Stoner – John E. Williams. Audiolibro letto da Sergio Rubini, edizione Emons

“La Verità, il Bene, il Bello. Sono appena dietro l’angolo, nel corridoio accanto; sono nel prossimo libro, quello che non hai ancora letto, o sullo scaffale più in alto, dove non sei ancora arrivato. Ma un giorno ci arriverai.”⁠

“Stoner” di John E. Williams di @emonsedizioni, letto dalla voce profonda di Sergio Rubini, mi ha catturata. ⁠

⁠William Stoner è docente di letteratura inglese all’università del Missouri. La sua vita è segnata da un’apparente “normalità”. Lavoro, matrimonio, una figlia, due amici, un grande amore. Eppure nulla in Stoner è banale, né le sue azioni né tanto meno i suoi sentimenti. Con grazia e impareggiabile sensibilità, John Williams ci regala un personaggio indimenticabile, che lascia una traccia indelebile e profonda.⁠

Una storia che vi suggerisco di ascoltare o di leggere, sono sicura che vi farà emozionare, a me è successo!!⁠

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  • Regia: Flavia Gentili
  • Durata: 9h 18m
  • Versione: integrale
  • Traduzione: Stefano Tummolini
  • Edizione testo: Fazi Editore
  • Pubblicazione: 15 ottobre 2014
  • ISBN 9788898425341
  • Voto: 5/5


Giro di Vita – Alessio Rega [Collaborazione]

Lo so come ti senti. È come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l’unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti.

Andrea de Carlo, Due di Due

Diciotto anni e avere il mondo proprio lì davanti a sé, che attende solo di essere afferrato. Sono gli anni del liceo, delle fughe da scuola con gli amici di sempre, degli amori vissuti intensamente fino all’ultimo bacio, delle feste, della patente, del desiderio irrefrenabile di libertà e di vita. Diciotto anni, eppure per Gabriele saranno gli anni di passaggio da un mondo ovattato, inafferrabile, segnato da una sensazione di inadeguatezza, verso il trauma indispensabile che lo porterà alla rinascita come uomo adulto.

Tutto scorre in una quotidianità ordinaria per Gabriele, un ragazzo di buona famiglia, con tanti amici, uno come tanti, fino al giorno in cui il suo mondo interiore viene improvvisamente catapultato nella realtà implacabile della vita, lasciandolo in balia di un vuoto esistenziale causato dalla separazione dei suoi genitori.

Qualcosa dentro di lui si rompe per sempre, lasciando una ferita aperta. Le sue poche sicurezze, come cocci di uno specchio rotto, vengono per sempre spazzate via, così come le certezze sull’amore, un sentimento che sta imparando a conoscere con passi desiderosi seppure incerti e diffidenti.

Tutto appare sotto una luce diversa, inconsueta, come privato di quella patina di eternità, rassicurazione e perfezione che solo gli occhi dei bambini possono vedere. Improvvisamente i propri genitori diventano persone, con le proprie fragilità e paure. Diventano fallibili:

Spesso infatti si pensa di conoscere qualcuno solo perché si è vissuto insieme per tanto tempo per poi scoprire che chi abbiamo accanto è diverso da come lo abbiamo sempre immaginato, da come ci siamo illusi o abbiamo voluto che fosse.

E anche Gabri, si sente così, con una profonda paura di fallire, di non essere pronto ad afferrarla quella vita che sta lì davanti, ma che a ogni tentativo di sfiorarla, sembra sfuggirgli dalle mani.

Avevo voglia di spiccare il volo, di trovare la mia strada e di sfidare a testa alta il destino senza rimanere imprigionato nelle mie paure. Volevo imparare a scegliere senza che nessun altro lo facesse per me. Diventare protagonista del mio presente e sentirmi soddisfatto.

L’autore Alessio Rega ci riporta agli anni delle autogestioni, delle birre e delle sigarette con gli amici, ai poster di Che Guevara appesi alle pareti della nostra camera, delle cassette dei Nirvana e dei Guns. Tutto questo mondo, così nostalgicamente familiare alla nostra generazione, fa da sfondo ad un’ evoluzione interiore e fondamentale del protagonista adolescente che, deluso dalla famiglia, dall’amore e dagli amici, dopo l’esame di maturità, deciderà di partire dalla sua Bari, la sua città dei ricordi, verso Milano dove suo padre, rifacendosi una vita, ha trovato la serenità.

Non sarà facile per Gabriele affrontare la solitudine, il distacco dagli amici e la perdita di fiducia in tutto ciò che aveva accompagnato la sua adolescenza. Tuttavia a volte è necessario partire e lasciarsi alle spalle dei chilometri per ritrovare sé stessi e il coraggio di affrontare i propri fantasmi. Andare e poi tornare per guardarli in faccia e rendersi conto che, no, non si è di nuovo al punto di partenza, ma si è fatto un giro, un lungo giro di vita, indispensabile per liberarsi dalla paura di vivere e spiccare il volo.

Giro di Vita è un libro che parla della difficoltà di affrontare ciò che ci fa soffrire, ma allo stesso tempo di quanto guardare in faccia le nostre paure e accettarle sia il primo passo per liberarci dall’incapacità di afferrare ciò che desideriamo, e cominciare davvero a vivere, dandoci una possibilità.

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Titolo: Giro di Vita
Autore: Alessio Rega
Casa Editrice: Les Flâneurs Edizioni
Anno di edizione: 2019
Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 182
Voto: 3,5/5

Alessio Rega (Bari, 1984). Laureato in Scienze della Comunicazione Sociale Istituzionale e Politica all’Università degli Studi di Bari. Fondatore delle case editrici Les Flâneurs Edizioni e Dots Edizioni. 

Le Sette Morti Di Evelyn Hardcastle – Stuart Turton

Quanto bisogna sentirsi sperduti per lasciare che sia il diavolo a condurci a casa?

Un’ultima pagina, un’ultima riga, l’ultima parola: chiudo il libro e con nostalgia mista a stupore abbandono il mondo di Blackheath ancora sotto l’effetto degli ultimi colpi di scena. Viaggiare nel tempo è possibile, farlo saltando da un corpo all’altro pure, cercando di mettere assieme le tessere di un puzzle che si disfa e ricompone in un’ ossessiva ripetizione di otto giorni, in cui ogni volta l’immagine è uguale a se stessa eppure diversa.

Continua a leggere “Le Sette Morti Di Evelyn Hardcastle – Stuart Turton”

Ma quanto è bello farsi raccontare una storia?

In Italia gli audiolibri stanno riscontrando una crescita esponenziale. Ormai il 14% degli italiani ne è fruitore abituale. Al primo posto in Europa la Germania, seguono Polonia e Regno Unito. ⁠Tra i paesi del sud del Mediterraneo l’Italia ha il tasso di crescita più alto.

Gli audiolibri forniscono nuove occasioni per leggere, anche per i lettori forti. Possono tornare utili a chi viaggia molto, essere ascoltati in macchina, mentre si corre al parco, mentre si cucina, la sera per rilassarsi prima di andare a letto o, come a volte mi capita, di notte quando non riesco a dormire! 😉 . I formati ibridi audio-ebook (Il Narratore) possono tornare molto utili per i vostri bambini che stanno imparando a leggere, per gli stranieri che vogliono studiare la nostra lingua, ma anche per tutti coloro che vogliono cimentarsi con una lingua straniera ascoltando un libro.

C’è tuttavia una distinzione da fare: gli audiolibri sono romanzi che vengono letti, spesso da attori famosi, i podcast invece vengono scritti appositamente e costituiscono al momento un mercato più ristretto rispetto a quello degli audiolibri.⁠

Dove trovarli? Ecco alcuni suggerimenti:⁠


-Audible e Storytell. Sono distributori di audiolibri e producono titoli a loro volta. Propongono una formula stile Netflix con abbonamento mensile. Solitamente propongono una prova gratuita. Sono disponibili anche in applicazioni per smartphone. ⁠

Emons Edizioni, Salani Editore, Il Narratore

-Su Radio Rai 3 si possono ascoltare online i podcast della trasmissione “Ad Alta Voce” in cui attori famosi leggono libri. ⁠

-Ci sono anche piattaforme per scaricare gratuitamente e legalmente gli audiolibri tra queste:

Libroaudio.it dove si possono scaricare audiobook per ragazzi narrati da Ginzo Robiginz arricchiti da effetti sonori e suoni buffi;

Librivox è un sito no profit americano, in cui si possono reperire i classici della letteratura internazionale, letti dai volontari che sostengono l’iniziativa. Gli audiobook disponibili sono in varie lingue, tra cui c’è anche l’italiano.

Nel sito Audiolibri.org è possibile scaricare 3000 audiolibri in modo gratuito, di cui 1800 in lingua italiana.


Per me sono stati una vera e propria rivelazione! ⁠

Viaggiando molto per lavoro quello degli audiolibri si sta rivelando un sistema estremamente piacevole di scoprire nuovi romanzi!! ⁠


A questo proposito, a partire da questo mese, sul mio blog verrà dedicata una sezione agli audiolibri ascoltati, recensiti e consigliati da me!!⁠

❣️Voi li ascoltate?? Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate!! ❣️⁠

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Teresa Degli Oracoli – Arianna Cecconi [Collaborazione con Thrillernord.it]

Come scegli ciò che scegli?

Alcuni dicono che siamo liberi di determinare la nostra vita, padroni del nostro destino. Ma Teresa capì molto presto di avere un corpo e un viso che erano “quelli lì”, e non li aveva scelti. Così come non aveva scelto la sua famiglia, e nemmeno quel marito che mai l’aveva chiamata per nome.

Un segreto invece sì, di nasconderlo, lo si sceglie. E quando la fragilità della vecchiaia rischia di minare ciò che è stato custodito per una vita intera, Teresa decide di sigillare il suo segreto con il silenzio, sdraiandosi a letto senza più rialzarsi. Dieci lunghi anni con lo sguardo rivolto verso il nulla, dicevano. Un vuoto che in realtà rivelava molto più di ciò che si potesse immaginare e che Teresa aveva imparato a interpretare:

La nonna metà sognava e metà ci ascoltava, metà dormiva e metà vegliava su di noi. Fuori aveva gli occhi chiusi, e dentro erano aperti.

Dieci lunghi anni, trascorsi zitta, immobile, in un letto portato in mezzo al pittoresco via vai del salotto di casa. Casa, che finisce con la A, perché è femmina, come famiglia. Una famiglia di sole donne, quella di Teresa. Dopo la morte del marito, più nessun uomo aveva dormito in quella casa. Dieci lunghi anni di letargo, finché arriva il giorno in cui Teresa comincia a spegnersi. Come satelliti attorno alla propria stella ormai morente Irene e Flora, le sue due figlie, la fedele cugina Rosì, Pilar, la badante peruviana e Nina, la nipote. Sarà proprio Nina, figlia di Irene, a raccontare la storia di Teresa e a dar voce ai segreti di ognuna.

Non è l’unicità che rende speciale un segreto, ma come si attorciglia alla vita di chi lo porta e di chi non lo conosce, trasformandone i passi a sua insaputa.

Prima dell’ultimo respiro, Teresa donerà loro quattro oracoli: uno portato dal vento (come quello che indicò a Ulisse la via del ritorno), uno scritto sulla sua pelle (come la tradizione tramanda sia avvenuto a Epimenide), uno fatto di nebbia e di poesia (come al cospetto della Pizia di Delfi), uno che diventa fulmine (secondo la tradizione della Sibilla Eritrea). Quattro oracoli per liberarle dai sensi di colpa, dalle paure; per sciogliere quei nodi che impedivano loro di trasformarsi, da bachi da seta, in farfalle e dispiegare il proprio volo leggiadro verso il futuro. Liberando le loro esistenze, Teresa, libera in ultimo se stessa, per poter raccogliere tutto ciò che ha lasciato sul suo cammino e lasciare questo mondo.

L’oracolo sceglie la sacerdotessa, l’interprete dell’invisibile, colei che conosce le parole per lavare la paura. L’oracolo e la sua interprete non spiegano, ma indicano. La profezia è già nelle orecchie di chi va dall’oracolo, con le risposte nascoste che ha paura di ascoltare.

Antiche profezie e credenze popolari che si intrecciano a sogni e parole non dette. La casa del fico e un criceto – femmina- che scompare. La nebbia della Pianura Padana che offusca i ricordi, rendendo indecifrabili i contorni della verità. Arianna Cecconi, al suo esordio letterario, racconta una storia di cose invisibili. Un racconto che parla di fragilità e di forza allo stesso tempo, che finiscono per A, perché sono femmine. Ci parla del profondo e complesso rapporto, tra madre e figlia, sorelle, tra nonna e nipote; di come amore, vita, morte, scelta e senso di colpa possano intrecciarsi, creando nodi che impediscono di aprirci verso il futuro della nostra esistenza.

Sentivo che c’era qualcosa che si nascondeva tra quei muri, o forse tra di noi. Un peso, un nodo che ci legava insieme e ci teneva lì ferme ad aspettare.

Un linguaggio realistico, quello della Cecconi, che ci riporta al dialetto dei paesini delle campagne nebbiose e desolate della Pianura Padana, ai racconti di guerra delle nostre nonne.

Una storia che consiglio a chiunque voglia sciogliere i nodi dei propri silenzi. Chissà che Teresa, fra le pagine della sua storia, non abbia nascosto anche per noi un oracolo.

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Titolo: Teresa Degli Oracoli
Autore: Arianna Cecconi
Casa Editrice: Feltrinelli
Anno di edizione: 2020
Genere: narrativa
Pagine: 208
Voto: 4,5/5

Arianna Cecconi: Arianna Cecconi è antropologa, vive e lavora tra Marsiglia e l’Italia. Ricercatrice affiliata all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, insegna antropologia delle religioni all’Università Milano Bicocca. La violenza politica, le pratiche magico-religiose, i sogni e il sonno sono i principali oggetti di ricerca di una lunga esperienza etnografica cominciata sulla montagna pistoiese, continuata sulle Ande peruviane, in Spagna e attualmente nella periferia di Marsiglia. Accanto al percorso universitario, svolge attività di formazione in contesti non accademici, collabora con radio, compagnie di teatro, scuole e centri socio-sanitari. Dal 2010 collabora con l’artista visuale Tuia Cherici nel progetto Oniroscope e con il centro del sonno dell’Ospedale La Timone di Marsiglia. Teresa degli oracoli (Feltrinelli, 2020) è il suo primo romanzo.

Intervista a Simona Bianchera, autrice di “Tu Sei Musica”, Panesi Edizioni, 2019

Leggendo la storia di Alaska, ho avuto la sensazione di conoscere molto di te. Quanto c’è di autobiografico nella personalità della protagonista?

Alaska è entrata nella mia vita nel 2012 e la amo tantissimo. Il nome è nato alla domanda che mi sono fatta “Che nome darei ad una figlia?” e come tale la sento.  È la mia creazione, una parte di me vive in lei. Chi mi conosce personalmente mi identifica in lei, anche perché

è più facile scrivere di quel che si conosce, quindi è vero che qualche spunto l’ho preso da me, ma in verità l’ho vista e descritta come se fosse una persona che amo e che mi è molto vicina. Come me ama l’arte: la pittura, la musica e la fotografia e anche io non sono capace a dare indicazioni stradali (risata). Io ho vissuto in prima persona Simona, la madre un po’ pazzerella fotografa e rock, insieme a Fabrizio, mio marito, padre di Alaska. Anche qualche aneddoto capitato nel romanzo è ispirato ad eventi realmente successi. Per esempio l’incontro con Pasquale, driver e guida turistica di Polignano a Mare, oppure trovare la gomma di scorta bucata (risata).  

Una storia dalla colonna sonora decisamente rock, raccontata anche attraverso le immagini. Com’è nata l’idea di un libro che racchiudesse queste diverse forme espressive?

Fanno parte della mia quotidianità. Quando dipingo, scrivo o lavoro sulle fotografie devo sempre avere uno sfondo musicale. Quindi mentre scrivevo il romanzo mi veniva naturale accostare le canzoni alle emozioni dei protagonisti. La musica è il fulcro di tutto. Grazie a lei Alaska e Daniel si conoscono, e altri personaggi la usano per spiegarsi, arrivando a capirsi. Quando siamo tristi, felici, nostalgici o euforici andiamo alla ricerca del brano per amplificare quella sensazione o per sentirci meglio, per darci la carica o per rilassarci.  Perché la musica è un’emozione danzante. In questo romanzo ho espresso tutte le mie passioni e anche quando Alaska e Vanessa si trovano alla mostra artistica di Sonya, magicamente ogni quadro trovava una collocazione perfetta per le loro emozioni.

Tu Sei Musica è il tuo romanzo d’esordio. Cosa ha significato scrivere questo libro?

Ho sempre amato scrivere, fin da bambina, poesie, racconti, fiabe e alcune canzoni quando cantavo nel gruppo, guarda caso Pensieri Divergenti. Per me la pubblicazione di questo romanzo ha segnato una svolta nella mia vita. Io tendenzialmente sono una persona insicura e quando ho terminato il romanzo l’ho messo nel famoso “cassetto dei sogni”. Le paure mi bloccavano. Negli anni lo tiravo fuori, rileggendolo ed emozionandomi, ma non facevo mai il passo di spedirlo ad una casa editrice. Poi, dopo 5 anni di ripensamenti, una mattina mi sono svegliata coraggiosa e l’ho fatto. Con mani tremanti ho inviato un’email alla Panesi Edizioni e quando mi ha risposto che le piaceva e lo avrebbe pubblicato ho pianto dalla gioia. Mi sono resa conto che con le nostre paure creiamo delle catene. Sono felice per quello che sto vivendo e voglio dare un messaggio a tutti: ognuno di noi ha uno o più doni, trovandoli e coltivandoli si vive appieno ogni giornata, ogni momento che abbiamo la fortuna di assaporare. I sogni non bisogna tenerli nel cassetto, anche se a volte le paure ci bloccano, ma tirarli fuori e fare di tutto per realizzarli. In quel percorso troveremo nuove energie che manco sapevamo di avere e l’universo lavorerà insieme a noi. Come scrisse Baudelaire: “Di vino, di poesia o di virtù. Come vi pare: ma ubriacatevi”.

Cercavo la forza e mi sono immaginata un dialogo tra un nonno e un nipote. La voglio dedicare a tutte le persone che stanno affrontando un periodo difficile, a tutte le persone che vedono davanti un muro insormontabile, quando nella realtà è solo un muro di cartone. A volte basta solo la forza di provarci a tirarlo giù.

«Ho paura» si confidò il ragazzo.

«Di cosa?» chiese affettuosamente il nonno, lisciandosi la lunga barba, come era solito fare quando pensava.

«E se non sono all’altezza? E se non riesco a superare l’esame?» gli occhi del ragazzo erano pieni di timore, le pupille dilatate. Ancora qualche manciata di minuti e sarebbe dovuto entrare nella stanza. Il cuore batteva forte nel suo petto.

«Piove» disse il nonno. Chiuse gli occhi «Ascolta il suono dolce, lieve, delle gocce che cadono a terra.»

«Sì nonno, ma che c’entra?». Il ragazzo era talmente spaventato dall’idea di non riuscire a realizzare il proprio sogno, quello per cui aveva lavorato per così tanto tempo da avere quasi le lacrime agli occhi. Iniziava a sudare freddo  e l’agitazione lo rendeva poco concentrato. 

Il nonno gli prese le mani  e continuò: «Le gocce  scendono dal cielo con una forma precisa,  perfetta, e poi, appena toccano una superficie si rompono, la loro forma si spezza, frantumandosi in tante piccole gocce, che unite prendono altre forme. Si plasmano al luogo che le raccoglie.» Il ragazzo lo guardava con un’espressione confusa in viso. Prima che potesse esprimere il suo smarrimento il nonno disse, guardandolo negli occhi «Ecco, noi siamo così. Nasciamo in una perfetta forma, poi nel percorso della vita incontriamo ostacoli, muri, prove e ci spezziamo. Ma come l’acqua semplicemente cambiamo. Se osservi una goccia mentre cade, poi, quando tocca terra, non la distingui più, ma non è scomparsa. Ha conosciuto una nuova realtà e continua il suo viaggio, continua la sua vita andando a fluire nei fiumi e infine nel mare. Vedi, siamo in continuo cambiamento. Nasciamo per fare esperienze, ogni giorno è diverso dall’altro. Credi sempre in te, perché anche se pensi di spezzarti, in realtà evolvi. L’acqua è vita e noi siamo fatti per una buona parte di essa. È  l’unico elemento che varia a seconda delle necessità: si solidifica, evapora, scorre.  La vedi diversa, ma le sue molecole sono le stesse. La maggior parte del nostro corpo è costituito dall’acqua, la natura  ha dato a noi la possibilità di cambiare, di adattarsi al meglio nell’ambiente. Siamo fatti d’acqua, di stelle e di una potente energia che è l’amore . Ma questa è un’altra storia. Ora ascolta il rumore della pioggia, la goccia non ha paura di cadere perché sa che semplicemente si trasformerà. Vivi con la stessa consapevolezza.» Il ragazzo sorrise, aveva visto nella sua mente ogni immagine descritta dal nonno, lo abbracciò forte ed entrò fiducioso nella stanza dentro la quale avrebbe iniziato a veder realizzati i propri sogni. 

Quel ragazzo sei tu e la stanza è ogni giorno che hai a disposizione nella vita.         

Ps. Questo piccolo scritto lo troverete nel secondo romanzo.

Com’è stato il processo di scrittura? Come lo hai vissuto?

Ho scritto Tu sei Musica tra il 2012 e il 2013. È iniziato come un racconto, un’idea romantica dell’incontro tra una ragazza e un ragazzo iniziata su internet, però mano a mano che scrivevo le idee fluivano di continuo arricchendola di personaggi.

Si creava da sola, come fosse magia. Scrivevo quando potevo: di sera, finiti i lavori di casa.  Quando tornavo in treno dal lavoro. Di notte, quando mi svegliavo e un’idea veniva subito alla mente. Mentre viaggiavo in motorino, mi fermavo a bordo strada e mi registravo sul cellulare.

È stato come vivere in una realtà parallela, sentivo le emozioni dei protagonisti: mi elettrizzavo quando accadeva qualcosa di bello e provavo la sofferenza per qualche fatto triste. Come dice Vasco Rossi nella canzone Una canzone per te “Le mie canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole…” così ho vissuto la creazione di Tu sei Musica.

Progetti per il futuro. Puoi darci qualche anticipazione?

Ho terminato da poco il secondo romanzo e l’ho appena spedito alla casa editrice. Il genere è diverso, ovvero avventura e mistero. È stato stupendo scriverlo, mi sembrava di essere un Indiana Jones al femminile e nelle varie ricerche che ho fatto ho appeso parecchie nozioni che mi hanno aperto la mente. È stata quindi anche una crescita personale. 

🖤 LEGGI LA RECENSIONE DI “TU SEI MUSICA” 🖤

Tu Sei Musica – Simona Bianchera [Collaborazione]

L’amore mi ha sempre fatto una strana impressione…sembrava complicato…la felicità, la tristezza, brutto, bello, reale…e irreale.

Però una cosa che ho sempre saputo è che volevo stare vicino all’amore, non troppo, senza rumore tanto quanto bastava a far sentire felice il mio cuore.

Non doveva cantare, solo sorridere un po’, sorridere al mondo.

L’amore è avido, a volte quando le cose non vanno come uno sperava l’amore diventa una cosa pericolosa, spaventosa, violenta, fredda come la luna, ma oggi è caldo come la brezza…

16 Anni di Alcool, Richard Jobson

Alaska e la meraviglia con cui guarda il mondo, con cui ascolta il cuore delle persone che ama. Un lavoro che la soddisfa, una coinquilina, Vanessa, amica d’infanzia ed una famiglia che le vuole bene. Impossibile non affezionarsi a Lupen, il suo vivace cagnolino.

La sua vita scorre fra serate tra amici e canzoni rock. Possiamo sentirla, la musica, che come una colonna sonora ci accompagnerà pagina dopo pagina; racconterà le paure e le fragilità dei personaggi, al di là delle parole stesse. La musica unisce, fa incontrare le persone, e quando unirà anche Alaska e Daniel, cambiando inaspettatamente le loro vite, non vi rimarrà che allacciare le cinture, e partire con loro verso un’avventura che vi coinvolgerà fino all’ultimo “riff”.

Un romance contemporaneo dall’energia rock’n’roll che mi ha riportato indietro nel tempo, agli anni dell’università. Anni in cui tutto aveva il sapore della scoperta, anni dei concerti delle band degli amici, dei pomeriggi trascorsi in camera a saltare sulle chitarre dei Led Zeppelin, a sognare con i versi nostalgici dei Coldplay, ad esorcizzare la tristezza con la voce graffiante di Vasco Rossi.

Una scrittura scorrevole guida il lettore attraverso la narrazione ben strutturata, richiamando alcune tra le più coinvolgenti citazioni della musica rock e indie. Le pagine sono impreziosite da immagini artistiche e fotografie che rispecchiano appieno la personalità eclettica dell’autrice. La lettura risulta interessante, lasciando spazio a colpi di scena che riveleranno una trama inaspettata.

Tu Sei Musica di Simona Bianchera, è anche una storia di amicizia, di perdono, fiducia verso il prossimo e soprattutto di gratitudine per ciò che il mondo regala. Ci ricorda che la vita, con tutte le prove alle quali ci sottopone, può essere una grandissima opportunità e la realtà ancora più entusiasmante dei sogni, perché tutta costruire:

Chiudi gli occhi
ed immagina una gioia,
molto probabilmente
penseresti a una partenza.

Ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta,
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora.

Penseresti all’odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa.

Al 21 marzo, al primo abbraccio
ad una matita intera

alla primavera…

Costruire, Niccolò Fabi.

🖤 VUOI SAPERNE DI PIÙ? LEGGI L’INTERVISTA ALL’AUTRICE SIMONA BIANCHERA. 🖤

Titolo: Tu Sei Musica
Autore: Simona Bianchera
Casa Editrice: Panesi Edizioni
Anno di edizione: 2019
Genere: romance
Pagine: 230
Voto: 3/5

Simona Bianchera nasce a Chiavari nel 1978. Innamorata dell’arte sotto ogni sua forma esprime le sue emozioni attraverso la scrittura, la pittura e la fotografia.

Intervista a Yannick Roch, autore de “Il Maestro dei Morti”, Les Flâneurs Edizioni, 2017

Il Maestro dei Morti” rappresenta il tuo esordio letterario con Les Flâneurs Edizioni. Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?

La nascita de “Il Maestro dei morti” è paradossale: l’avevo scritto per il primo concorso letterario organizzato dalla casa editrice nel 2015, anno nel quale avevo avuto molte delusioni a livello della scrittura con delle bocciature in altri concorsi. Quando una persona

mi ha segnalato quello organizzato dai “Flâneurs”, mi ci sono buttato dicendomi che sarebbe stata l’ultima volta! Quindi ho abbandonato il mondo del Fantasy (e dei suoi vari sottogeneri) per cimentarmi nella scrittura di un giallo “vecchio stile”, lontano dagli odierni romanzi, film e serie TV. Ho voluto portare il giallo alle sue origini (Gaboriau, Poe…) nella città di Lecoq e Dupin (anche se non conosco molto Parigi: la mia ultima visita risale al 2001 per una gita scolastica), con un investigatore ispirato ad Holmes ma con molti tratti personali e alle prese con il caso della scomparsa di una persona. Come ho detto prima, la nascita di questo libro è paradossale perché doveva essere il mio ultimo lavoro, ma ha inaugurato l’inizio di una vita da scrittore, anche se non professionale!

Quali sono gli elementi che maggiormente ricerchi nella tua scrittura, nel tuo stile?

Per me, il realismo è importante: ogni personaggio deve essere più di un nome e un cognome, deve essere una persona con il suo passato, le sue motivazioni, la sua ragione di esistere nella storia e qualche dettaglio che lo caratterizza (come gli occhi gialli di Renard, il caratteraccio di Rosalie e la superbia di François, ad esempio), senza pertanto farne una descrizione millimetrica… Il lettore deve anche lasciar correre la propria immaginazione! Anche i luoghi sono molto importanti: non faccio descrizioni molto approfondite perché voglio che chi legge possa immaginarsi la scena come lo desidera, ma con qualche paletto. Poi, naturalmente, se scelgo un’ambientazione specifica, insisto un po’ di più sui particolari. La trama è fondamentale: come in ogni libro (e non solo per i gialli), ci devono essere delle pieghe e delle zone d’ombra che porteranno a qualche colpo di scena, ma senza  prendere il lettore alle spalle: bisogna che l’autore semini qualche indizio, senza svelare troppo.

Insegnante di lingua francese, traduttore, sei anche ideatore del blog Inchiostronoir. Da dove nasce tua la passione per questo genere?

Forse sarà l’imprinting del film “Basil l’investigatopo” e, più tardi, dell’anime “Il fiuto di Sherlock Holmes“! (risata). Sono appassionato dalle storie dei detective di finzione (supereroi inclusi), dai loro nemici (uno come Mortiarty ha sempre il suo fascino) e dalle storie nelle quali il mistero fa la parte del leone. Stranamente, il mio lavoro d’insegnante di lingua francese e di traduttore mi obbliga ad essere un po’ detective: sono “casi” da risolvere, tutti differenti (fare lezioni ad un adulto per lavorare all’estero non è come preparare un ragazzo all’esame di certificazione B2) e nei quali devo inquadrare ogni profilo per arrivare ai risultati migliori (ogni studente è diverso da un altro). Inoltre, la traduzione può trasformarsi in una vera indagine per riuscire a trascrivere con la parola giusta nell’altra lingua… e non sono ammessi errori! Il blog “Inchiostronoir” è nato per promuovere “Il Maestro dei morti“, ma ho capito che un blog è un vero punto d’incontro con i lettori (o futuri lettori). Quindi, parlo di molte cose (libri, fumetti, giochi vari), ci sono delle recensioni e segnalazioni, interviste e consigli per gli autori con dei bandi per i concorsi letterari. Naturalmente, si parla anche dell’universo del giallo e la serie di articoli “I protagonisti del giallo” è molto letta. 

C’è stato un libro, o un personaggio letterario, che più di altri, ti ha fatto appassionare alla scrittura e ha fatto nascere in te il desiderio di diventare uno scrittore?

Un libro, no. Ma i libri, sì: credo che sia stato l’amore per la lettura che ho fin da piccolo ad avermi contagiato con la passione per la scrittura. Da adolescente mi piaceva scrivere piccoli racconti (anche se ora non me li ricordo più), poi mi sono appassionato ai vari wargames e successivamente ai giochi di ruolo che mi hanno aiutato in questo senso. Ma è stata la lettura dei romanzi dell’autore francese Serge Brussolo (prima i noir, poi la fantascienza) ad avermi dato la spinta per voler scrivere “sul serio”, con il sogno di essere pubblicato un giorno.

Uno sguardo al futuro. Altri progetti in vista? Puoi fornirci qualche anticipazione?

Vorrei continuare con le inchieste di Renard e Tortue: vari lettori e recensori hanno espresso il loro desiderio di tornare in questa Francia di quasi 90 anni fa, con le sue luci e le sue ombre. Se vogliamo parlare di progetti concreti, direi che tutto dipende da Alessio Rega,  il mio editore. In un futuro non determinato, mi piacerebbe scrivere ancora delle inchieste per il mio duo (le idee ci sono), ma forse anche qualcosa di genere Steampunk, di supereroi (ce ne sono davvero pochi nella letteratura) o un librogame, ma questo è un altro paio di maniche.

🖤 LEGGI LA RECENSIONE DE “IL MAESTRO DEI MORTI” ! 🖤