Cavie. Vol. 2 #Identità – Liliana Marchesi [Collaborazione]

…quando non sai chi sei, o cosa sei, non è facile comprendere il senso della tua esistenza. Ti sembra di camminare nel vuoto e l’unica cosa che ti sostiene è la consapevolezza che potresti cadere da un momento all’altro. E così, ogni goccia di energia viene riversata nell’estenuante tentativo di restare a galla, mentre con le poche forze che ti restano cerchi di individuare una via di salvezza.

Ciak. Azione!

Inizio a leggere le prime pagine di Identità ed è adrenalina all’istante. Sembra non sia trascorso molto tempo dalle ultime parole di Cavie, molti gli interrogativi rimasti in sospeso. Immediatamente vengo catapultata in un susseguirsi di eventi, colpi di scena ed entro nel vivo della storia.

In Cavie impariamo a conoscere la protagonista, Cora, che, svegliatasi in una teca di cristallo, senza sapere nulla di sé, deve affrontare un intricato labirinto di prove al limite della sopravvivenza, prima di comprendere, assieme al suo compagno Kurtis, di essere vittima di quello che viene definito “Progetto Pentagono”.

Nel seguito di Cavie la giovane ragazza cerca di rimettere assieme i frammenti della sua identità. È davvero la persona che crede di essere, di cui non le rimangono che istantanee di ricordi a tratti riemerse dall’oblio? Tormentata dai dubbi, sono troppe le domande che assillano la sua mente, alle quali sa di dover dare risposta per poter essere finalmente libera. Con l’aiuto di Roger, un uomo che sostiene di conoscerla, e della sua squadra pronta a tutto, Cora decide di tornare nel luogo in cui il suo incubo peggiore ha avuto inizio, riportandoci all’interno della KCALL per svelare il mistero che la riguarda. La domanda urgente di Cora diventa allora la nostra, quella di capire chi sia davvero.

Identità, il seguito di Cavie di Liliana Marchesi, non solo riconferma l’efficacia del linguaggio realistico e una grande abilità stilistica dell’autrice, ma ci ricorda quante sfaccettature possano coesistere all’interno di quel genere che chiamiamo distopico. Non solo. La Marchesi va oltre, accompagnando il lettore attraverso l’evoluzione della protagonista, trasforma l’empatia iniziale suscitata in Cavie in vera ammirazione: ci ritroviamo così affascinati dal coraggio e dalla caparbietà di Cora, riscoprendo quanta forza d’animo fosse celata in una giovane ragazza all’inizio sicuramente più fragile. Un personaggio che cambia, forte del desiderio di inseguire la verità. Cora porta con sé un messaggio: noi possiamo essere come desideriamo, possiamo vivere, liberi, il nostro presente se riusciamo ad accettare il nostro passato e i nostri errori.

In Identità, l’autrice conferma una fervida immaginazione e una grande capacità di scomporre la trama in mille tasselli, per poi abilmente trovare i giusti incastri che ci terranno col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Se con Cavie Liliana Marchesi mi aveva conquistato, lasciandomi con il desiderio che la storia non finisse, con Identità ha saputo appassionarmi ancora di più ad una storia sorprendente che, in un susseguirsi equilibrato di colpi di scena, apre orizzonti inaspettati.

Ora non resta che attendere il suo prossimo libro. Difficile immaginare di cosa tratterà, Liliana Marchesi non è mai prevedibile e dal cappello potrà solo far uscire una storia che sappiamo, questo sì, ci stupirà.

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LILIANA MARCHESI è nata nel 1983. Vive a Caravaggio, in provincia di Bergamo, insieme al marito e ai suoi due figli. Dopo aver mosso i primi passi nel genere del PARANORMAL ROMANCE, ha trovato fissa dimora nel regno della DISTOPIA. E proprio per questo ha fondato il primo sito italiano dedicato al genere Distopico: www.leggeredistopico.com . Curatrice di diverse rubriche ‘Distopiche’ sul web, fra cui Letture Divergenti per il sito ThrillerNord, collabora con alcune librerie nella promozione di questo genere letterario. Ogni Giovedì ci parla un libro Distopico su Radio Galileo e le sue recensioni vengono pubblicate su diversi blog, fra cui Sedotte dai Libri. OPERE PUBBLICATE:
•2012 – “Harmattan” Paranormal Romance autoconclusivo ambientato in una splendida quanto misteriosa Africa;
•2013 – “Trilogia del Peccato” (serie composta da tre volumi) Audace rivisitazione contemporanea del mito del Peccato Originale;
•2014 – “Lacrime di Cera” (ripubblicato nel 2018 dalla DZ Edizioni) Distopico autoconclusivo popolato da automi molto particolari;
•2015 – 2017 “Saga R.I.G.” (serie composta da tre volumi e uno spin-off) Un’epopea Distopica, tradotta anche in inglese e in spagnolo, che trae ispirazione dalla credenza secondo la quale l’uomo conosce e utilizza soltanto una minima parte delle reali capacità del proprio cervello.
•2019 – “CAVIE” un Distopico Sci-Fi edito da La Corte Editore. Fonte: https://www.lilianamarchesi.it/

Titolo: Cavie – #2 Identità
Autore: Liliana Marchesi
Casa Editrice: la Corte Editore
Anno di edizione: 2020
Genere: Distopico Sci-Fi
Formato: ebook
Voto: 4/5

Il Gatto & gli Stivali, Marta Leandra Mandelli, A. CAR Edizioni, 2018

In occasione del Dystopian Day del 21 Marzo 2020 ho avuto il piacere di intervistare la scrittrice Marta Leandra Mandelli. Di seguito trovate la mia intervista video e scritta, una sua biografia e la trama del suo libro.

La mia intervista a Marta Leandra Mandelli in occasione del Dystopian Day del 21 Marzo 2020

Ai lettori che ancora non hanno letto il tuo libro: perché dovrebbero leggerlo?

Credo che, a prescindere dal mio romanzo, ci sia troppo spesso un po’ di snobismo nei confronti degli autori italiani, soprattutto per quanto riguarda il genere distopico e la letteratura di evasione in generale. Ci sono tantissimi autori e autrici nostrani, non necessariamente pubblicati da grandi case editrici, che meritano di essere scoperti, perché scrivono storie avvincenti che hanno qualcosa da trasmettere.

Parlando del mio romanzo, a me piace scrivere storie che abbiano azione e intrigo, ma che dedichino spazio anche all’introspezione dei personaggi e alla parte sentimentale. Perché leggere Il gatto & gli stivali? Perché è un’avventura con battaglie, creature mostruose, amore, amicizia e che parla dell’importanza delle relazioni interpersonali e dell’influenza che esercitiamo sulle persone con cui veniamo in contatto.   

Nello scrivere Il gatto & gli stivali hai pensato ad un pubblico specifico?

Rispetto agli altri romanzi che ho scritto, Il gatto & gli stivali è un volume più snello, pensato per chi non è necessariamente un forte lettore. Va bene per ragazzi a partire dalle medie, come quasi tutti i titoli distopici e fantasy, ma tra i miei lettori ci sono anche adulti. In ultimo, è un romanzo autoconclusivo, perché io per prima sto aspettando da anni la conclusione di alcune saghe di cui non si sa più niente…

Il libro, se c’è, che ti ha fatto pensare: voglio scrivere anch’io!

Non c’è un titolo preciso. Io sono sempre stata una forte lettrice ma, prima di scrivere il mio romanzo d’esordio, non avevo mai pensato di creare una storia. E poi, invece, si è aperto uno spiraglio creativo nella mia testolina e mi ha cambiato la vita! Ho appena pubblicato il mio ottavo romanzo e sto lavorando al nono.

Progetti nel cassetto e sogni da realizzare.

Mi sto divertendo molto a mescolare due grandi passioni: la letteratura fantastica e le dimore d’epoca. Il prossimo romanzo, in uscita a Natale 2020, seguirà le orme de “Il segno del falco” (gotico) e “Il fantasma del castello di Sorci e il mistero del drago perduto”(novella per bambini), ovvero sarà una storia di immaginazione ambientata in una location vera, ricca di fascino e mistero.

Scrivere un libro significa anche incontrare i lettori, creare una community attorno a sé e promuoversi. Come vivi questa parte del tuo essere scrittrice?

La parte di incontri con i lettori e promozione è imprescindibile e mi piace molto. In questi anni, insieme a librai, amici autori e al mio editore ho costruito un mia rete di contatti e appuntamenti. Costa fatica, perché sono impegnata per tanti fine settimana, quando invece potrei starmene tranquilla con i miei cari. Poi, bisogna mettere in conto che approcciarsi al pubblico non è sempre entusiasmante, e io non sono sempre nella mia forma migliore.

Biografia

Marta Leandra Mandelli è nata a Milano, ha compiuto studi umanistici, conseguendo con successo il titolo di laurea in Scienze della Comunicazione presso un’università inglese.

PerA.Car Edizioni ha pubblicato:

⦿ La trilogia di Oltremondo– Petali di rosa e fili di ragnatelaL’orizzonte delle Dimensioni; Le regole del buio  

⦿ la novella per ragazzi Il fantasma del castello di Sorci e il mistero del drago perduto,finalista al Premio Letterario Internazionale Lago Gerundo 2016 e vincitore del Premio Letterario Internazionale Michelangelo Buonarroti 2016 nella sezione Narrativa per ragazzi

⦿ Waylock – I principi di Shirien che figura tra le migliori letture fantasy su blog come Nocturnal Blaze, Il gufo lettore e La cantastorie dei boschi

⦿ Il gatto & gli stivali vincitore del Premio Letterario Internazionale Michelangelo Buonarroti 2018 nella sezione Narrativa per ragazzi

Per Armando Curcio Editore ha pubblicato Starbound– La via delle Stelle, vincitore del Diploma d’onore al Premio Letterario Internazionale Il Molinello 2015 come miglior romanzo fantasy; del Diploma d’onore con menzione di encomio al Premio Letterario Internazionale Michelangelo Buonarroti 2015.

Per Kultural ha pubblicato gli articoli La Caduta dei Giganti: Follett, antieroi e riflessioni horror; Mr. Smith & l’importanza del Made in Italy; Into Darkness: Star Trek e l’animo umano; Nurberg Fallout: viaggio alle radici del male; Veronica Roth: divergenza o convergenza?.

Nell’antologia di fantascienza 50 Sfumature di Sci-Fi (La Mela Avvelenata) figura il suo racconto L’Ufficio Richieste.

Nel 2013, 2014 e 2015 ha fatto parte della giuria d’eccellenza del concorso letterario Storie Fantastiche, promosso dall’associazione culturale Games Rebels. Dal 2015 è nella giuria del concorso letterario Pagine Folk, promosso dall’associazione culturale Gens D’Ys.

Trama

Secoli dopo l’Olocausto nucleare, i sopravvissuti vivono al riparo delle Città Scudo. Tra grattacieli futuristici e parchi lussureggianti, si aggrappano alla vita del passato. Eppure, fuori dalle cupole, il deserto post atomico, popolato da mostri mutanti, li tiene sotto assedio. La torre più alta di New Seelia appartiene alla Van Der Moon, polo tecnologico che si batte per l’avvenire dell’umanità. Ed è qui che Myra, una ragazza in cerca di riscatto, dà una svolta al proprio destino. Armata di un’incrollabile forza d’animo e dell’inaspettata amicizia con uno strano gatto randagio, Myra conosce Alain Van Der Moon. Tra i due scocca subito la scintilla. Tuttavia, Alain custodisce un segreto terribile, che potrebbe riscrivere la storia dell’Olocausto e rovesciare il fato dei sopravvissuti. Non è l’unico: anche il misterioso Chris è arrivato a New Seelia armato di buoni propositi e colpe infamanti. Vuole riabilitare il suo nome e la via della redenzione lo conduce dritto dai protagonisti. Intanto, i Perduti diventano sempre più audaci e i loro attacchi gettano un’ombra sugli abitanti delle Città Scudo.

Bomb Man – Ilaria Pasqua

In occasione del Dystopian Day del 21 Marzo 2020 ho avuto il piacere di intervistare la scrittrice Ilaria Pasqua. Di seguito trovate la mia intervista video e scritta, alcune informazioni su di lei e la trama del suo libro.

La mia intervista a Ilaria Pasqua in occasione del Dystopian Day del 21 Marzo 2020

Quando hai deciso di diventare scrittrice e cosa ti ha portato a questa scelta?

Ho sempre amato scrivere, ma solo durante gli anni dell’Università mi sono affacciata realmente in questo mondo e ho deciso di approfondire. Ho iniziato a seguire dei corsi di scrittura senza però convincermi a prendere sul serio la penna in mano, o la tastiera se preferite, poi un bel giorno un mio professore mi ha incoraggiata… sono bastate poche parole, quelle giuste, e sono partita senza più fermarmi.

Che rapporto hai con la scrittura?

Un rapporto di amore-odio. Ci sono delle storie che ho scritto così, totalmente di getto, sono fluite senza alcun problema, altre con un’immensa fatica. Ci sono giorni in cui la mia scrittura non mi piace, altri in cui credo di aver scritto le parole esatte, di essere riuscita a trasmettere sensazioni e sentimenti esattamente come volevo. È un rapporto altalenante, ma sempre forte e pieno di rispetto. Nonostante capitino periodi in cui non riesca a buttar giù nemmeno una riga, so che la scrittura è sempre lì ad aspettarmi. Senza di lei non potrei stare, si ripresenterebbe di sicuro a sussurrarmi all’orecchio. 

È un po’ come quella casa dove si torna a rifugiarsi quando si ha bisogno, sai che è lì per te, basta prendere la macchina e raggiungerla, aprire la porta, superare la soglia e ricominciare a viverla, a respirarla, come se non l’avessi mai lasciata.

Quali sono state le tue influenze letterarie e cinematografiche che ti hanno formata come lettrice e scrittrice?

Le influenze letterarie sono un bel mix di Italo Calvino, Haruki Murakami, Jose Saramago, Philip K. Dick e George Orwell, tanto per citarne alcuni. A Philip Dick mi sento sicuramente più vicina, ma un libro come 1984, come Le città Invisibili o come Cecità restano per sempre, e nel silenzio influenzano ogni mio passo. 

Dal cinema sicuramente tutta la fantascienza che è uscita, ma il mio grande amore resta David Lynch, con le sue storie oniriche, contorte e suggestive, sento una vicinanza fortissima e a volte mi rendo conto che i miei lavori lo ricordano. Facile lasciarsi influenzare da maestri del genere, e bellissimo farli propri, riuscire a ricordarli distanziandosene.

Come nasce l’idea di Bomb Man?

L’idea di Bomb Man è nata dopo gli attentati terroristici che si erano susseguiti a Bruxelles nel 2016, soprattutto nell’aeroporto. Da lì ho iniziato a pensare: e se le bombe non facessero del male? Se la gente non morisse? E se persino si divertisse? E da questa idea sono partita costruendo tutta la storia: un mondo vittima di un terrorismo svuotato di qualsiasi accezione, il paradosso delle bombe che invece di ferire intrattengono le persone, persino gli riempiono le giornate, grazie a questa seconda pelle, una sorta di tuta che protegge tutto e tutti. 

È un mondo estremamente distaccato, in cui i cittadini vivono immersi nell’indifferenza e nella solitudine, anche nella folla ognuno di loro è solo e ciò che è agghiacciante è che non soffre di questa solitudine. Impassibili e senza sentimenti questi esseri umani, che non sono più tanto umani, si trascinano in avanti, senza contatti, separati dalla barriera fisica della seconda pelle, che diventa anche una barriera mentale, persino morale. Si sentono protetti, sicuramente, ma diventa anche una scusa, uno strumento per nascondersi a se stessi e agli altri.

 A fare da sfondo è il tema del terrorismo. Perché hai scelto questo argomento?

Abbiamo passato un periodo in cui gli attentati si susseguivano in ogni parte del mondo, a forza di sentirne parlare, di respirare quell’aria, ne sono rimasta colpita. Alla fine, la scrittura vive di quello che si vive, scusatemi la ripetizione, ma sono le parole giuste. Si nutre del nostro vissuto, di ciò che abbiamo visto e sentito, con la scrittura lo metabolizziamo e attraverso la nostra lente lo esprimiamo, o almeno tentiamo di farlo nella maniera più accurata possibile.

Alle spalle hai già numerose pubblicazioni. In Bomb Man cosa troviamo di nuovo rispetto ai tuoi precedenti romanzi, e invece, se ci sono, quali gli elementi di continuità?

C’è sicuramente un elemento che abbraccia tutte le mie storie ed è il rapporto dei personaggi con i ricordi e la memoria in generale, con il proprio passato. Ma si distanzia moltissimo per tutto il resto. Bomb Man è abbastanza atipico, la storia parte da un’idea di base folle, ovvero che gli uomini per far fronte al terrorismo si siano barricati dietro a una seconda pelle che è diventata un mezzo di divertimento perché permette a tutti di “giocare” e mai ferirsi o morire. Quindi una creazione che doveva essere “salvifica” si trasforma in un danno per l’intero pianeta. È una situazione limite, un’evoluzione dell’umanità orribile. La vita di questa società è molto triste e arida. Nessuna delle mie altre storie è così pessimistica e senza vie di uscita.

Ma anche qui, come negli altri miei libri, si parla di rapporti umani, in questo caso di rapporti impossibili perché la seconda pelle li scoraggia, li impedisce, segnando un confine netto tra la persona e il mondo e tra la persona e gli altri. È un mondo di solitudine questo, il peggiore dei mondi possibili, per quanto mi riguarda.

Hai mai pensato di scrivere un romanzo di genere diverso dalla fantascienza?

Sì, e in realtà uno l’ho scritto: Il nostro gioco, pubblicato da Leucotea Edizioni nel 2015. È un romanzo di ambientazione storica, narrativa quindi, e parla dell’amicizia tra tre bambini durante il rastrellamento del ghetto ebraico di Roma del 16 ottobre del 1943. Una storia completamente diversa dal mio solito in cui però c’è sempre un elemento fantastico. 

Sto comunque pensando di scrivere qualcosa che si distanzi dalla distopia perché sono molto curiosa e ansiosa di mettermi alla prova con generi diversi, ed essendo poi anche una lettrice onnivora lo stimolo a scrivere qualcosa di differente c’è sempre.

Progetti per il futuro. Puoi fornirci qualche anticipazione?

Come dicevo nella risposta precedente, vorrei scrivere qualcosa di diverso. Ho in realtà due storie a cui sto lavorando, tutte e due sono di narrativa con uno sprazzo una di realismo magico e l’altra di distopia, ma in cui l’elemento distopico è molto meno forte del solito. Si può dire che sia un contorno alle storie. La prima è ancora senza ambientazione, la seconda si svolgerà invece tra le strade di Milano. Più di questo non posso dire! Anche perché sono davvero progetti in divenire e ancora in fase quasi embrionale.

Biografia:

Ilaria Pasqua ha studiato al DAMS di Roma Tre, dove ha conseguito la laurea triennale e successivamente la specialistica. Dopodiché si è dedicata completamente alla scrittura. Ha seguito dei corsi di scrittura creativa e di sceneggiatura. Ha collaborato con alcune riviste online di cinema come Recencinema, e con il Blogazine BitBot. Infine ha lavorato per il giornale Futuro Quotidiano per cui ha redatto periodicamente articoli di cultura, media e innovazione. Le piace scrivere racconti distopici e storie in cui ci sia una componente fantastica, cerca sempre di raccontare la realtà guardandola attraverso una lente magica o surreale, senza rimanere ancorata del tutto a terra. Fra le sue opere ricordiamo: Cecità bianca, Il giardino degli Aranci e Bomb Man .

Trama:

In un futuro non molto lontano, sul pianeta Terra imperversa l’ossessione delle bombe, un vero e proprio flagello per l’umanità. Julius, proprietario dell’azienda Fabric, ha fatto la sua fortuna cavalcando l’onda del terrorismo mentre il figlio Carl desidera un mondo nuovo. E sarà proprio lui a trovare una soluzione al problema: una seconda pelle artificiale che protegge le persone e le città dalle deflagrazioni. Una scoperta che sconvolgerà per sempre il modo di vivere delle future generazioni, come quella a cui appartiene lo “spilungone”, un impiegato di Fabric che assiste muto alle continue esplosioni, ormai diventate un’insostituibile e morbosa fonte di divertimento, in una realtà in cui il terrorismo non è altro, ormai, che un arido riverbero senza significato. Fino a quando non scoprirà che la seconda pelle è imperfetta e che il passato, con tutto il suo bagaglio di luci e ombre, è sempre in agguato.

Naila di Mondo9 – Dario Tonani [Collaborazione per il Dystopian Day 2020 organizzato da leggeredistopico.com e la libreria Il Covo della Ladra (Mi) ]

Arriverà una sola Grande Onda. Come una cometa che rotola in un’orbita di sabbia.

Antica profezia nomade

Sconfinate distese di sabbia velenosa solcate da imponenti navi a ruote che, ibridi tra esseri senzienti e macchine, attraversano i deserti da una città all’altra. Un pianeta insidioso i cui abitanti nel corso del tempo hanno dovuto adattarsi per sopravvivere, sviluppando l’arte della meccanica, e trasformandolo in un regno dominato dalle macchine, dal metallo e dalla ruggine, nel tentativo di sfuggire alle terribili conseguenze di un Morbo che infetta gli esseri umani mutandoli in creature di latta. In questo mondo inospitale e ricco di pericoli, la cui memoria è custodita sulla superficie del metallo, vive Naila, la “Signora delle Onde”, capitano della nave Syraqq.

Una profezia nel petto e un passato da vendicare. Un destino indissolubilmente legato alla Grande Onda sulla cui scia, attraverso le rotte delle megattere, Naila insegue il suo sogno di rivincita, disposta a mettere in gioco tutto per lottare contro i fantasmi del suo passato, e restituire a Mondo9 la possibilità di una nuova vita.

Naila di Mondo9 offre al lettore diversi spunti di riflessione. Il rapporto tra distopia e femminismo, ad esempio. Attraverso l’ostinazione della protagonista scopriamo quanta utopia possa risiedere nella distopia, se intesa come speranza, determinazione, nel fare tutto il possibile per raggiungere il proprio obiettivo, senza alcuna garanzia di successo. Nel momento in cui tutte le certezze saltano, il desiderio di vita rappresenta l’unico appiglio per tentare l’impossibile. Coraggiosa, ambiziosa ma allo stesso tempo fragile e materna, Naila è un esempio per tutti noi: una donna che non rinuncia alla propria femminilità nonostante il ruolo di grande responsabilità che ricopre in qualità di comandante di una nave, che su Mondo9 è prerogativa maschile.

Anche gli altri personaggi che incontriamo nel corso della storia sono frutto della brillante creatività di Dario Tonani, ciascuno con il proprio passato con cui fare i conti e la propria personalità. Scopriamo così i valori della paternità al di là del legame biologico e dell’amore nella diversità. Ma riflettiamo allo stesso tempo sugli aspetti oscuri dell’avidità umana:

L’amore, a volte, fa miracoli. Ma l’odio non gli è da meno, anche se non esiste un termine unico e altrettanto universale per identificare i suoi frutti.

Dario Tonani, giornalista e prolifico scrittore, attraverso Naila di Mondo9 ci porta in un universo peculiare, enfatizzato dalla Miscellanea Enciclopedica che arricchisce brillantemente il libro e che ci guida alla scoperta delle sue regole. Una scrittura fortemente cinematografica, che con stile accattivante e realistico tiene sulle spine il lettore, desideroso di conoscere cosa accadrà pagina dopo pagina. Navi che cavalcano onde di sabbia, capitani, megattere. Il linguaggio usato dall’autore richiama fortemente quello nautico, conferendo solidità e coerenza all’universo narrativo di Mondo9. Una trama sapientemente congeniata si rivela a poco a poco in una narrazione di grande suspence, attraverso una scrittura consapevole e raffinata che con sicurezza conferma a pieno titolo il posto di Dario Tonani nel mondo della fantascienza italiana (e non solo).

Il ciclo di Mondo9 è già conosciuto ai suoi lettori. Tradotto in inglese, acclamato dal pubblico e dalla critica negli USA, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti letterari, riscuotendo nel 2014 un grande successo anche in Giappone. Le due prime pubblicazioni su Mondo9 sono da ritenersi dei prequel: storie, romanzi brevi e racconti tutti pubblicati nel 2015 in “Cronache di Mondo9” primo Millemondi interamente dedicato a un autore italiano. Naila di Mondo9, terza parte del ciclo, pubblicato nel 2018 per la collana “Fantastica” di Oscar Mondadori, costituisce un romanzo vero e proprio, indipendente dalle storie che l’hanno preceduto, pur riprendendo una parte dei personaggi.

Sono felice di aver potuto offrire uno sguardo da lettrice non prettamente “esperta” di fantascienza, per potervi dire che Naila di Mondo9 è un libro per una tipologia molto ampia di lettori, non solo di appassionati a questo genere. Un romanzo per tutti coloro che sono aperti a un’ esperienza di lettura originale, capaci di lasciarsi guidare attraverso la scrittura di un autore dotato di grande sensibilità, capace di farci entrare nel cuore e nella mente di una donna, come la sua nave Syraqq, dotata di grande tempra ma allo stesso tempo di una femminilità dirompente:

Siamo fatte della stessa pasta noi due. Femmine e belve, non ci ferma nessuno!

Issate le vele: si parte!

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Vuoi saperne di più? Leggi la mia intervista a Dario Tonani

Titolo: Naila di Mondo9
Autore: Dario Tonani
Illustratore: Franco Brambilla
Casa Editrice: Mondadori
Anno di edizione: 2018
Genere: fantascienza
Pagine: 328
Voto: 4,5/5

Dario Tonani è giornalista professionista. Milanese, una laurea in Economia politica alla Bocconi, ha pubblicato diversi romanzi e un centinaio di racconti in antologie, quotidiani nazionali e sulle principali testate di genere italiane (“Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Robot”). Per Mondadori sono usciti i romanzi Infect@ (2007), L’algoritmo bianco (2009) e Toxic@ (2011), ma la sua opera più conosciuta, già tradotta con successo in Giappone e presto anche in lingua inglese, è il ciclo di Mondo9, riunito nel 2015 sotto il titolo di Cronache di Mondo9 nel primo “Urania Millemondi” interamente dedicato a un autore italiano. In Giappone Mondo9 è stato inserito tra i migliori dieci titoli di fantascienza occidentale dell’anno. Tra i numerosi riconoscimenti, Tonani ha ricevuto il Premio Europa come miglior scrittore di fantascienza del 2017.