Cento Docce Fatte Male -Laura Manfredi. Morellini Editore [Collaborazione]

“Vaffanculo” pensava sempre Boccamara. Residenza ‘sto cazzo. Era un ghetto, ecco cos’era, un ghetto per tenere al riparo dagli occhi non ancora opachi quei corpi macilenti, molli, glabri; per proteggere i giovani dall’idea del poi, del dopo.

Una casa di riposo nel Pavese e un novantenne, anzi due: Pietro Boccamara e Mario Incantalupi. Il primo, chiuso in un mutismo selettivo sotto il quale ha seppellito il suo più grande dolore, in bilico tra il depresso e il rancoroso, burbero e stronzo a tratti 😅 ; il secondo, anche lui ormai più di là che di qua, cieco, omosessuale, un viveur d’altri tempi, scrittore rinomato ed eccentrico. ⁠

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La Strada di Casa – Kent Haruf. NN Editore

Forse aveva oltrepassato il punto in cui le lacrime di un essere umano hanno un senso, difatti girò la testa, chiuse gli occhi e dopo un po’ si addormentò.

E così sono tornata a Holt. Dopo aver ascoltato l’audiolibro de Le Nostre Anime di Notte, letto dalla voce profonda di Segio Rubini, subito la scrittura di Kent Haruf, sobria ma profondamente evocativa, mi ha conquistata.⁠ Ho deciso quindi di leggere La Strada di Casa, secondo romanzo dell’autore (dopo Vincoli) ma l’ultimo ad essere stato pubblicato in Italia.

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La Biblioteca di Parigi – Janet Skeslien Charles. Garzanti

Perché i libri? Perché nessun’ altra cosa possiede quella facoltà mistica di riuscire a far guardare la gente con gli occhi degli altri.

E’ attraverso gli occhi della giovane Odile, la protagonista de La Biblioteca di Parigi, che mi si sono spalancate le porte dell’American Library i cui dipendenti e volontari, durante l’occupazione nazista, fecero di tutto per tenerla aperta, mettendo anche a repentaglio la propria vita, sfidando il divieto di far circolare i libri. Grazie al loro coraggio e alla loro tenacia la cultura ha continuato a circolare, portando un po’ di luce in quello che si stava delineando come uno dei periodi più bui della nostra storia. Il personale straniero e gli utenti della Library erano considerati “stranieri nemici” dagli occupanti tedeschi e molti furono internati. Si pensa, ma non è stato documentato, che la biblioteca sia anche servita come rifugio per nascondere e quindi salvare alcune famiglie ebree.

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A Londra con Sherlock Holmes – Enrico Franceschini. Giulio Perrone Editore [Collaborazione]

Quando escludi l’impossibile, qualsiasi cosa rimane, per quanto improbabile, è la risposta esatta.

Sherlock Holmes

Vi siete mai domandati perché Sherlock Holmes, l’investigatore più famoso al mondo, con la pipa ricurva e la mantella di tweed, sia nato proprio nella Londra di fine Ottocento? Quale il segreto del suo successo? Scotland Yard significa letteralmente “cortile scozzese”, ma cosa centra questo nome con la polizia di Londra? Qual è il filo rosso che lega Sherlock Holmes, personaggio di pura fantasia, a Braveheart, Sir William Wallace, l’indomito patriota scozzese che tutti abbiamo conosciuto nel pluripremiato film con Mel Gibson?

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Bassa Marea – Enrico Franceschini. Rizzoli Editore [Collaborazione]

Il mare prende, il mare dà.

Un mattino di primavera, durante la sua solita corsa lungo la spiaggia di Borgomarina, Andrea Muratori detto Mura, giornalista in pensione squattrinato, trova sulla riva il corpo di una donna più morta che viva ma che ancora respira. Siamo in Romagna, la West Coast italiana. Tra piadine, Sangiovese e bagnasciuga, un clan di mafiosi calabresi traffica schiave del sesso e immigrati cinesi spacciano erba. In questo contesto fatto di lustri e ombre toccherà a Mura risolvere il mistero che si cela dietro il passato di Sasha, la russa restituita dalle onde. Chi trova un amico trova un tesoro e Mura sa che mai luogo comune fu più veritiero. Non lo lasceranno infatti solo i suoi amici storici, compagni dai tempi del liceo, con cui ha condiviso una vita intera: dai giorni adolescenziali in piena eruzione ormonale, alle partite di basket, alle cene e…alle donne, con annessi gioie e dolori, s’intende. Personaggi irresistibili e pittoreschi, ce n’è per tutti i gusti: il Barone spara balle di turno, il Professore permaloso, l’Ingegnere saputello nonché repubblicano inconfessato. Come i tre moschettieri il loro motto è “uno per tutti e tutti per uno”, che poi non erano quattro? Manca in fatti “l’arterio”: Mura per l’appunto.

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Cavie. Vol. 2 #Identità – Liliana Marchesi [Collaborazione]

…quando non sai chi sei, o cosa sei, non è facile comprendere il senso della tua esistenza. Ti sembra di camminare nel vuoto e l’unica cosa che ti sostiene è la consapevolezza che potresti cadere da un momento all’altro. E così, ogni goccia di energia viene riversata nell’estenuante tentativo di restare a galla, mentre con le poche forze che ti restano cerchi di individuare una via di salvezza.

Ciak. Azione!

Inizio a leggere le prime pagine di Identità ed è adrenalina all’istante. Sembra non sia trascorso molto tempo dalle ultime parole di Cavie, molti gli interrogativi rimasti in sospeso. Immediatamente vengo catapultata in un susseguirsi di eventi, colpi di scena ed entro nel vivo della storia.

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Il Museo Delle Promesse Infrante – Elizabeth Buchan

Che cos’è l’amore? E com’è, il suo amore? Profondo, infinito, bruciante, tenero…quante parole. Colpevole?

Quante volte Laure si sarà fatta queste domande. Lei che ha deciso di creare un museo, senza statue né quadri, ma di promesse, promesse non mantenute, speranze svanite. Un museo dove sono custoditi cimeli, offerti da uomini e donne che, con un rimpianto sul cuore, cercano in qualche modo di esorcizzare il passato nella speranza di riconciliarsi con il proprio dolore. Oggetti simbolo di frammenti di vite che non sono andate come previsto, segni di disperazione, rabbia, rassegnazione ma a volte anche di liberazione. C’è un museo a Parigi, cui Laure ha dato vita per custodire la sua promessa infranta: il ricordo della notte in cui ha dovuto dire addio al suo amore.

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Ventiquattro – Valentina Bardi [Collaborazione]

In ogni storia c’è qualcosa di noi: a volte è un lampo luminoso ed eclatante; altre una briciola o granello di sabbia…

Questa è la dedica di Valentina che ho trovato aprendo il suo libro. Una bellissima sorpresa che già da subito mi ha riscaldato il cuore e aveva ragione: in questa storia ho davvero trovato qualcosa di me, scoprite cosa…

Leggere un libro in un giorno. Per un lettore forte, soprattutto in questo periodo di quarantena, non è forse una novità. Quando però, come mi è capitato ultimamente, hai il blocco del lettore, leggere un libro tutto d’un fiato è un’esperienza che ti riempie di vitalità. Per questo sono così felice nella foto!

Ventiquattro è il libro di Valentina Bardi, inviatomi dall’ufficio stampa Scrittura a Tutto Tondo che ringrazio moltissimo per questa collaborazione.

Ci sono libri che arrivano proprio quando hai bisogno di loro, delle loro storie, delle loro parole. Ventiquattro è uno di questi.

Al centro del romanzo la storia di una famiglia come tante, ma proprio per questo del tutto speciale. ⁠Giada è una sindacalista, una donna ancora molto attraente, amorevole con i figli ma allo stesso tempo con un carattere forte. Suo marito Andrea, giornalista inviato di guerra, è un uomo introverso, dedito alla famiglia ma con lo sguardo sempre rivolto all’altrove, al nuovo posto in cui andrà a scrivere di guerre e sofferenza. Tra ritorni e biglietti d’aereo non è facile per loro rimanere una coppia affiatata. Quando Elena, la loro figlia maggiore, incinta di otto mesi perde il figlio, Andrea tempestivamente rientra dall’Afghanistan per essere vicino alla sua famiglia in un momento così doloroso.

Sai, lui al dolore dell’altro è abituato. Ma il dolore di un figlio è molto più difficile da vivere. E’ come se la carne si squartasse dentro. E’ difficile da spiegare: soltanto chi ha generato, può comprendere.

Questo ritorno mette in luce non solo una profonda crisi di coppia, affaticata dal passare degli anni e dalle lunghe assenze, ma anche i silenzi e i complicati rapporti di Andrea con le due figlie più grandi, oltre a Elena, Martina, ormai diciottenne e in una fase della propria vita molto delicata.

Le vite dei personaggi ruotano attorno alla vicenda amorosa che lega Martina a Matteo, studente universitario, appartenente ad una ricca famiglia di idee politiche contrarie a quelle dei genitori della ragazza. Da un evento traumatico scaturirà una profonda evoluzione dei personaggi. Ciascuno di loro dovrà fare i conti con le proprie paure e andare oltre le proprie radicate convinzioni. Ognuno di loro dovrà trovare la propria verità, il necessario senso di onestà verso se stesso.

Sullo sfondo i paesini della Romagna, di cui percepiamo tra le righe tutto lo spirito vitale: incontriamo le vecchiette di paese e le loro pittoresche espressioni dialettali; i piccoli bar; i pranzi a piadina e sangiovese. Ma Ventiquattro racconta molto di più.

Nel realismo di una scrittura schietta ma estremamente profonda, Valentina Bardi ci porta a riflettere sui complicati rapporti familiari. Un libro che parla dei silenzi dell’amicizia, perché molto spesso non servono parole per essere vicini, racconta dell’importanza dei legami nell’affrontare la vita.

A volte il cielo diventa così scuro che non sembra né nero né blu: diventa viola. E poi soffia il vento e il vento fa muovere le onde con violenza, ostinazione. Allora so che solo là fuori si capisce cos’è il dolore.

Un libro che sa bene quali delle nostre corde far vibrare: parla della forza che può germogliare dalla fragilità e dalla perdita, una storia che racconta di una profonda rinascita, della vita, che dopo una grande sofferenza, con tenacia ci richiama a sé.

🖤

Leggi l’intervista all’autrice Valentina Bardi

Titolo: Ventiquattro
Autore: Valentina Bardi
Illustrazione di copertina: Sara Bardi
Casa Editrice: Il Ponte Vecchio
Anno di edizione: 2019
Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 256
Voto: 3,5/5

Valentina Bardi vive e lavora a Galeata.
È diplomata in sassofono presso il Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena e si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli studi di Bologna Alma Mater Studiorum.
Da sempre appassionata di libri, fa parte del Gruppo di lettura “Teodorico” di Galeata che da svariati anni propone incontri pubblici e reading su autori italiani e stranieri.
Ventiquattro è il suo primo romanzo.