto e la sua voce come velluto blu, seducentemente ipnotica. La prima volta che lo ascoltai ne rimasi stregata e non riuscii a resistere al suo fascino. Succederà anche a voi?⁠


🖤 Quale sarà il prossimo jazzista di cui vi parlerò? Avete richieste o preferenze? 🖤 ⁠

Titolo: Chet Baker. La Lunga Notte di Un Mito
Autore: James Gavin
Traduttore: Marco Rossari
Casa Editrice: Baldini&Castoldi
Anno di edizione: 2002
Genere: musica
Pagine: 457
Voto: 4,5/5