La Strada di Casa – Kent Haruf. NN Editore

Forse aveva oltrepassato il punto in cui le lacrime di un essere umano hanno un senso, difatti girò la testa, chiuse gli occhi e dopo un po’ si addormentò.

E così sono tornata a Holt. Dopo aver ascoltato l’audiolibro de Le Nostre Anime di Notte, letto dalla voce profonda di Segio Rubini, subito la scrittura di Kent Haruf, sobria ma profondamente evocativa, mi ha conquistata.⁠ Ho deciso quindi di leggere La Strada di Casa, secondo romanzo dell’autore (dopo Vincoli) ma l’ultimo ad essere stato pubblicato in Italia.

Continua a leggere “La Strada di Casa – Kent Haruf. NN Editore”

Eredità – Vigdis Hjorth. Fazi Editore

They could not stand my person because of what they had done to me.

Dopo aver tagliato i ponti con la propria famiglia, a far ripiombare Bergljot, ormai madre e moglie, in un passato insanabile è la morte del padre e un’eredità da spartire con i suoi tre fratelli. Le questioni familiari, che a poco a poco si scatenano attorno alla spartizione dei beni, farà emergere antiche ferite mai rimarginate. Un testamento vuole che le due case al mare siano destinate alle due sorelle minori Åsa e Astrid, mentre i due fratelli maggiori Bergljot e Bård vengono tagliati fuori. L’origine di questa esclusione rivelerà radici profonde che scopriamo affondare in un’infanzia, per Bergljot e Bård, molto diversa da quella delle due sorelle minori:

Continua a leggere “Eredità – Vigdis Hjorth. Fazi Editore”

Bookinfluencer: i nuovi ambasciatori della lettura

Se ne è parlato molto sui giornali. Chi li loda, chi li “sbroda”, chi li maltratta chi li corteggia. Ma chi sono davvero questi bookinluencer? Perché se ne parla così tanto e perché uffici stampa e editori li cercano? Come li scelgono?

Continua a leggere “Bookinfluencer: i nuovi ambasciatori della lettura”

Bassa Marea – Enrico Franceschini. Rizzoli Editore [Collaborazione]

Il mare prende, il mare dà.

Un mattino di primavera, durante la sua solita corsa lungo la spiaggia di Borgomarina, Andrea Muratori detto Mura, giornalista in pensione squattrinato, trova sulla riva il corpo di una donna più morta che viva ma che ancora respira. Siamo in Romagna, la West Coast italiana. Tra piadine, Sangiovese e bagnasciuga, un clan di mafiosi calabresi traffica schiave del sesso e immigrati cinesi spacciano erba. In questo contesto fatto di lustri e ombre toccherà a Mura risolvere il mistero che si cela dietro il passato di Sasha, la russa restituita dalle onde. Chi trova un amico trova un tesoro e Mura sa che mai luogo comune fu più veritiero. Non lo lasceranno infatti solo i suoi amici storici, compagni dai tempi del liceo, con cui ha condiviso una vita intera: dai giorni adolescenziali in piena eruzione ormonale, alle partite di basket, alle cene e…alle donne, con annessi gioie e dolori, s’intende. Personaggi irresistibili e pittoreschi, ce n’è per tutti i gusti: il Barone spara balle di turno, il Professore permaloso, l’Ingegnere saputello nonché repubblicano inconfessato. Come i tre moschettieri il loro motto è “uno per tutti e tutti per uno”, che poi non erano quattro? Manca in fatti “l’arterio”: Mura per l’appunto.

Continua a leggere “Bassa Marea – Enrico Franceschini. Rizzoli Editore [Collaborazione]”

DIFENDERSI. Una Filosofia della Violenza – ELSA DORLIN. Fandango Libri [Collaborazione]

Cosa fa la violenza, giorno dopo giorno, alle nostre vite, ai nostri corpi e ai nostri muscoli? E a questi ultimi, a loro volta, cosa è consentito fare all’interno della violenza e attraverso di essa?

Questa la domanda che sottende all’analisi storico-sociale che Elsa Dorlin elabora ricostruendo una genealogia dell’autodifesa. L’autrice focalizza l’attenzione su quei momenti cruciali che hanno segnato un passaggio alla violenza difensiva e che non possono essere letti attraverso la lente politica e morale della legittimità. Il comune denominatore di tali passaggi alla violenza difensiva risiede nella tutela della vita: l’uso della violenza fisica è concepito come necessità vitale, che si incarna in prassi di resistenza.

Continua a leggere “DIFENDERSI. Una Filosofia della Violenza – ELSA DORLIN. Fandango Libri [Collaborazione]”

Intervista a Dario Tonani, autore di "Naila di Mondo9", Mondadori, 2018 [Collaborazione per il Dystopian Day 2020 organizzato da leggeredistopico.com e la libreria Il Covo della Ladra (Mi)]

Laureato in Economia Politica alla Bocconi, hai successivamente intrapreso la strada del giornalismo e della scrittura. Vuoi raccontarci di questa scelta, come è avvenuta?

Quando si è giovani si matura l’erronea convinzione che la scrittura sia più o meno uguale – nelle sue forme e nelle sue dinamiche – in qualsiasi campo la si applichi. Da noi non esiste un percorso formativo (scolastico o universitario) per diventare scrittori, per cui si cerca di avvicinarsi al “boccino” seguendo via traverse: per me, il giornalismo è stato uno di queste. Tant’è che mi è sembrata allora la scelta più naturale. Ma presto ci si accorge che è una professione completamente diversa, che non ha nulla a che spartire con lo scrivere narrativa. Certo, ha un humus comune; insegna a osservare e raccontare, a vivere in mezzo ai testi, a pulire il proprio modo di esprimersi in forma scritta. Ma le logiche che improntano il lavoro giornalistico sono completamente differenti da quelle del narratore. 

Il libro, se c’è, che ti ha fatto pensare: voglio scrivere anch’io! Quali sono state le influenze letterarie e cinematografiche che ti hanno formato come scrittore?

Non ce n’è uno in particolare, la consapevolezza si crea sull’accumulo. A un certo punto scopri che la stratificazione dei libri che hai letto ti ha portato a vedere tutto da un punto di vista diverso. È un po’ come camminare in montagna: un passo alla volta ti ritrovi in quota e il panorama al quale ti affacci cambia radicalmente. Ti piace, ti affascina, vuoi andare ancora più in alto. Quello che hai letto ti induce a provare a scrivere, scopri un mondo di prospettive nuove. Influenze letterarie? Tantissime: il primo King, Richard Matheson, Philip K. Dick, James Ballard, Cormac McCarthy. Ma quanti autori potrei citare…

Quello di Naila è un pianeta con una caratterizzazione peculiare, aspetto enfatizzato dalla Miscellanea Enciclopedica che arricchisce brillantemente il libro e che ci guida alla scoperta delle sue regole. Dove prendi le idee in generale e in particolare da dove è nato il Mondo9?

Lo dico in tutte le mie presentazioni: ogni scrittore finisce per scrivere o dei propri sogni o delle proprie paure. Di norma è questo che muove gli ingranaggi, il carburante. Per tutta la carriera ci si sposta lungo questa retta ideale. Mondo9 è molto vicino allo spettro più tetro delle mie paure… Dove prendo le idee? Dalle mie piccole fobie quotidiane, dai tic più o meno consapevoli, ma anche dalla fame e dalla sete di curiosità. Dal gusto del paradosso, della provocazione. E anche da una buona dose di rabbia interiore, un autentico fuoco…

Naila, la protagonista, è segnata da una perdita traumatica che le ha trasmesso un profondo desiderio di rivincita. E’ una donna coraggiosa e ambiziosa, ma allo stesso tempo fragile e materna. Come mai hai scelto una donna come protagonista del tuo libro? Quanto c’è di distopico nel tuo romanzo e che relazione vedi tra distopia e femminismo?

Non è la prima volta che scelgo una protagonista donna per un mio romanzo, era già accaduto con “Toxic@” (Urania del 2011). La differenza è che “Naila di Mondo9”, prendendo spunto dalla dedica personalissima a mia moglie, è un romanzo rivolto a tutte le donne, alla loro crociata quotidiana per affermare ogni giorno – sui luoghi di lavoro, ma non solo – il loro ruolo, il loro valore e la loro identità professionale contro un sessismo becero e dilagante. Una lotta titanica, improntata a un rispetto e a una parità che spesso sono soltanto sulla carta. Anche in un ambito prettamente maschile, come quello della marineria, Naila non rinuncia alle sue prerogative femminili: è orgogliosamente donna, madre, amante. Ed è l’unica comandante donna di tutto Mondo9. E sarà proprio il suo punto di vista a muovere la leva giusta. Un piccolo aneddoto per darti la misura dell’attenzione con cui viene confezionato un titolo destinato a una collana prestigiosa come gli Oscar Mondadori: una decina di giorni prima di andare in stampa, uno dei miei editor fu colto da uno scrupolo che mi fece tremare le gambe. Mi disse, “Beh, tu hai creato una protagonista donna. Ma sei un uomo, e come tale finisci inconsapevolmente per ragionare anche quando scrivi. Sarei più tranquillo che il libro venisse letto rapidamente anche da un editor donna, per scovare le eventuali incongruenze di genere soprattutto nel parlato e nel pensato. Così passammo il PDF a una grande autrice – e amica – come Nicoletta Vallorani, che lesse “Naila” in cinque giorni, e mi restituì il tutto dicendo che non aveva trovato nulla di… incongruente, pur parlando io di sesso, di gestazione e di parto. Per me fu una gioia enorme. 

Navi che cavalcano onde di sabbie velenose, capitani, megattere. Il linguaggio narrativo richiama fortemente quello nautico. Ciò che mi ha colpito è la dimestichezza e la precisione con cui utilizzi questo vocabolario. Si tratta di conoscenze che ti appartenevano già prima di inventare il mondo di Naila o hai studiato appositamente?

Adoro il mare, perché ho un famelico (e forse patologico) bisogno di nutrire lo sguardo di orizzonti ampi. E le grandi aree urbane questo non te lo possono dare. Mare e deserto sono i miei luoghi d’elezione. Li ho visti e frequentati entrambi, ma ho dovuto documentarmi molto per dare non dico verosimiglianza, ma coerenza al mio universo narrativo. 

Hai mai pensato ad una trasposizione cinematografica di Naia di Mondo9? In questo caso a chi penseresti nel ruolo di Naila e chi vorresti come regista?

Sì ci ho pensato, come un sogno, come un gioco. Ti faccio qualche nome, ma ne potrei fare tanti. Emily Blunt per il ruolo di Naila, e assolutamente Christopher Nolan o Denis Villeneuve come regista. Di quest’ultimo sono dannatamente curioso di vedere il suo Dune…

Tra i personaggi del libro, quale ti rispecchia maggiormente?

Ho messo un semino in ognuno. Il bello dello scrivere un romanzo è che ti puoi nascondere dietro ogni volto, e alla fine ti accorgi che non hai scelto tu, consapevolmente, che ruolo incarnare. Sei stato una battuta e una scena di tutti loro… Sono in genere i lettori a riconoscerti in questo o in quel personaggio.

Ai lettori, perché leggere il tuo libro?

Perché per scriverlo mi sono ispirato alle grandi avventure marinaresche di autori con Herman Melville, Joseph Conrad, Robert Louis Stevenson, Patrick O’Brian. E allo stesso tempo è una struggente storia d’amore; in luoghi remoti e sconfinati sui quali fare spaziare lo sguardo. Ed è quello che adesso, chiusi in casa, ci manca di più.

Da lettore cosa ricerchi in un libro e da scrittore cosa provi a trasmettere ai tuoi lettori?

Da lettore cerco emozioni, prospettive ampie, magie, ed è lo stesso impasto che tento di dare al mio pane quando scrivo…

Quando scrivi pensi a chi leggerà il tuo libro? E questo influisce eventualmente su alcune tue scelte?

C’è un momento nella vita professionale di un autore in cui, se vuole davvero rivolgersi a una platea più ampia, deve necessariamente smettere di scrivere quello che gli piace e cominciare a scrivere quello che piace agli altri. Mi considero molto fortunato per il fatto che al momento, stando a quello che scrivo, ci sia una notevole sovrapposizione tra questi due obiettivi. Non ho dovuto né cedere a compromessi né fare alcunché controvoglia…

Quale fase della scrittura di un romanzo ti risulta più faticosa e quale invece ti cattura e ti appassiona maggiormente?

Forse è curioso a dirsi, ma a parte la fase di massima creatività espressa dal mettersi alla tastiera e vedere dove ti porteranno in quella seduta storia e personaggi, adoro la fase di editing fino. L’unico momento in cui la lettura di uno scrittore si avvicina davvero a quella di chi comprerà il tuo libro… Non amo le attese, ma il mestiere di scrittore si nutre di periodi di semina molto lunghi e di raccolta estremamente brevi.

Quanto è importante leggere per uno scrittore?

Una parola. O se vuoi, una sfilza di sinonimi: fondamentale, indispensabile, essenziale, imprescindibile, basilare, capitale…

Com’è cambiato il mondo letterario della fantascienza da quando l’hai scoperto ad oggi?

Non mi basterebbe una pagina per risponderti. Proverò a essere estremamente sintetico: una volta la science fiction si basava su alcuni pilastri dominanti: sense of wonder, avventura, fascinazione per lo spazio, l’incontro con civiltà aliene, l’ignoto, le meraviglie di una scienza in cui riporre le nostre speranze di un futuro migliore. Poi virò verso le prime grandi paure, l’uso distorto della tecnologia, il post-apocalittico, gli effetti delle derive autoritarie sulla società (le prime distopie), l’inner space ballardiano, l’ucronia. Toccò poi al cyberpunk conquistare la scena, con la sua visione cupa e pessimistica di un uomo succube della grande interconnessione, dei big data, dei poteri forti delle multinazionali in grado di manipolare l’informazione, la verità, le coscienze. Oggi risentiamo della spinta espressa dalla locuzione “orizzonte degli eventi”: la fantascienza è speculazione anche un po’ intellettualistica. Ma ci sono – guarda caso, all’orizzonte – approcci nuovi: la riscoperta della space opera, lo steampunk, il solarpunk o al suo opposto la distopia pura, carica però di avventura e di voglia di riscatto. Non esiste al mondo genere letterario che sia più sfaccettato, ricco di punti di vista e variegato della fantascienza. 

Scrittore prolifico, hai alle spalle un’affermata carriera, avendo assistito, fra l’altro, alla traduzione di alcune tue opere in altre lingue. Fra prestigiosi premi e riconoscimenti ricevuti, nel 2014 Mondo9 è uscito in Giappone e sei stato il primo autore italiano ad approdare sulla celebre testata mondadoriana Millemondi con un volume dedicato. C’è qualcos’altro ancora nel cassetto da realizzare?

Ci sono grosse novità in arrivo, a cominciare dal fatto che Mondo9 continuerà alla grande, dato che “Naila di Mondo9” avrà un seguito, ormai è ufficiale. Al momento di più non posso dire, spero di poter fornire i dettagli molto presto. Intanto, grazie della chiacchierata. Alla prossima e stay tuned!

Leggi la mia recensione a Naila di Mondo9 di Dario Tonani

Naila di Mondo9 – Dario Tonani [Collaborazione per il Dystopian Day 2020 organizzato da leggeredistopico.com e la libreria Il Covo della Ladra (Mi) ]

Arriverà una sola Grande Onda. Come una cometa che rotola in un’orbita di sabbia.

Antica profezia nomade

Sconfinate distese di sabbia velenosa solcate da imponenti navi a ruote che, ibridi tra esseri senzienti e macchine, attraversano i deserti da una città all’altra. Un pianeta insidioso i cui abitanti nel corso del tempo hanno dovuto adattarsi per sopravvivere, sviluppando l’arte della meccanica, e trasformandolo in un regno dominato dalle macchine, dal metallo e dalla ruggine, nel tentativo di sfuggire alle terribili conseguenze di un Morbo che infetta gli esseri umani mutandoli in creature di latta. In questo mondo inospitale e ricco di pericoli, la cui memoria è custodita sulla superficie del metallo, vive Naila, la “Signora delle Onde”, capitano della nave Syraqq.

Una profezia nel petto e un passato da vendicare. Un destino indissolubilmente legato alla Grande Onda sulla cui scia, attraverso le rotte delle megattere, Naila insegue il suo sogno di rivincita, disposta a mettere in gioco tutto per lottare contro i fantasmi del suo passato, e restituire a Mondo9 la possibilità di una nuova vita.

Naila di Mondo9 offre al lettore diversi spunti di riflessione. Il rapporto tra distopia e femminismo, ad esempio. Attraverso l’ostinazione della protagonista scopriamo quanta utopia possa risiedere nella distopia, se intesa come speranza, determinazione, nel fare tutto il possibile per raggiungere il proprio obiettivo, senza alcuna garanzia di successo. Nel momento in cui tutte le certezze saltano, il desiderio di vita rappresenta l’unico appiglio per tentare l’impossibile. Coraggiosa, ambiziosa ma allo stesso tempo fragile e materna, Naila è un esempio per tutti noi: una donna che non rinuncia alla propria femminilità nonostante il ruolo di grande responsabilità che ricopre in qualità di comandante di una nave, che su Mondo9 è prerogativa maschile.

Anche gli altri personaggi che incontriamo nel corso della storia sono frutto della brillante creatività di Dario Tonani, ciascuno con il proprio passato con cui fare i conti e la propria personalità. Scopriamo così i valori della paternità al di là del legame biologico e dell’amore nella diversità. Ma riflettiamo allo stesso tempo sugli aspetti oscuri dell’avidità umana:

L’amore, a volte, fa miracoli. Ma l’odio non gli è da meno, anche se non esiste un termine unico e altrettanto universale per identificare i suoi frutti.

Dario Tonani, giornalista e prolifico scrittore, attraverso Naila di Mondo9 ci porta in un universo peculiare, enfatizzato dalla Miscellanea Enciclopedica che arricchisce brillantemente il libro e che ci guida alla scoperta delle sue regole. Una scrittura fortemente cinematografica, che con stile accattivante e realistico tiene sulle spine il lettore, desideroso di conoscere cosa accadrà pagina dopo pagina. Navi che cavalcano onde di sabbia, capitani, megattere. Il linguaggio usato dall’autore richiama fortemente quello nautico, conferendo solidità e coerenza all’universo narrativo di Mondo9. Una trama sapientemente congeniata si rivela a poco a poco in una narrazione di grande suspence, attraverso una scrittura consapevole e raffinata che con sicurezza conferma a pieno titolo il posto di Dario Tonani nel mondo della fantascienza italiana (e non solo).

Il ciclo di Mondo9 è già conosciuto ai suoi lettori. Tradotto in inglese, acclamato dal pubblico e dalla critica negli USA, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti letterari, riscuotendo nel 2014 un grande successo anche in Giappone. Le due prime pubblicazioni su Mondo9 sono da ritenersi dei prequel: storie, romanzi brevi e racconti tutti pubblicati nel 2015 in “Cronache di Mondo9” primo Millemondi interamente dedicato a un autore italiano. Naila di Mondo9, terza parte del ciclo, pubblicato nel 2018 per la collana “Fantastica” di Oscar Mondadori, costituisce un romanzo vero e proprio, indipendente dalle storie che l’hanno preceduto, pur riprendendo una parte dei personaggi.

Sono felice di aver potuto offrire uno sguardo da lettrice non prettamente “esperta” di fantascienza, per potervi dire che Naila di Mondo9 è un libro per una tipologia molto ampia di lettori, non solo di appassionati a questo genere. Un romanzo per tutti coloro che sono aperti a un’ esperienza di lettura originale, capaci di lasciarsi guidare attraverso la scrittura di un autore dotato di grande sensibilità, capace di farci entrare nel cuore e nella mente di una donna, come la sua nave Syraqq, dotata di grande tempra ma allo stesso tempo di una femminilità dirompente:

Siamo fatte della stessa pasta noi due. Femmine e belve, non ci ferma nessuno!

Issate le vele: si parte!

🖤

Vuoi saperne di più? Leggi la mia intervista a Dario Tonani

Titolo: Naila di Mondo9
Autore: Dario Tonani
Illustratore: Franco Brambilla
Casa Editrice: Mondadori
Anno di edizione: 2018
Genere: fantascienza
Pagine: 328
Voto: 4,5/5

Dario Tonani è giornalista professionista. Milanese, una laurea in Economia politica alla Bocconi, ha pubblicato diversi romanzi e un centinaio di racconti in antologie, quotidiani nazionali e sulle principali testate di genere italiane (“Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Robot”). Per Mondadori sono usciti i romanzi Infect@ (2007), L’algoritmo bianco (2009) e Toxic@ (2011), ma la sua opera più conosciuta, già tradotta con successo in Giappone e presto anche in lingua inglese, è il ciclo di Mondo9, riunito nel 2015 sotto il titolo di Cronache di Mondo9 nel primo “Urania Millemondi” interamente dedicato a un autore italiano. In Giappone Mondo9 è stato inserito tra i migliori dieci titoli di fantascienza occidentale dell’anno. Tra i numerosi riconoscimenti, Tonani ha ricevuto il Premio Europa come miglior scrittore di fantascienza del 2017.

Libri per curare le ferite dell’anima: la Piccola Farmacia Letteraria.

C’è una grande e bella città il cui nome comincia con la F, accarezzata da un grande e bel fiume il cui nome comincia con la A. Nella grande e bella città il cui nome comincia con la F, accarezzata da un grande e bel fiume il cui nome comincia con la A, c’è una piccola libreria, no, non è proprio una libreria, perché è qualcosa di più. Nella grande e bella città il cui nome comincia con la F, accarezzata da un grande e bel fiume il cui nome comincia con la A, c’è una piccola farmacia, ma no, non è una vera e propria farmacia, è qualcosa di più: è una Piccola Farmacia Letteraria.

Ottanio alle pareti, scaffali di legno, musica jazz che ti scalda il cuore, un dolce profumo di fiori d’arancio ad accoglierti e libri, tanti libri. Appena entrata ho avuto la sensazione di essere in un luogo in cui non solo puoi trovare un buon libro, ma cercare un’esperienza emotiva: proprio quella lì che stai cercando, sì proprio quella di cui hai bisogno adesso, una cura per le ferite dell’anima.

Come scegli un libro? Cosa ti guida nella decisione. O meglio: Perché scegli un libro, questo e non quello, proprio oggi e non domani? Non solo per la trama, se ci pensiamo bene. C’è di più, molto di più, avanti, più in profondità, guardate bene. Molto spesso è la nostra condizione esistenziale a guidarci nella scelta.

Da un’idea di Elena Molini, dopo una lunga esperienza maturata lavorando per una catena di librerie, la Piccola Farmacia Letteraria nasce proprio dall’assunto che un buon libro possa guarire la nostra anima, e che a guidarci nella scelta sia spesso il nostro stato d’animo. I libri sono catalogati in base alle emozioni e agli stati esistenziali in essi contenuti. Come una vera e propria medicina, ogni libro ha un suo bugiardino in cui trovare indicazioni terapeutiche letterarie, effetti collaterali e tanto di posologia. Attenzione però, può creare forte dipendenza! E per non perdervi nel turbinio delle vostre emozioni interiori, all’entrata troverete una mappa per partire alla ricerca della vostra medicina.

Dipendenza da viaggi? Bassa autostima? Amore e amori? E ancora: Combattività per anarchici? Legami familiari? insomma c’è ne per tutti i sintomi: basta consultare il catalogo presente in loco e reperire il libro giusto come rimedio letterario per alleviare la sofferenza che ci affligge: dallo stress alla depressione passando per l’insonnia, l’ansia, la nostalgia e molto altro. Assieme a Elena un team di psicologhe per abbinare i libri alle emozioni umane.

La Piccola Farmacia Letteraria non è solo una libreria, perché è qualcosa di più, come non è solo una farmacia perché, no, è molto molto di più. Sì, perché è diventata anche un romanzo:

Per chi ha perso il treno che aspettava da tutta una vita. Ha pianto, si è rialzato e se l’è fatta a piedi. Per chi voleva scappare da sé stesso, ma alla fine si ritrovava sempre, e anche per chi si sentiva fuori tempo massimo e invece ha piazzato un bel gol al novantesimo.

Nella grande e bella città il cui nome comincia con la F, accarezzata da un grande e bel fiume il cui nome comincia con la A, c’è una Piccola Farmacia Letteraria. E poi c’è una ragazza, che sente di aver perso troppi treni e sì, ha pianto e se l’è fatta tutta a piedi, ma ha buone gambe e ancora sogni da realizzare e, come un pellegrino, oggi è andata alla ricerca di capsule di coraggio. Ah, il suo nome comincia con la M, ma questa è un’altra storia.

🖤

La Piccola Farmacia Letteraria si trova a Firenze in Via di Ripoli 7/R.