Nel Mare C’è La Sete – Erica Mou [Collaborazione]

Non lo so se ho mai voluto quello che ho chiesto. Non credo, in effetti, di aver chiesto mai.

Assassina, la parola che Maria poteva ascoltare nei silenzi di suo padre, che poteva leggere sulle labbra dei sorrisi ostentati di sua madre. Assassina, la parola che la trafiggeva nello sguardo degli amici di famiglia, da quando, poco più che una bambina, aveva ucciso sua sorella minore. Da questo momento in poi tutte le sue relazioni familiari si costruiscono attorno a sensi di colpa mai elaborati: Il padre che, chiuso nel suo silenzio, aveva smesso di andare in ufficio. La madre che si sforza di avere dei rapporti con lei e Maria. Maria, è la figlia rimasta. Incastrata in una non vita:

Io sono rimasta qui a soffiare i desideri sull’accumularsi di candeline, a comprare la crema al mirtillo rosso per i capillari, a pagare la tassa sulla spazzatura e a diventare un involucro legalmente adulto. Lei invece è rimasta piccola per sempre, con la salopette di jeans a giocare all’ora del tè.

Maria e Nicola sono una coppia navigata, lui pilota di aerei è il fidanzato che ogni madre verrebbe per la propria figlia: praticamente perfetto. Maria perfetta lo è un po’ meno. Lei che si lascia accadere addosso la vita, che legge i pensieri degli altri, e interpretandoli racconta sé stessa. Maria e il suo cinico distacco dal dolore come unico angolo in cui poter sopravvivere:

Mi sono creata un habitat. Sono come un animale in uno zoo safari, che comunque è in gabbia, ma che è capace di mettere a posto le coscienze dei turisti.

Una breve e felice parentesi londinese per tornare di nuovo nella sua vita senza colore. Decide di aprire un negozio che non vuole, dove impacchetta desideri con un bel fiocco per chi non ha il tempo di farlo. Ha un compagno che non ama e una pietra di marmo nel petto che le impedisce di volare, ma ha anche una scoperta, che la porterà a guardare con occhi diversi, i suoi, tutto ciò che da sempre l’ha circondata. La storia si svolge nell’arco di ventiquattro ore in cui Maria trova, assieme a noi, il coraggio di strapparsi di dosso un’etichetta che per venticinque anni si è sentita appiccicare alla sua vita, e che le ha impedito di fare le sue scelte per “aggiustare” i sensi di colpa degli altri.

Nel mare c’è la sete è il romanzo d’esordio di Erica Mou, cantautrice pugliese . Una storia che risuona di poesia ad ogni capoverso, una canzone, la cui musica non è scritta ma echeggia dentro di noi pagina dopo pagina. Lo stile di Erica è un tutt’uno con l’ispirazione musicale, che come un flusso continuo lega le sue canzoni allo stile e alla profondità simbolica di questo romanzo. La narrazione è sorprendentemente impreziosita da bagliori di poesie che ci portano nell’universo interiore della protagonista:

Roccaforte

Lo vedi che non c’è differenza

tra il muro di una fortezza

e quello della tua stanza

se dentro c’è la guerra?

Molte sono le tematiche che viviamo attraverso gli occhi di Maria: la drammaticità del lutto, il senso di colpa, i rapporti familiari, le relazioni d’amore, l’amicizia, l’assenza, l’essere donna. Maria ci fa comprendere fino a che punto possiamo arrivare a credere allo sguardo degli altri, sguardo che ci impedisce di essere liberi e spiccare il volo. Ventiquattro ore che in un climax narrativo crescente trascorriamo nella testa della protagonista, per arrivare ad un finale inaspettato ed originale, che ci lascerà in sospeso fino all’ultimo verso. Come si può tornare alla vita riuscendo ad essere davvero liberi? A voi scoprirlo, nel mare c’è la sete. Buona navigazione.

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Titolo: Nel Mare C’è La Sete
Autore: Erica Mou
Casa Editrice: Fandango Libri
Anno di edizione: 2020
Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 221
Voto: 4/5

Erica Mou è una cantautrice pugliese, classe 1990. Nel 2012 arriva seconda al Festival di Sanremo, nella categoria giovani, vincendo il Premio della Critica Mia Martini. È candidata ai David di Donatello per la migliore canzone originale. Attualmente vive a Tolosa e sta lavorando al suo sento album in studio. Nel mare c’è la sete è il suo primo romanzo.

Bastava Chiedere! Dieci storie di femminismo quotidiano – Emma

Conosci la scena: sei tornata dal lavoro, hai fatto la spesa, stai preparando la cena e nel frattempo pensi a quando pagare l’affitto / chiamare l’idraulico / prendere la pillola / finire quella mail di lavoro / controllare che i tuoi figli (se li hai) abbiano fatto i compiti / prenotare il dentista per loro. Tutto questo mentre il tuo compagno ti chiede se per caso sai dove sono finite le sue scarpe.

Lo so, starete ridendo! Ma pensiamoci un attimo: quante volte ci sarà capitato di vivere questa scena? E quante, dopo una crisi isterica per l’ennesima cosa a cui pensare che però nella nostra testa non ci sta più, ci siamo sentite dire: “ma bastava chiedere!”.

E poi eccolo qui: un fumetto che diventa un’analisi sociale attraverso cui ripensare la nostra quotidianità femminile, tra lavoro, calzini da piegare, lavastoviglie e il gatto da portare dal veterinario (perché non ho figli, se no ci mettevo pure loro in lista, niente veterinario però!! 😉 ). Tutta opera di Emma, classe 1981. Blogger, fumettista, ingegnera informatica francese.

“Bastava Chiedere!” racconta dieci storie familiari a molte di noi, che ci faranno divertire ma, allo stesso tempo, insinueranno il pungiglione della sottile ironia, portandoci a riflettere sul nostro ruolo di donne all’interno delle dinamiche quotidiane di coppia, della nostra famiglia, dell’ambiente lavorativo e della società.

Già il titolo la dice lunga. Il semplice fatto di sentirsi dire “bastava chiedere!” implica a monte una questione sottintesa: che spetti a noi donne l’organizzazione della casa e pertanto dobbiamo “chiedere” se vogliamo avere un aiuto. Badate bene, spesso siamo le prime ad incastrarci in questo ruolo, per svariati motivi: per l’educazione di genere che abbiamo ricevuto; perché siamo cresciute con l’esempio delle nostre madri che si occupavano dei figli e di tutta la gestione della casa con il marito fuori tutto il giorno a lavorare; per un retaggio culturale che, pur essendo nel 2020, comunque non è ancora del tutto sorpassato; e perché, ammettiamolo “solo noi sappiamo come fare davvero bene le faccende di casa!” 😉 . Ci sono sicuramente eccezioni, ed esistono uomini che hanno capito di non essere meri “esecutori” dei compiti che le donne affidano loro, ma sono ancora delle perle rare e, come sappiamo, l’eccezione non fa che avvalorare la regola:

Sono secoli che le relazioni uomo-donna sono distorte. Distorte dalla nostra educazione, diversa a seconda del genere, e dalla paura legittima che abbiamo di essere aggredite. E noi combattiamo perché le cose cambino.

Avete mai provato a quantificare tutto il lavoro “invisibile” che svolgete tra le mura domestiche? Vi è mai capitato di riflettere su tutte quelle volte in cui, ormai abili equilibriste, cerchiamo di vagliare attentamente la risposta a un commento inopportuno per evitare di essere chiamate isteriche o peggio ancora sentirci dire quella fatidica frase: “ma hai per caso le mestruazioni?”. Ahimè, immagino la vostra risposta!

E ancora. Avete mai riflettuto su quanto sia ingiusto che il congedo di maternità venga scherzosamente chiamato da qualche collega “una vacanza”?

Se vi siete trovate in alcune di queste situazioni, ma vi siete lasciate scivolare tutto addosso, beh, il libro di Emma è un’ottima occasione per rifletterci su. Si tratta di decostruire tutta una serie di miti e condizionamenti socio-culturali. Ripensare al nostro ruolo di donne sapendo che non spetta a noi dover sempre pensare alle mille e più cose che ci sono da fare, lasciare che i nostri partner si prendano la loro quota di “carico mentale” e, dal lato nostro, chiudere un occhio se quel calzino incriminato rimane per una sera fuori posto. Concedetevi il diritto di rispondere e reagire alle situazioni spiacevoli anziché soccombere. Questi e altri frammenti del nostro quotidiano femminile vengono brillantemente illustrati, e dopo aver letto il libro di Emma tutto d’un fiato, ho cominciato effettivamente ad adottare uno sguardo diverso.

“Bastava Chiedere!” è un fumetto esilarante e al tempo stesso critico, per aiutarci a sostenere la nostra emancipazione a partire dalle complesse dinamiche quotidiane: considerare noi stesse e il contesto in cui viviamo in modo diverso. L’introduzione, affidata alla penna di Michela Murgia, apre le porte a un argomento che ci riguarda intimamente a partire dalla nostra infanzia:

Per molte di noi vedersi in questo libro sarà una rivelazione, per altre un dolore, per tutte un’opportunità preziosa.

Un libro perfetto come regalo in vista della Giornata internazionale della donna il prossimo 8 marzo, da regalare a mariti, fidanzati e colleghi, magari perché no, come ringraziamento per una bella mimosa ricevuta!

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Titolo: Bastava Chiedere!
Autore: Emma
Traduttore: Giovanna Laterza
Casa Editrice: Editori Laterza
Anno di edizione: 2020
Genere: scienze sociali
Pagine: 192
Voto: 4,5/5

Emma (1981) è blogger, fumettista, ingegnera informatica francese. Comincia distribuendo volantini femministi all’entrata delle metro di Parigi prima di andare a lavoro. Nel 2016 decide di aprire un blog. Appena pubblicata online, la storia Bastava chiedere! esplode sul web con migliaia di condivisioni. Oggi le sue storie sono dei bestseller da 100.000 copie e sono tradotte in molte lingue. È autrice di Un autre regard (2017), Un autre regard 2 (2018), La charge émotionnelle (2018) e Un autre regard sur le climat (2019). Il suo blog è emmaclit.com

Le Sette Morti Di Evelyn Hardcastle – Stuart Turton

Quanto bisogna sentirsi sperduti per lasciare che sia il diavolo a condurci a casa?

Un’ultima pagina, un’ultima riga, l’ultima parola: chiudo il libro e con nostalgia mista a stupore abbandono il mondo di Blackheath ancora sotto l’effetto degli ultimi colpi di scena. Viaggiare nel tempo è possibile, farlo saltando da un corpo all’altro pure, cercando di mettere assieme le tessere di un puzzle che si disfa e ricompone in un’ ossessiva ripetizione di otto giorni, in cui ogni volta l’immagine è uguale a se stessa eppure diversa.

Continua a leggere “Le Sette Morti Di Evelyn Hardcastle – Stuart Turton”

Ma quanto è bello farsi raccontare una storia?

In Italia gli audiolibri stanno riscontrando una crescita esponenziale. Ormai il 14% degli italiani ne è fruitore abituale. Al primo posto in Europa la Germania, seguono Polonia e Regno Unito. ⁠Tra i paesi del sud del Mediterraneo l’Italia ha il tasso di crescita più alto.

Gli audiolibri forniscono nuove occasioni per leggere, anche per i lettori forti. Possono tornare utili a chi viaggia molto, essere ascoltati in macchina, mentre si corre al parco, mentre si cucina, la sera per rilassarsi prima di andare a letto o, come a volte mi capita, di notte quando non riesco a dormire! 😉 . I formati ibridi audio-ebook (Il Narratore) possono tornare molto utili per i vostri bambini che stanno imparando a leggere, per gli stranieri che vogliono studiare la nostra lingua, ma anche per tutti coloro che vogliono cimentarsi con una lingua straniera ascoltando un libro.

C’è tuttavia una distinzione da fare: gli audiolibri sono romanzi che vengono letti, spesso da attori famosi, i podcast invece vengono scritti appositamente e costituiscono al momento un mercato più ristretto rispetto a quello degli audiolibri.⁠

Dove trovarli? Ecco alcuni suggerimenti:⁠


-Audible e Storytell. Sono distributori di audiolibri e producono titoli a loro volta. Propongono una formula stile Netflix con abbonamento mensile. Solitamente propongono una prova gratuita. Sono disponibili anche in applicazioni per smartphone. ⁠

Emons Edizioni, Salani Editore, Il Narratore

-Su Radio Rai 3 si possono ascoltare online i podcast della trasmissione “Ad Alta Voce” in cui attori famosi leggono libri. ⁠

-Ci sono anche piattaforme per scaricare gratuitamente e legalmente gli audiolibri tra queste:

Libroaudio.it dove si possono scaricare audiobook per ragazzi narrati da Ginzo Robiginz arricchiti da effetti sonori e suoni buffi;

Librivox è un sito no profit americano, in cui si possono reperire i classici della letteratura internazionale, letti dai volontari che sostengono l’iniziativa. Gli audiobook disponibili sono in varie lingue, tra cui c’è anche l’italiano.

Nel sito Audiolibri.org è possibile scaricare 3000 audiolibri in modo gratuito, di cui 1800 in lingua italiana.


Per me sono stati una vera e propria rivelazione! ⁠

Viaggiando molto per lavoro quello degli audiolibri si sta rivelando un sistema estremamente piacevole di scoprire nuovi romanzi!! ⁠


A questo proposito, a partire da questo mese, sul mio blog verrà dedicata una sezione agli audiolibri ascoltati, recensiti e consigliati da me!!⁠

❣️Voi li ascoltate?? Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate!! ❣️⁠

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Teresa Degli Oracoli – Arianna Cecconi [Collaborazione con Thrillernord.it]

Come scegli ciò che scegli?

Alcuni dicono che siamo liberi di determinare la nostra vita, padroni del nostro destino. Ma Teresa capì molto presto di avere un corpo e un viso che erano “quelli lì”, e non li aveva scelti. Così come non aveva scelto la sua famiglia, e nemmeno quel marito che mai l’aveva chiamata per nome.

Un segreto invece sì, di nasconderlo, lo si sceglie. E quando la fragilità della vecchiaia rischia di minare ciò che è stato custodito per una vita intera, Teresa decide di sigillare il suo segreto con il silenzio, sdraiandosi a letto senza più rialzarsi. Dieci lunghi anni con lo sguardo rivolto verso il nulla, dicevano. Un vuoto che in realtà rivelava molto più di ciò che si potesse immaginare e che Teresa aveva imparato a interpretare:

La nonna metà sognava e metà ci ascoltava, metà dormiva e metà vegliava su di noi. Fuori aveva gli occhi chiusi, e dentro erano aperti.

Dieci lunghi anni, trascorsi zitta, immobile, in un letto portato in mezzo al pittoresco via vai del salotto di casa. Casa, che finisce con la A, perché è femmina, come famiglia. Una famiglia di sole donne, quella di Teresa. Dopo la morte del marito, più nessun uomo aveva dormito in quella casa. Dieci lunghi anni di letargo, finché arriva il giorno in cui Teresa comincia a spegnersi. Come satelliti attorno alla propria stella ormai morente Irene e Flora, le sue due figlie, la fedele cugina Rosì, Pilar, la badante peruviana e Nina, la nipote. Sarà proprio Nina, figlia di Irene, a raccontare la storia di Teresa e a dar voce ai segreti di ognuna.

Non è l’unicità che rende speciale un segreto, ma come si attorciglia alla vita di chi lo porta e di chi non lo conosce, trasformandone i passi a sua insaputa.

Prima dell’ultimo respiro, Teresa donerà loro quattro oracoli: uno portato dal vento (come quello che indicò a Ulisse la via del ritorno), uno scritto sulla sua pelle (come la tradizione tramanda sia avvenuto a Epimenide), uno fatto di nebbia e di poesia (come al cospetto della Pizia di Delfi), uno che diventa fulmine (secondo la tradizione della Sibilla Eritrea). Quattro oracoli per liberarle dai sensi di colpa, dalle paure; per sciogliere quei nodi che impedivano loro di trasformarsi, da bachi da seta, in farfalle e dispiegare il proprio volo leggiadro verso il futuro. Liberando le loro esistenze, Teresa, libera in ultimo se stessa, per poter raccogliere tutto ciò che ha lasciato sul suo cammino e lasciare questo mondo.

L’oracolo sceglie la sacerdotessa, l’interprete dell’invisibile, colei che conosce le parole per lavare la paura. L’oracolo e la sua interprete non spiegano, ma indicano. La profezia è già nelle orecchie di chi va dall’oracolo, con le risposte nascoste che ha paura di ascoltare.

Antiche profezie e credenze popolari che si intrecciano a sogni e parole non dette. La casa del fico e un criceto – femmina- che scompare. La nebbia della Pianura Padana che offusca i ricordi, rendendo indecifrabili i contorni della verità. Arianna Cecconi, al suo esordio letterario, racconta una storia di cose invisibili. Un racconto che parla di fragilità e di forza allo stesso tempo, che finiscono per A, perché sono femmine. Ci parla del profondo e complesso rapporto, tra madre e figlia, sorelle, tra nonna e nipote; di come amore, vita, morte, scelta e senso di colpa possano intrecciarsi, creando nodi che impediscono di aprirci verso il futuro della nostra esistenza.

Sentivo che c’era qualcosa che si nascondeva tra quei muri, o forse tra di noi. Un peso, un nodo che ci legava insieme e ci teneva lì ferme ad aspettare.

Un linguaggio realistico, quello della Cecconi, che ci riporta al dialetto dei paesini delle campagne nebbiose e desolate della Pianura Padana, ai racconti di guerra delle nostre nonne.

Una storia che consiglio a chiunque voglia sciogliere i nodi dei propri silenzi. Chissà che Teresa, fra le pagine della sua storia, non abbia nascosto anche per noi un oracolo.

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Titolo: Teresa Degli Oracoli
Autore: Arianna Cecconi
Casa Editrice: Feltrinelli
Anno di edizione: 2020
Genere: narrativa
Pagine: 208
Voto: 4,5/5

Arianna Cecconi: Arianna Cecconi è antropologa, vive e lavora tra Marsiglia e l’Italia. Ricercatrice affiliata all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, insegna antropologia delle religioni all’Università Milano Bicocca. La violenza politica, le pratiche magico-religiose, i sogni e il sonno sono i principali oggetti di ricerca di una lunga esperienza etnografica cominciata sulla montagna pistoiese, continuata sulle Ande peruviane, in Spagna e attualmente nella periferia di Marsiglia. Accanto al percorso universitario, svolge attività di formazione in contesti non accademici, collabora con radio, compagnie di teatro, scuole e centri socio-sanitari. Dal 2010 collabora con l’artista visuale Tuia Cherici nel progetto Oniroscope e con il centro del sonno dell’Ospedale La Timone di Marsiglia. Teresa degli oracoli (Feltrinelli, 2020) è il suo primo romanzo.

Tu Sei Musica – Simona Bianchera [Collaborazione]

L’amore mi ha sempre fatto una strana impressione…sembrava complicato…la felicità, la tristezza, brutto, bello, reale…e irreale.

Però una cosa che ho sempre saputo è che volevo stare vicino all’amore, non troppo, senza rumore tanto quanto bastava a far sentire felice il mio cuore.

Non doveva cantare, solo sorridere un po’, sorridere al mondo.

L’amore è avido, a volte quando le cose non vanno come uno sperava l’amore diventa una cosa pericolosa, spaventosa, violenta, fredda come la luna, ma oggi è caldo come la brezza…

16 Anni di Alcool, Richard Jobson

Alaska e la meraviglia con cui guarda il mondo, con cui ascolta il cuore delle persone che ama. Un lavoro che la soddisfa, una coinquilina, Vanessa, amica d’infanzia ed una famiglia che le vuole bene. Impossibile non affezionarsi a Lupen, il suo vivace cagnolino.

La sua vita scorre fra serate tra amici e canzoni rock. Possiamo sentirla, la musica, che come una colonna sonora ci accompagnerà pagina dopo pagina; racconterà le paure e le fragilità dei personaggi, al di là delle parole stesse. La musica unisce, fa incontrare le persone, e quando unirà anche Alaska e Daniel, cambiando inaspettatamente le loro vite, non vi rimarrà che allacciare le cinture, e partire con loro verso un’avventura che vi coinvolgerà fino all’ultimo “riff”.

Un romance contemporaneo dall’energia rock’n’roll che mi ha riportato indietro nel tempo, agli anni dell’università. Anni in cui tutto aveva il sapore della scoperta, anni dei concerti delle band degli amici, dei pomeriggi trascorsi in camera a saltare sulle chitarre dei Led Zeppelin, a sognare con i versi nostalgici dei Coldplay, ad esorcizzare la tristezza con la voce graffiante di Vasco Rossi.

Una scrittura scorrevole guida il lettore attraverso la narrazione ben strutturata, richiamando alcune tra le più coinvolgenti citazioni della musica rock e indie. Le pagine sono impreziosite da immagini artistiche e fotografie che rispecchiano appieno la personalità eclettica dell’autrice. La lettura risulta interessante, lasciando spazio a colpi di scena che riveleranno una trama inaspettata.

Tu Sei Musica di Simona Bianchera, è anche una storia di amicizia, di perdono, fiducia verso il prossimo e soprattutto di gratitudine per ciò che il mondo regala. Ci ricorda che la vita, con tutte le prove alle quali ci sottopone, può essere una grandissima opportunità e la realtà ancora più entusiasmante dei sogni, perché tutta costruire:

Chiudi gli occhi
ed immagina una gioia,
molto probabilmente
penseresti a una partenza.

Ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta,
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora.

Penseresti all’odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa.

Al 21 marzo, al primo abbraccio
ad una matita intera

alla primavera…

Costruire, Niccolò Fabi.

🖤 VUOI SAPERNE DI PIÙ? LEGGI L’INTERVISTA ALL’AUTRICE SIMONA BIANCHERA. 🖤

Titolo: Tu Sei Musica
Autore: Simona Bianchera
Casa Editrice: Panesi Edizioni
Anno di edizione: 2019
Genere: romance
Pagine: 230
Voto: 3/5

Simona Bianchera nasce a Chiavari nel 1978. Innamorata dell’arte sotto ogni sua forma esprime le sue emozioni attraverso la scrittura, la pittura e la fotografia.

Intervista a Yannick Roch, autore de “Il Maestro dei Morti”, Les Flâneurs Edizioni, 2017

Il Maestro dei Morti” rappresenta il tuo esordio letterario con Les Flâneurs Edizioni. Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?

La nascita de “Il Maestro dei morti” è paradossale: l’avevo scritto per il primo concorso letterario organizzato dalla casa editrice nel 2015, anno nel quale avevo avuto molte delusioni a livello della scrittura con delle bocciature in altri concorsi. Quando una persona

mi ha segnalato quello organizzato dai “Flâneurs”, mi ci sono buttato dicendomi che sarebbe stata l’ultima volta! Quindi ho abbandonato il mondo del Fantasy (e dei suoi vari sottogeneri) per cimentarmi nella scrittura di un giallo “vecchio stile”, lontano dagli odierni romanzi, film e serie TV. Ho voluto portare il giallo alle sue origini (Gaboriau, Poe…) nella città di Lecoq e Dupin (anche se non conosco molto Parigi: la mia ultima visita risale al 2001 per una gita scolastica), con un investigatore ispirato ad Holmes ma con molti tratti personali e alle prese con il caso della scomparsa di una persona. Come ho detto prima, la nascita di questo libro è paradossale perché doveva essere il mio ultimo lavoro, ma ha inaugurato l’inizio di una vita da scrittore, anche se non professionale!

Quali sono gli elementi che maggiormente ricerchi nella tua scrittura, nel tuo stile?

Per me, il realismo è importante: ogni personaggio deve essere più di un nome e un cognome, deve essere una persona con il suo passato, le sue motivazioni, la sua ragione di esistere nella storia e qualche dettaglio che lo caratterizza (come gli occhi gialli di Renard, il caratteraccio di Rosalie e la superbia di François, ad esempio), senza pertanto farne una descrizione millimetrica… Il lettore deve anche lasciar correre la propria immaginazione! Anche i luoghi sono molto importanti: non faccio descrizioni molto approfondite perché voglio che chi legge possa immaginarsi la scena come lo desidera, ma con qualche paletto. Poi, naturalmente, se scelgo un’ambientazione specifica, insisto un po’ di più sui particolari. La trama è fondamentale: come in ogni libro (e non solo per i gialli), ci devono essere delle pieghe e delle zone d’ombra che porteranno a qualche colpo di scena, ma senza  prendere il lettore alle spalle: bisogna che l’autore semini qualche indizio, senza svelare troppo.

Insegnante di lingua francese, traduttore, sei anche ideatore del blog Inchiostronoir. Da dove nasce tua la passione per questo genere?

Forse sarà l’imprinting del film “Basil l’investigatopo” e, più tardi, dell’anime “Il fiuto di Sherlock Holmes“! (risata). Sono appassionato dalle storie dei detective di finzione (supereroi inclusi), dai loro nemici (uno come Mortiarty ha sempre il suo fascino) e dalle storie nelle quali il mistero fa la parte del leone. Stranamente, il mio lavoro d’insegnante di lingua francese e di traduttore mi obbliga ad essere un po’ detective: sono “casi” da risolvere, tutti differenti (fare lezioni ad un adulto per lavorare all’estero non è come preparare un ragazzo all’esame di certificazione B2) e nei quali devo inquadrare ogni profilo per arrivare ai risultati migliori (ogni studente è diverso da un altro). Inoltre, la traduzione può trasformarsi in una vera indagine per riuscire a trascrivere con la parola giusta nell’altra lingua… e non sono ammessi errori! Il blog “Inchiostronoir” è nato per promuovere “Il Maestro dei morti“, ma ho capito che un blog è un vero punto d’incontro con i lettori (o futuri lettori). Quindi, parlo di molte cose (libri, fumetti, giochi vari), ci sono delle recensioni e segnalazioni, interviste e consigli per gli autori con dei bandi per i concorsi letterari. Naturalmente, si parla anche dell’universo del giallo e la serie di articoli “I protagonisti del giallo” è molto letta. 

C’è stato un libro, o un personaggio letterario, che più di altri, ti ha fatto appassionare alla scrittura e ha fatto nascere in te il desiderio di diventare uno scrittore?

Un libro, no. Ma i libri, sì: credo che sia stato l’amore per la lettura che ho fin da piccolo ad avermi contagiato con la passione per la scrittura. Da adolescente mi piaceva scrivere piccoli racconti (anche se ora non me li ricordo più), poi mi sono appassionato ai vari wargames e successivamente ai giochi di ruolo che mi hanno aiutato in questo senso. Ma è stata la lettura dei romanzi dell’autore francese Serge Brussolo (prima i noir, poi la fantascienza) ad avermi dato la spinta per voler scrivere “sul serio”, con il sogno di essere pubblicato un giorno.

Uno sguardo al futuro. Altri progetti in vista? Puoi fornirci qualche anticipazione?

Vorrei continuare con le inchieste di Renard e Tortue: vari lettori e recensori hanno espresso il loro desiderio di tornare in questa Francia di quasi 90 anni fa, con le sue luci e le sue ombre. Se vogliamo parlare di progetti concreti, direi che tutto dipende da Alessio Rega,  il mio editore. In un futuro non determinato, mi piacerebbe scrivere ancora delle inchieste per il mio duo (le idee ci sono), ma forse anche qualcosa di genere Steampunk, di supereroi (ce ne sono davvero pochi nella letteratura) o un librogame, ma questo è un altro paio di maniche.

🖤 LEGGI LA RECENSIONE DE “IL MAESTRO DEI MORTI” ! 🖤

IL Maestro dei Morti – Yannick Roch [Collaborazione]

1933. Parigi è attraversata da una nube di misteriosi avvenimenti, che inquietano le notti di un’illustre borghesia perbenista. Tra le mura degli appariscenti palazzi della Ville Lumière, voci sinistre bisbigliano a proposito dell’enigmatico Monsieur Larnac e dei suoi oscuri spettacoli di magia. In questo cupo scenario una donna scompare: madame Géraldine, moglie del celebre editore Ambroise Lathune, sembra come inghiottita dal ventre di una città sempre più omertosa.

Un caso complicato, che metterà a dura prova la polizia capeggiata dall’ispettore Lequeof il quale, suo malgrado, dovrà affidarsi alle intuizioni dei due investigatori privati Renard e Tortue, dai metodi non sempre ortodossi, ingaggiati dalla disperata Sophie, figlia di madame Lathune:

…facciamo un mestiere da ratti, caro amico: dobbiamo andare dove la polizia ha paura di andare, strappare informazioni, oppure comprarne o scambiarne, avere a che fare con gente pericolosa. Quando pediniamo qualcuno, lo facciamo come fanno i predatori. Spesso dobbiamo spiare degli innocenti per proteggerli, dobbiamo scendere a patti con il marcio di questa società.

In linea con la tradizione dei classici polizieschi, Il Maestro dei Morti, esordio letterario del francese Yannick Roch, conduce il lettore nelle atmosfere intriganti di un romanzo dalle sfumature noir.

Emerge il ritratto di una società borghese conservatrice, incastonata nella quotidianità di una vita ripetitiva e monotona. Un mondo combattuto tra la salvaguardia di un’impeccabile condotta morale e il desiderio proibito di abbandonarsi alle più oscure tentazioni. Una realtà in cui le donne non hanno possibilità di emergere, perché escluse da un universo di emancipazione. Saranno proprio le figure femminili di questa storia ad avere maggior rilevanza, con le loro fragilità, le loro passioni e l’ardente desiderio di riscatto sociale, per spezzare le catene di un mondo che le vuole come placide custodi del focolare domestico.

I personaggi, tra segreti e ambizioni pericolose, animano la storia con una caratterizzazione ben delineata, in alcuni casi pittoresca. La narrazione, incalzante, si sviluppa tra suspence e ironia, riuscendo abilmente a catturare la curiosità del lettore. Una scrittura scorrevole e dialoghi ben articolati rendono piacevole la lettura fino alle ultime battute. L’indagine dell’intraprendente coppia di investigatori privati getterà luce sui tenebrosi retroscena che si annidano tra le pagine del romanzo, riuscendo a sorprendere il lettore senza tuttavia coglierlo alla sprovvista.

Chissà che l’autore non ci riservi un’altro intrigante episodio dei due “più grandi impiccioni di tutta Parigi”.

🖤 VUOI SAPERNE DI PIÙ? LEGGI L’INTERVISTA ALL’AUTORE YANNICK ROCH! 🖤

Titolo: Il Maestro dei Morti
Autore: Yannick Roch
Casa Editrice: Les Flâneurs Edizioni
Anno di edizione: 2017
Genere: romanzo poliziesco
Pagine: 160
Voto: 3,5/5

Yannick Roch è nato in Francia nel 1983. Appassionato da sempre di lettura, di scrittura e di viaggi, si è trasferito da una decina di anni in Italia, dove insegna la lingua francese e lavora come traduttore. Ideatore del blog INCHIOSTRO NOIR.