La Biblioteca di Parigi – Janet Skeslien Charles

Perché i libri? Perché nessun’ altra cosa possiede quella facoltà mistica di riuscire a far guardare la gente con gli occhi degli altri.

E’ attraverso gli occhi della giovane Odile, la protagonista de La Biblioteca di Parigi, che mi si sono spalancate le porte dell’American Library i cui dipendenti e volontari, durante l’occupazione nazista, fecero di tutto per tenerla aperta, mettendo anche a repentaglio la propria vita, sfidando il divieto di far circolare i libri. Grazie al loro coraggio e alla loro tenacia la cultura ha continuato a circolare, portando un po’ di luce in quello che si stava delineando come uno dei periodi più bui della nostra storia. Il personale straniero e gli utenti della Library erano considerati “stranieri nemici” dagli occupanti tedeschi e molti furono internati. Si pensa, ma non è stato documentato, che la biblioteca sia anche servita come rifugio per nascondere e quindi salvare alcune famiglie ebree.

Quello di Janet S. Charles è un romanzo che ci rivela una storia poco conosciuta e ci fa sicuramente comprendere quanto ancora ci sia da scoprire a proposto della Seconda Guerra Mondiale, nonostante si sia letto e scritto moltissimo a proposito di questo drammatico tratto di storia. Ispirato ad una storia vera, racconta anche di alcuni personaggi realmente esistiti, legati al destino dell’American Library. L’autrice stessa vi ha lavorato per alcuni anni, trovando l’ispirazione per una storia che non potrà non appassionarvi:

…nel leggere le storie degli altri, sapevo di non essere sola.

Così la storia di Odile mi ha tenuto una piacevolissima compagnia e no, non mi sono mai sentita sola. Il romanzo si compone di due linee narrative principali che si snodano su due piani temporali diversi. Ci ritroviamo così a Parigi nei primi anni Quaranta, dove conosciamo Odile, bibliotecaria della Library, vent’anni e un desiderio ardente di indipendenza. Viviamo le sue vicende familiari, amorose e di amicizia sull’incombere dell’avanzata nazista. L’altra storia ci trasporta invece negli anni ’80 durante la Guerra Fredda in America e precisamente a Froid, una cittadina del Montana. Qui la vita di una ormai anziana Odile si intreccia con quella di Lily, una ragazzina da poco rimasta orfana della madre.

La Biblioteca di Parigi è un inno d’amore per i libri, capaci di creare ponti e unire le persone. Le storie che ci racconta mostrano l’importanza della trasmissione di storie, esperienze e ricordi di generazione in generazione; di come sia possibile tenere in vita i nostri cari grazie alla memoria e alla condivisione di un pezzo di storia di ognuno di loro. Attraverso il rapporto tra Odile e Lily comprendiamo l’importanza dell’ascolto e dunque quanto sia fondamentale la comunicazione tra le generazioni, un valore che sembra andato perduto nella nostra società. Si parla molto di donne: delle loro storie, le loro paure ma anche delle loro ambizioni in due epoche storiche che avevano idee molto precise a proposito della condizione e del ruolo femminile:

La vita è una bagarre. Devi batterti per quello che desideri.

Odile e Lily sono due personaggi ben delineati, molto simili nonostante la differenza d’età, si potrebbe quasi dire che l’una sia l’altra. Due donne forti, combattive ma che si confrontano con i propri difetti e i propri errori, pagandone anche le conseguenze. Lottano per la propria affermazione e per costruirsi il futuro che desiderano. Ne risultano due personaggi vivi e pienamente credibili. Lo stesso si può asserire a proposito dei personaggi secondari, seppure quello di Paul, il fidanzato di Odile, risulti a tratti più debole e non del tutto convincente nella sua evoluzione psicologica.

Si tratta di una storia che mi ha saputo coinvolgere profondamente, soprattutto nelle pagine finali in un crescendo di pathos. La narrazione è scorrevole e rende l’esperienza della lettura davvero piacevole. Il personaggio con cui sono riuscita ad entrare maggiormente in empatia è quello della giovane Lily e la sua storia ha saputo emozionarmi in modo sincero, mentre quello della ventenne Odile l’ho percepito più distante, apprezzando e sentendomi più affascinata dal suo personaggio in età più matura.

In generale quella de La Biblioteca di Parigi si è rivelata un’esperienza di lettura positiva seppure non priva di difetti, il più evidente dei quali ritengo sia stato frutto di alcune scelte di editing. Nelle ultime cento pagine del romanzo infatti ho avuto la sensazione che siano stati effettuati dei tagli non bene collegati fra loro. Ciò ha causato stacchi un po’ bruschi e creato dei vuoti narrativi con conseguenti buchi temporali che mi hanno fatto percepire un po’ di fretta nel condurci alla fine della storia. Avrei gradito in quest’ultima parte maggior respiro del ritmo narrativo.

Nonostante questi aspetti è un libro che sicuramente consiglio: ha saputo commuovermi e mi ha fatto scoprire un lato della storia che non conoscevo. Una storia che mi ha portato indietro nel tempo, ai ricordi d’infanzia, quando ascoltavo i racconti di guerra dei miei nonni e mi ha fatto immaginare come sarebbe stato, nella mia adolescenza, incontrare una Odile.

Sono certa che La Biblioteca di Parigi lascerà una traccia profonda anche in voi!

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Titolo: La Biblioteca di Parigi
Autore: Janet Skeslien Charles
Traduzione: Roberta Scarabelli
Casa Editrice: Garzanti
Anno di edizione: 2020
Genere: romanzo
Pagine: 400
Voto: 4/5

Janet Skeslien Charles divide il suo tempo tra il Montana, dove è nata, e Parigi. Ha lavorato come responsabile degli eventi culturali della Biblioteca americana di Parigi.

Bassa Marea – Enrico Franceschini [Collaborazione]

Il mare prende, il mare dà.

Un mattino di primavera, durante la sua solita corsa lungo la spiaggia di Borgomarina, Andrea Muratori detto Mura, giornalista in pensione squattrinato, trova sulla riva il corpo di una donna più morta che viva ma che ancora respira. Siamo in Romagna, la West Coast italiana. Tra piadine, Sangiovese e bagnasciuga, un clan di mafiosi calabresi traffica schiave del sesso e immigrati cinesi spacciano erba. In questo contesto fatto di lustri e ombre toccherà a Mura risolvere il mistero che si cela dietro il passato di Sasha, la russa restituita dalle onde. Chi trova un amico trova un tesoro e Mura sa che mai luogo comune fu più veritiero. Non lo lasceranno infatti solo i suoi amici storici, compagni dai tempi del liceo, con cui ha condiviso una vita intera: dai giorni adolescenziali in piena eruzione ormonale, alle partite di basket, alle cene e…alle donne, con annessi gioie e dolori, s’intende. Personaggi irresistibili e pittoreschi, ce n’è per tutti i gusti: il Barone spara balle di turno, il Professore permaloso, l’Ingegnere saputello nonché repubblicano inconfessato. Come i tre moschettieri il loro motto è “uno per tutti e tutti per uno”, che poi non erano quattro? Manca in fatti “l’arterio”: Mura per l’appunto.

Enrico Franceschini con Bassa Marea (Rizzoli, 2019) propone una detective novel davvero coinvolgente. Attraverso una sapiente combinazione tra gusto narrativo e humor, l’autore ci fa immergere in una Romagna “in fiore” ma tinta di noir.

In una trama ben congeniata, una struttura narrativa coerente, nell’uso di un linguaggio scorrevole e fortemente realistico, ritroviamo sicuramente tutta la solidità di un autore con una forte esperienza di scrittura, capace di “mostrare senza dire”.

La caratterizzazione dei personaggi è ben delineata, risultano veritieri nella loro psicologia, nelle loro azioni e nel loro passato. Oltre al mare che, ora placido e sornacchioso ora invece insidioso e irrequieto, si fa attento osservatore delle vicende, Andrea Muratori è il protagonista indiscusso della storia. La voce del narratore ci guida attraverso i suoi pensieri, i suoi desideri e le sue fragilità. Mura ha dedicato la vita alla professione, girovagando per il mondo tra ristoranti stellati e hotel di lusso. Due matrimoni, due divorzi, un figlio e una scopamica, giusto per non avere peli sulla lingua. Tornato nel paesino di villeggiatura dell’infanzia con pochi soldi in tasca, vive in un capanno di pescatori in pace col mondo seppure non manchi qualche rimpianto per una carriera più da mediano che da centravanti:

La verità è che ne aveva vissute troppe di vite, per ricordarle tutte. Troppe città, serate, incontri. Troppo tutto. Se almeno fosse sufficiente tornare al punto di partenza, per riannodare i fili. Non funzionava. Erano sciolti per sempre. Restava solo la filigrana, il contorno, la sensazione di qualcosa che stai per afferrare ma ti scappa. Come in sogno.

Ciò che contraddistingue i suoi amici d’infanzia e infonde loro realismo è l’uso di espressioni dialettali, Il modo in cui scherzano e si prendono in giro, sempre a sdrammatizzare, parlare di donne e “tirarsi dei nomi”. Legati da una profonda amicizia sono consapevoli che nella vita, se non cadranno sempre in piedi, ci sarà quel qualcuno ad attutire il colpo.

Formalmente danno la precedenza “alla figa”, come continuano a ripetere facendo il verso a se stessi, in realtà si consultano preoccupati al più piccolo problema sorto a uno del quartetto. Si vogliono bene come fratelli, evitando rigorosamente di confessarselo.

I comprimari vengono presentati con una loro solidità e ciascuno trova il proprio posto nell’intreccio della storia senza essere trascurato.

Da bolognese e irriducibile frequentatrice della movida romagnola, posso confermare che l’autore ha saputo farmi rivivere non solo le atmosfere della riviera, ma è riuscito a evocare la simpatia e affabilità tipica dei romagnoli, aspetti che hanno contribuito al mio coinvolgimento nella lettura.

I dialoghi sono congeniali all’evoluzione della storia. Franceschini ci guida alla risoluzione del caso legato al ritrovamento della donna misteriosa attraverso una narrazione che si fa sempre più incalzante. Una giusta dose di suspence, colpi di scena e ironia invogliano il lettore a voltare pagina e proseguire nella lettura con interesse. Non mancano i momenti d’azione, ben riusciti e del tutto adeguati alle caratteristiche del protagonista – sessantenne non particolarmente agile, una sorta di antieroe della riviera- in grado tuttavia di tenerci col fiato sospeso.

Un taglio fortemente cinematografico rende coinvolgente la lettura con tanto di colonna sonora: ogni capitolo presenta come sottotitolo una canzone, fino a dare vita ad una vera e propria compilation.

Bassa Marea si è rivelata una lettura estremamente piacevole, divertente, in grado di farmi evadere dalla quotidianità del lockdown. Ho potuto rivivere da casa le atmosfere della Romagna con un tocco del tutto nostrano di mistero e crime.

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Titolo: Bassa Marea
Autore: Enrico Franceschini
Casa Editrice: Rizzoli
Anno di edizione: 2019
Genere: giallo
Pagine: 336
Voto: 4/5

Enrico Franceschini (Bologna 1956) ha girato il mondo come corrispondente estero di un grande quotidiano, pur mantenendo sempre uno stretto legame con una località balneare della riviera romagnola. È autore di saggi e romanzi tra cui L’uomo della Città Vecchia, Vinca il peggiore e Vivere per scrivere.

La Prossima Volta il Fuoco – James Baldwin

Noi non saremo liberi fino a quando gli altri non lo saranno.

Sono dirompenti le parole con cui James Baldwin apre uno squarcio all’interno della questione razziale, parole che trasudano una profondità di pensiero che solo può derivare da una memoria scritta sulla propria pelle. Passando attraverso la sua esperienza autobiografica, l’autore punta al cuore del controverso e infuocato dibattito che ha attraversato gli Stati Uniti negli anni ’60 riguardo alla lotta per i diritti civili. Momento che ha segnato una tappa fondamentale verso l’emancipazione del popolo afroamericano.

Pubblicato nel 1963 La Prossima Volta il Fuoco elabora una raffinata e chirurgica analisi della società americana, mettendo in luce le forti contraddizioni di un sistema che con una mano impugna la bandiera della libertà e con l’altra, dietro alla parola “integrazione”, soffoca la coscienza di un’intero popolo, confinandolo in un ghetto tomba del suo destino:

Questo paese innocente ti ha confinato in un ghetto, e in questo ghetto è stabilito che tu marcisca. Sarò più preciso, perché qui è il nocciolo della questione, è qui l’origine della polemica mia col mio paese: tu sei nato dove sei nato e hai di fronte a te il futuro che hai perché sei nero, per questa e per nessun’altra ragione.

Lo scrittore statunitense pone l’accento su come un intero popolo, privato del senso del proprio valore, rappresenti il prodotto più pericoloso di una società. Fino a che punto infatti potrà spingersi colui che non ha più nulla da perdere? Di qui il rifiuto delle tesi di movimenti, come ad esempio quello della Nation of Islam, che fondano la libertà degli afroamericani su un’idea di razzismo al contrario:

La glorificazione di una razza e la conseguente degradazione di un’altra – o di altre – ha sempre spianato la strada al delitto.

Baldwin, auspica la libertà del proprio popolo all’interno degli Stati Uniti ma questo deve avvenire attraverso la salvaguardia della dignità e delle anime della propria gente, rifiuta pertanto qualsiasi tentativo da parte dei neri di fare ciò che è stato loro inflitto. In questo risiede il potente messaggio del suo pensiero. L’autore è fermamente convinto che l’occasione per il popolo americano di riscattarsi dalle ombre di un passato atroce sia quello dell’amore. Amore inteso come aspirazione universale a cercare, osare ed evolversi. Gli afroamericani potranno essere liberi solo una volta che l’uomo bianco si sarà liberato dalla tirannia del suo passato, solo una volta che avrà accettato di riesaminare ciò in cui è convinto di credere, accettando di essere giudicato da chi bianco non è e di essere visto nella sua vera realtà:

Il bianco d’America proietta sul negro le proprie intime paure ed aspirazioni, quelle che lui stesso non riconosce e che gli sembrano incomunicabili. L’unica maniera per liberarsi dalla tirannica influenza che il negro esercita su di lui è di accettare, a tutti gli effetti, di diventare negro egli stesso, di diventare parte di quella nazione martoriata e danzante…

Il prezzo della liberazione dei bianchi è la libertà dei neri. Per diventare realmente una nazione hanno bisogno gli uni degli altri.

Quella di James Baldwin è un’indagine che guarda al futuro del popolo americano attraverso gli occhi della riconciliazione, possibile solo attraverso l’accettazione e il riconoscimento da parte dei bianchi delle atrocità commesse. Solo se non verranno meno al proprio dovere, i due popoli saranno in grado di porre fine all’incubo razziale e cambiare in questo modo la storia. Se non avranno il coraggio di realizzare questo incontro non faranno altro che fomentare l’odio e la separazione, adempiendo a quella profezia biblica divenuta poi un canto di schiavi:

Dio mandò a Noè il segno dell’arcobaleno. Non più acqua: la prossima volta il fuoco!

Titolo: La Prossima Volta il Fuoco
Autore: James Baldwin
Traduzione: Attilio Veraldi
Casa Editrice: Fandango Libri
Anno di edizione: 2020
Genere: saggio
Pagine: 118
Voto: 5/5

James Baldwin (1924 – 1987) di Harlem, dopo il diploma si trasferisce al Greenwich Village dove incontra lo scrittore Richard Wright che, resosi conto del suo talento, gli procura una borsa di studio per Parigi. A partire dal 1948 Baldwin vivrà fra il sud della Francia e gli Stati Uniti dove diventa uno degli esponenti più autorevoli del movimento per i diritti civili. Autore prolifico, saggista, drammaturgo e romanziere, nella sua scrittura si intrecciano i temi dell’omosessualità, del razzismo e del blues. Fandango Libri sta ripubblicando l’intera opera dell’autore. Nel 2017 è uscito La stanza di Giovanni, nel 2018 Se la strada potesse parlare e nel 2019 Un altro mondo

Ma quanto è bello farsi raccontare una storia?

In Italia gli audiolibri stanno riscontrando una crescita esponenziale. Ormai il 14% degli italiani ne è fruitore abituale. Al primo posto in Europa la Germania, seguono Polonia e Regno Unito. ⁠Tra i paesi del sud del Mediterraneo l’Italia ha il tasso di crescita più alto.
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Gli audiolibri forniscono nuove occasioni per leggere, anche per i lettori forti. Possono tornare utili a chi viaggia molto, essere ascoltati in macchina, mentre si corre al parco, mentre si cucina, la sera per rilassarsi prima di andare a letto o, come a volte mi capita, di notte quando non riesco a dormire! 😉 . I formati ibridi audio-ebook (Il Narratore) possono tornare molto utili per i vostri bambini che stanno imparando a leggere, per gli stranieri che vogliono studiare la nostra lingua, ma anche per tutti coloro che vogliono cimentarsi con una lingua straniera ascoltando un libro.

C’è tuttavia una distinzione da fare: gli audiolibri sono romanzi che vengono letti, spesso da attori famosi, i podcast invece vengono scritti appositamente e costituiscono al momento un mercato più ristretto rispetto a quello degli audiolibri.⁠
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Dove trovarli? Ecco alcuni suggerimenti:⁠


-Audible e Storytell. Sono distributori di audiolibri e producono titoli a loro volta. Propongono una formula stile Netflix con abbonamento mensile. Solitamente propongono una prova gratuita. Sono disponibili anche in applicazioni per smartphone. ⁠
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Emons Edizioni, Salani Editore, Il Narratore
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-Su Radio Rai 3 si possono ascoltare online i podcast della trasmissione “Ad Alta Voce” in cui attori famosi leggono libri. ⁠

-Ci sono anche piattaforme per scaricare gratuitamente e legalmente gli audiolibri tra queste:

Libroaudio.it dove si possono scaricare audiobook per ragazzi narrati da Ginzo Robiginz arricchiti da effetti sonori e suoni buffi;

Librivox Ã¨ un sito no profit americano, in cui si possono reperire i classici della letteratura internazionale, letti dai volontari che sostengono l’iniziativa. Gli audiobook disponibili sono in varie lingue, tra cui c’è anche l’italiano.

Nel sito Audiolibri.org Ã¨ possibile scaricare 3000 audiolibri in modo gratuito, di cui 1800 in lingua italiana.


Per me sono stati una vera e propria rivelazione! ⁠
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Viaggiando molto per lavoro quello degli audiolibri si sta rivelando un sistema estremamente piacevole di scoprire nuovi romanzi!! ⁠


A questo proposito, a partire da questo mese, sul mio blog verrà dedicata una sezione agli audiolibri ascoltati, recensiti e consigliati da me!!⁠
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❣️Voi li ascoltate?? Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate!! ❣️⁠

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