Cavie. Vol. 2 #Identità – Liliana Marchesi [Collaborazione]

…quando non sai chi sei, o cosa sei, non è facile comprendere il senso della tua esistenza. Ti sembra di camminare nel vuoto e l’unica cosa che ti sostiene è la consapevolezza che potresti cadere da un momento all’altro. E così, ogni goccia di energia viene riversata nell’estenuante tentativo di restare a galla, mentre con le poche forze che ti restano cerchi di individuare una via di salvezza.

Ciak. Azione!

Inizio a leggere le prime pagine di Identità ed è adrenalina all’istante. Sembra non sia trascorso molto tempo dalle ultime parole di Cavie, molti gli interrogativi rimasti in sospeso. Immediatamente vengo catapultata in un susseguirsi di eventi, colpi di scena ed entro nel vivo della storia.

In Cavie impariamo a conoscere la protagonista, Cora, che, svegliatasi in una teca di cristallo, senza sapere nulla di sé, deve affrontare un intricato labirinto di prove al limite della sopravvivenza, prima di comprendere, assieme al suo compagno Kurtis, di essere vittima di quello che viene definito “Progetto Pentagono”.

Nel seguito di Cavie la giovane ragazza cerca di rimettere assieme i frammenti della sua identità. È davvero la persona che crede di essere, di cui non le rimangono che istantanee di ricordi a tratti riemerse dall’oblio? Tormentata dai dubbi, sono troppe le domande che assillano la sua mente, alle quali sa di dover dare risposta per poter essere finalmente libera. Con l’aiuto di Roger, un uomo che sostiene di conoscerla, e della sua squadra pronta a tutto, Cora decide di tornare nel luogo in cui il suo incubo peggiore ha avuto inizio, riportandoci all’interno della KCALL per svelare il mistero che la riguarda. La domanda urgente di Cora diventa allora la nostra, quella di capire chi sia davvero.

Identità, il seguito di Cavie di Liliana Marchesi, non solo riconferma l’efficacia del linguaggio realistico e una grande abilità stilistica dell’autrice, ma ci ricorda quante sfaccettature possano coesistere all’interno di quel genere che chiamiamo distopico. Non solo. La Marchesi va oltre, accompagnando il lettore attraverso l’evoluzione della protagonista, trasforma l’empatia iniziale suscitata in Cavie in vera ammirazione: ci ritroviamo così affascinati dal coraggio e dalla caparbietà di Cora, riscoprendo quanta forza d’animo fosse celata in una giovane ragazza all’inizio sicuramente più fragile. Un personaggio che cambia, forte del desiderio di inseguire la verità. Cora porta con sé un messaggio: noi possiamo essere come desideriamo, possiamo vivere, liberi, il nostro presente se riusciamo ad accettare il nostro passato e i nostri errori.

In Identità, l’autrice conferma una fervida immaginazione e una grande capacità di scomporre la trama in mille tasselli, per poi abilmente trovare i giusti incastri che ci terranno col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Se con Cavie Liliana Marchesi mi aveva conquistato, lasciandomi con il desiderio che la storia non finisse, con Identità ha saputo appassionarmi ancora di più ad una storia sorprendente che, in un susseguirsi equilibrato di colpi di scena, apre orizzonti inaspettati.

Ora non resta che attendere il suo prossimo libro. Difficile immaginare di cosa tratterà, Liliana Marchesi non è mai prevedibile e dal cappello potrà solo far uscire una storia che sappiamo, questo sì, ci stupirà.

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LILIANA MARCHESI è nata nel 1983. Vive a Caravaggio, in provincia di Bergamo, insieme al marito e ai suoi due figli. Dopo aver mosso i primi passi nel genere del PARANORMAL ROMANCE, ha trovato fissa dimora nel regno della DISTOPIA. E proprio per questo ha fondato il primo sito italiano dedicato al genere Distopico: www.leggeredistopico.com . Curatrice di diverse rubriche ‘Distopiche’ sul web, fra cui Letture Divergenti per il sito ThrillerNord, collabora con alcune librerie nella promozione di questo genere letterario. Ogni Giovedì ci parla un libro Distopico su Radio Galileo e le sue recensioni vengono pubblicate su diversi blog, fra cui Sedotte dai Libri. OPERE PUBBLICATE:
•2012 – “Harmattan” Paranormal Romance autoconclusivo ambientato in una splendida quanto misteriosa Africa;
•2013 – “Trilogia del Peccato” (serie composta da tre volumi) Audace rivisitazione contemporanea del mito del Peccato Originale;
•2014 – “Lacrime di Cera” (ripubblicato nel 2018 dalla DZ Edizioni) Distopico autoconclusivo popolato da automi molto particolari;
•2015 – 2017 “Saga R.I.G.” (serie composta da tre volumi e uno spin-off) Un’epopea Distopica, tradotta anche in inglese e in spagnolo, che trae ispirazione dalla credenza secondo la quale l’uomo conosce e utilizza soltanto una minima parte delle reali capacità del proprio cervello.
•2019 – “CAVIE” un Distopico Sci-Fi edito da La Corte Editore. Fonte: https://www.lilianamarchesi.it/

Titolo: Cavie – #2 Identità
Autore: Liliana Marchesi
Casa Editrice: la Corte Editore
Anno di edizione: 2020
Genere: Distopico Sci-Fi
Formato: ebook
Voto: 4/5

Il Museo Delle Promesse Infrante – Elizabeth Buchan

Che cos’è l’amore? E com’è, il suo amore? Profondo, infinito, bruciante, tenero…quante parole. Colpevole?

Quante volte Laure si sarà fatta queste domande. Lei che ha deciso di creare un museo, senza statue né quadri, ma di promesse, promesse non mantenute, speranze svanite. Un museo dove sono custoditi cimeli, offerti da uomini e donne che, con un rimpianto sul cuore, cercano in qualche modo di esorcizzare il passato nella speranza di riconciliarsi con il proprio dolore. Oggetti simbolo di frammenti di vite che non sono andate come previsto, segni di disperazione, rabbia, rassegnazione ma a volte anche di liberazione. C’è un museo a Parigi, cui Laure ha dato vita per custodire la sua promessa infranta: il ricordo della notte in cui ha dovuto dire addio al suo amore.

Questi oggetti t’invitano ad affacciarti sull’orlo di un abisso.

La storia si svolge nella Parigi dei giorni nostri, intervallata da alcuni flashback che aprono una finestra sui ricordi della protagonista, portandoci nella Berlino dopo la caduta del Muro e nella Praga comunista del 1986. Propio qui, appena ventenne, Laure aveva conosciuto per caso ad uno spettacolo di marionette l’affascinante Tomas. Sullo sfondo politico di una Cecoslovacchia soffocata dalla pesante mano del regime comunista, viviamo l’appassionante storia d’amore di Laure e di quel giovane ragazzo, musicista rock rivoluzionario, per cui sarà pronta a mentire, lottare, tradire, inconsapevole di cosa possa essere capace il regime e senza sapere fino a che limite dovrà spingersi per salvare la sua vita.

Quanto può essere dolorosa la convivenza con i fantasmi del proprio passato? Quanto possono indurire il nostro cuore il rimpianto e il senso di colpa? Laure è convinta che non potrà mai più cancellare la scelta che ha dovuto compiere tanti anni prima: non potrà mai più cambiare il passato. Il Museo delle Promesse Infrante è un luogo in cui le storie continuano a vivere e possono rinascere con nuovo slancio verso strade inattese, un luogo dove è possibile ricucire i dolorosi strappi del passato:

…un posto in cui vengono le persone che non sanno dove andare. Che forse pensano di non avere radici. È un posto in cui puoi tendere una mano e sentire che puoi ripartire da zero.

Un passato che Laure potrà lasciarsi alle spalle solamente dimenticando quei fantasmi e trovare finalmente consolazione ricucendo quegli strappi che, per troppo tempo, hanno messo una pietra sul suo cuore.

Terminare un libro e subito avere voglia di rileggerlo? Ebbene sì. A me è accaduto proprio con Il Museo delle Promesse Infrante. Un libro che mi ha coinvolto, facendomi commuovere e lasciandomi con un sospiro abbandonato alle lacrime. Che emozione. Una storia intensa, che profuma degli amori travolgenti che solo una volta nella vita puoi vivere, se hai questa fortuna. Come Laure.

Devo ammettere che nella lettura delle prime quaranta pagine ero un po’ scettica, non sapevo bene cosa aspettarmi. Superate queste pagine iniziali, la storia e i suoi personaggi hanno cominciato a rivelarsi in un crescendo seducente. La struttura narrativa è ben articolata e tiene viva la nostra curiosità accompagnandoci con suspense alle battute finali. Ve lo assicuro: vi lascerà con una grandissima emozione nel cuore. I protagonisti sono definiti egregiamente, ciascuno con le proprie contraddizioni, realistici nelle loro fragilità e convinzioni. Un libro scritto ad arte e con un’ambientazione originale e resa benissimo. Elizabeth Buchan attraverso i personaggi che ruotano attorno alle figure di Laure e Tomas, apre uno squarcio nel passato, senza tuttavia andare troppo lontano. Ci porta nella Cecoslovacchia occupata dal regime comunista, mostrando la forte paranoia di un sistema che reprimeva qualsiasi dissidenza politica, dove ogni persona viveva con l’angoscia di essere spiata. Emergono le forti contraddizioni di uno Stato che con una mano accudiva i suoi cittadini e con l’altra soffocava la loro voce. Una realtà che Laure, una “sana ragazza inglese” ha imparato a conoscere sulla propria pelle:

…precipitata in un Paese che lotta per sopravvivere e vive sotto una tirannia travestita da paradiso in Terra.

Tutto ciò che ricordo di questo passato è la caduta del Muro di Berlino. Avevo 9 anni. Tutto il resto è scritto sulle pagine della Storia. Ma l’ho vissuto, con il cuore di Laure.

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Titolo: Il Museo delle Promesse Infrante
Autore: Elizabeth Buchan
Traduzione: Valentina Zaffagnini
Casa Editrice: Editrice Nord
Anno di edizione: 2020
Genere: romanzo
Pagine: 396
Voto: 4,5/5

Elizabeth Buchan è nata a Guildford, nel Surrey, e si è laureata in Lettere e in Storia alla University of Kent. Ha lavorato a lungo come redattrice e editor per il gruppo Penguin Random House, prima di dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. Grazie al successo dei suoi racconti e dei suoi romanzi, è stata nominata madrina del Guildford Book Festival e della National Academy of Writing. Attualmente vive a Londra con il marito e i figli. In Italia sono stati pubblicati i romanzi La rivincita della donna matura (Piemme, 2006) e Il museo delle promesse infrante (Nord, 2020).

Ventiquattro – Valentina Bardi [Collaborazione]

In ogni storia c’è qualcosa di noi: a volte è un lampo luminoso ed eclatante; altre una briciola o granello di sabbia…

Questa è la dedica di Valentina che ho trovato aprendo il suo libro. Una bellissima sorpresa che già da subito mi ha riscaldato il cuore e aveva ragione: in questa storia ho davvero trovato qualcosa di me, scoprite cosa…

Leggere un libro in un giorno. Per un lettore forte, soprattutto in questo periodo di quarantena, non è forse una novità. Quando però, come mi è capitato ultimamente, hai il blocco del lettore, leggere un libro tutto d’un fiato è un’esperienza che ti riempie di vitalità. Per questo sono così felice nella foto!

Ventiquattro è il libro di Valentina Bardi, inviatomi dall’ufficio stampa Scrittura a Tutto Tondo che ringrazio moltissimo per questa collaborazione.

Ci sono libri che arrivano proprio quando hai bisogno di loro, delle loro storie, delle loro parole. Ventiquattro è uno di questi.

Al centro del romanzo la storia di una famiglia come tante, ma proprio per questo del tutto speciale. ⁠Giada è una sindacalista, una donna ancora molto attraente, amorevole con i figli ma allo stesso tempo con un carattere forte. Suo marito Andrea, giornalista inviato di guerra, è un uomo introverso, dedito alla famiglia ma con lo sguardo sempre rivolto all’altrove, al nuovo posto in cui andrà a scrivere di guerre e sofferenza. Tra ritorni e biglietti d’aereo non è facile per loro rimanere una coppia affiatata. Quando Elena, la loro figlia maggiore, incinta di otto mesi perde il figlio, Andrea tempestivamente rientra dall’Afghanistan per essere vicino alla sua famiglia in un momento così doloroso.

Sai, lui al dolore dell’altro è abituato. Ma il dolore di un figlio è molto più difficile da vivere. E’ come se la carne si squartasse dentro. E’ difficile da spiegare: soltanto chi ha generato, può comprendere.

Questo ritorno mette in luce non solo una profonda crisi di coppia, affaticata dal passare degli anni e dalle lunghe assenze, ma anche i silenzi e i complicati rapporti di Andrea con le due figlie più grandi, oltre a Elena, Martina, ormai diciottenne e in una fase della propria vita molto delicata.

Le vite dei personaggi ruotano attorno alla vicenda amorosa che lega Martina a Matteo, studente universitario, appartenente ad una ricca famiglia di idee politiche contrarie a quelle dei genitori della ragazza. Da un evento traumatico scaturirà una profonda evoluzione dei personaggi. Ciascuno di loro dovrà fare i conti con le proprie paure e andare oltre le proprie radicate convinzioni. Ognuno di loro dovrà trovare la propria verità, il necessario senso di onestà verso se stesso.

Sullo sfondo i paesini della Romagna, di cui percepiamo tra le righe tutto lo spirito vitale: incontriamo le vecchiette di paese e le loro pittoresche espressioni dialettali; i piccoli bar; i pranzi a piadina e sangiovese. Ma Ventiquattro racconta molto di più.

Nel realismo di una scrittura schietta ma estremamente profonda, Valentina Bardi ci porta a riflettere sui complicati rapporti familiari. Un libro che parla dei silenzi dell’amicizia, perché molto spesso non servono parole per essere vicini, racconta dell’importanza dei legami nell’affrontare la vita.

A volte il cielo diventa così scuro che non sembra né nero né blu: diventa viola. E poi soffia il vento e il vento fa muovere le onde con violenza, ostinazione. Allora so che solo là fuori si capisce cos’è il dolore.

Un libro che sa bene quali delle nostre corde far vibrare: parla della forza che può germogliare dalla fragilità e dalla perdita, una storia che racconta di una profonda rinascita, della vita, che dopo una grande sofferenza, con tenacia ci richiama a sé.

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Leggi l’intervista all’autrice Valentina Bardi

Titolo: Ventiquattro
Autore: Valentina Bardi
Illustrazione di copertina: Sara Bardi
Casa Editrice: Il Ponte Vecchio
Anno di edizione: 2019
Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 256
Voto: 3,5/5

Valentina Bardi vive e lavora a Galeata.
È diplomata in sassofono presso il Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena e si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli studi di Bologna Alma Mater Studiorum.
Da sempre appassionata di libri, fa parte del Gruppo di lettura “Teodorico” di Galeata che da svariati anni propone incontri pubblici e reading su autori italiani e stranieri.
Ventiquattro è il suo primo romanzo.

Naila di Mondo9 – Dario Tonani [Collaborazione per il Dystopian Day 2020 organizzato da leggeredistopico.com e la libreria Il Covo della Ladra (Mi) ]

Arriverà una sola Grande Onda. Come una cometa che rotola in un’orbita di sabbia.

Antica profezia nomade

Sconfinate distese di sabbia velenosa solcate da imponenti navi a ruote che, ibridi tra esseri senzienti e macchine, attraversano i deserti da una città all’altra. Un pianeta insidioso i cui abitanti nel corso del tempo hanno dovuto adattarsi per sopravvivere, sviluppando l’arte della meccanica, e trasformandolo in un regno dominato dalle macchine, dal metallo e dalla ruggine, nel tentativo di sfuggire alle terribili conseguenze di un Morbo che infetta gli esseri umani mutandoli in creature di latta. In questo mondo inospitale e ricco di pericoli, la cui memoria è custodita sulla superficie del metallo, vive Naila, la “Signora delle Onde”, capitano della nave Syraqq.

Una profezia nel petto e un passato da vendicare. Un destino indissolubilmente legato alla Grande Onda sulla cui scia, attraverso le rotte delle megattere, Naila insegue il suo sogno di rivincita, disposta a mettere in gioco tutto per lottare contro i fantasmi del suo passato, e restituire a Mondo9 la possibilità di una nuova vita.

Naila di Mondo9 offre al lettore diversi spunti di riflessione. Il rapporto tra distopia e femminismo, ad esempio. Attraverso l’ostinazione della protagonista scopriamo quanta utopia possa risiedere nella distopia, se intesa come speranza, determinazione, nel fare tutto il possibile per raggiungere il proprio obiettivo, senza alcuna garanzia di successo. Nel momento in cui tutte le certezze saltano, il desiderio di vita rappresenta l’unico appiglio per tentare l’impossibile. Coraggiosa, ambiziosa ma allo stesso tempo fragile e materna, Naila è un esempio per tutti noi: una donna che non rinuncia alla propria femminilità nonostante il ruolo di grande responsabilità che ricopre in qualità di comandante di una nave, che su Mondo9 è prerogativa maschile.

Anche gli altri personaggi che incontriamo nel corso della storia sono frutto della brillante creatività di Dario Tonani, ciascuno con il proprio passato con cui fare i conti e la propria personalità. Scopriamo così i valori della paternità al di là del legame biologico e dell’amore nella diversità. Ma riflettiamo allo stesso tempo sugli aspetti oscuri dell’avidità umana:

L’amore, a volte, fa miracoli. Ma l’odio non gli è da meno, anche se non esiste un termine unico e altrettanto universale per identificare i suoi frutti.

Dario Tonani, giornalista e prolifico scrittore, attraverso Naila di Mondo9 ci porta in un universo peculiare, enfatizzato dalla Miscellanea Enciclopedica che arricchisce brillantemente il libro e che ci guida alla scoperta delle sue regole. Una scrittura fortemente cinematografica, che con stile accattivante e realistico tiene sulle spine il lettore, desideroso di conoscere cosa accadrà pagina dopo pagina. Navi che cavalcano onde di sabbia, capitani, megattere. Il linguaggio usato dall’autore richiama fortemente quello nautico, conferendo solidità e coerenza all’universo narrativo di Mondo9. Una trama sapientemente congeniata si rivela a poco a poco in una narrazione di grande suspence, attraverso una scrittura consapevole e raffinata che con sicurezza conferma a pieno titolo il posto di Dario Tonani nel mondo della fantascienza italiana (e non solo).

Il ciclo di Mondo9 è già conosciuto ai suoi lettori. Tradotto in inglese, acclamato dal pubblico e dalla critica negli USA, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti letterari, riscuotendo nel 2014 un grande successo anche in Giappone. Le due prime pubblicazioni su Mondo9 sono da ritenersi dei prequel: storie, romanzi brevi e racconti tutti pubblicati nel 2015 in “Cronache di Mondo9” primo Millemondi interamente dedicato a un autore italiano. Naila di Mondo9, terza parte del ciclo, pubblicato nel 2018 per la collana “Fantastica” di Oscar Mondadori, costituisce un romanzo vero e proprio, indipendente dalle storie che l’hanno preceduto, pur riprendendo una parte dei personaggi.

Sono felice di aver potuto offrire uno sguardo da lettrice non prettamente “esperta” di fantascienza, per potervi dire che Naila di Mondo9 è un libro per una tipologia molto ampia di lettori, non solo di appassionati a questo genere. Un romanzo per tutti coloro che sono aperti a un’ esperienza di lettura originale, capaci di lasciarsi guidare attraverso la scrittura di un autore dotato di grande sensibilità, capace di farci entrare nel cuore e nella mente di una donna, come la sua nave Syraqq, dotata di grande tempra ma allo stesso tempo di una femminilità dirompente:

Siamo fatte della stessa pasta noi due. Femmine e belve, non ci ferma nessuno!

Issate le vele: si parte!

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Vuoi saperne di più? Leggi la mia intervista a Dario Tonani

Titolo: Naila di Mondo9
Autore: Dario Tonani
Illustratore: Franco Brambilla
Casa Editrice: Mondadori
Anno di edizione: 2018
Genere: fantascienza
Pagine: 328
Voto: 4,5/5

Dario Tonani Ã¨ giornalista professionista. Milanese, una laurea in Economia politica alla Bocconi, ha pubblicato diversi romanzi e un centinaio di racconti in antologie, quotidiani nazionali e sulle principali testate di genere italiane (“Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Robot”). Per Mondadori sono usciti i romanzi Infect@ (2007), L’algoritmo bianco (2009) e Toxic@ (2011), ma la sua opera più conosciuta, già tradotta con successo in Giappone e presto anche in lingua inglese, è il ciclo di Mondo9, riunito nel 2015 sotto il titolo di Cronache di Mondo9 nel primo “Urania Millemondi” interamente dedicato a un autore italiano. In Giappone Mondo9 Ã¨ stato inserito tra i migliori dieci titoli di fantascienza occidentale dell’anno. Tra i numerosi riconoscimenti, Tonani ha ricevuto il Premio Europa come miglior scrittore di fantascienza del 2017.