Cavie. Vol. 2 #Identità – Liliana Marchesi [Collaborazione]

…quando non sai chi sei, o cosa sei, non è facile comprendere il senso della tua esistenza. Ti sembra di camminare nel vuoto e l’unica cosa che ti sostiene è la consapevolezza che potresti cadere da un momento all’altro. E così, ogni goccia di energia viene riversata nell’estenuante tentativo di restare a galla, mentre con le poche forze che ti restano cerchi di individuare una via di salvezza.

Ciak. Azione!

Inizio a leggere le prime pagine di Identità ed è adrenalina all’istante. Sembra non sia trascorso molto tempo dalle ultime parole di Cavie, molti gli interrogativi rimasti in sospeso. Immediatamente vengo catapultata in un susseguirsi di eventi, colpi di scena ed entro nel vivo della storia.

In Cavie impariamo a conoscere la protagonista, Cora, che, svegliatasi in una teca di cristallo, senza sapere nulla di sé, deve affrontare un intricato labirinto di prove al limite della sopravvivenza, prima di comprendere, assieme al suo compagno Kurtis, di essere vittima di quello che viene definito “Progetto Pentagono”.

Nel seguito di Cavie la giovane ragazza cerca di rimettere assieme i frammenti della sua identità. È davvero la persona che crede di essere, di cui non le rimangono che istantanee di ricordi a tratti riemerse dall’oblio? Tormentata dai dubbi, sono troppe le domande che assillano la sua mente, alle quali sa di dover dare risposta per poter essere finalmente libera. Con l’aiuto di Roger, un uomo che sostiene di conoscerla, e della sua squadra pronta a tutto, Cora decide di tornare nel luogo in cui il suo incubo peggiore ha avuto inizio, riportandoci all’interno della KCALL per svelare il mistero che la riguarda. La domanda urgente di Cora diventa allora la nostra, quella di capire chi sia davvero.

Identità, il seguito di Cavie di Liliana Marchesi, non solo riconferma l’efficacia del linguaggio realistico e una grande abilità stilistica dell’autrice, ma ci ricorda quante sfaccettature possano coesistere all’interno di quel genere che chiamiamo distopico. Non solo. La Marchesi va oltre, accompagnando il lettore attraverso l’evoluzione della protagonista, trasforma l’empatia iniziale suscitata in Cavie in vera ammirazione: ci ritroviamo così affascinati dal coraggio e dalla caparbietà di Cora, riscoprendo quanta forza d’animo fosse celata in una giovane ragazza all’inizio sicuramente più fragile. Un personaggio che cambia, forte del desiderio di inseguire la verità. Cora porta con sé un messaggio: noi possiamo essere come desideriamo, possiamo vivere, liberi, il nostro presente se riusciamo ad accettare il nostro passato e i nostri errori.

In Identità, l’autrice conferma una fervida immaginazione e una grande capacità di scomporre la trama in mille tasselli, per poi abilmente trovare i giusti incastri che ci terranno col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Se con Cavie Liliana Marchesi mi aveva conquistato, lasciandomi con il desiderio che la storia non finisse, con Identità ha saputo appassionarmi ancora di più ad una storia sorprendente che, in un susseguirsi equilibrato di colpi di scena, apre orizzonti inaspettati.

Ora non resta che attendere il suo prossimo libro. Difficile immaginare di cosa tratterà, Liliana Marchesi non è mai prevedibile e dal cappello potrà solo far uscire una storia che sappiamo, questo sì, ci stupirà.

🖤

LILIANA MARCHESI è nata nel 1983. Vive a Caravaggio, in provincia di Bergamo, insieme al marito e ai suoi due figli. Dopo aver mosso i primi passi nel genere del PARANORMAL ROMANCE, ha trovato fissa dimora nel regno della DISTOPIA. E proprio per questo ha fondato il primo sito italiano dedicato al genere Distopico: www.leggeredistopico.com . Curatrice di diverse rubriche ‘Distopiche’ sul web, fra cui Letture Divergenti per il sito ThrillerNord, collabora con alcune librerie nella promozione di questo genere letterario. Ogni Giovedì ci parla un libro Distopico su Radio Galileo e le sue recensioni vengono pubblicate su diversi blog, fra cui Sedotte dai Libri. OPERE PUBBLICATE:
•2012 – “Harmattan” Paranormal Romance autoconclusivo ambientato in una splendida quanto misteriosa Africa;
•2013 – “Trilogia del Peccato” (serie composta da tre volumi) Audace rivisitazione contemporanea del mito del Peccato Originale;
•2014 – “Lacrime di Cera” (ripubblicato nel 2018 dalla DZ Edizioni) Distopico autoconclusivo popolato da automi molto particolari;
•2015 – 2017 “Saga R.I.G.” (serie composta da tre volumi e uno spin-off) Un’epopea Distopica, tradotta anche in inglese e in spagnolo, che trae ispirazione dalla credenza secondo la quale l’uomo conosce e utilizza soltanto una minima parte delle reali capacità del proprio cervello.
•2019 – “CAVIE” un Distopico Sci-Fi edito da La Corte Editore. Fonte: https://www.lilianamarchesi.it/

Titolo: Cavie – #2 Identità
Autore: Liliana Marchesi
Casa Editrice: la Corte Editore
Anno di edizione: 2020
Genere: Distopico Sci-Fi
Formato: ebook
Voto: 4/5

Intervista a Dario Tonani, autore di "Naila di Mondo9", Mondadori, 2018 [Collaborazione per il Dystopian Day 2020 organizzato da leggeredistopico.com e la libreria Il Covo della Ladra (Mi)]

Laureato in Economia Politica alla Bocconi, hai successivamente intrapreso la strada del giornalismo e della scrittura. Vuoi raccontarci di questa scelta, come è avvenuta?

Quando si è giovani si matura l’erronea convinzione che la scrittura sia più o meno uguale – nelle sue forme e nelle sue dinamiche – in qualsiasi campo la si applichi. Da noi non esiste un percorso formativo (scolastico o universitario) per diventare scrittori, per cui si cerca di avvicinarsi al “boccino” seguendo via traverse: per me, il giornalismo è stato uno di queste. Tant’è che mi è sembrata allora la scelta più naturale. Ma presto ci si accorge che è una professione completamente diversa, che non ha nulla a che spartire con lo scrivere narrativa. Certo, ha un humus comune; insegna a osservare e raccontare, a vivere in mezzo ai testi, a pulire il proprio modo di esprimersi in forma scritta. Ma le logiche che improntano il lavoro giornalistico sono completamente differenti da quelle del narratore. 

Il libro, se c’è, che ti ha fatto pensare: voglio scrivere anch’io! Quali sono state le influenze letterarie e cinematografiche che ti hanno formato come scrittore?

Non ce n’è uno in particolare, la consapevolezza si crea sull’accumulo. A un certo punto scopri che la stratificazione dei libri che hai letto ti ha portato a vedere tutto da un punto di vista diverso. È un po’ come camminare in montagna: un passo alla volta ti ritrovi in quota e il panorama al quale ti affacci cambia radicalmente. Ti piace, ti affascina, vuoi andare ancora più in alto. Quello che hai letto ti induce a provare a scrivere, scopri un mondo di prospettive nuove. Influenze letterarie? Tantissime: il primo King, Richard Matheson, Philip K. Dick, James Ballard, Cormac McCarthy. Ma quanti autori potrei citare…

Quello di Naila è un pianeta con una caratterizzazione peculiare, aspetto enfatizzato dalla Miscellanea Enciclopedica che arricchisce brillantemente il libro e che ci guida alla scoperta delle sue regole. Dove prendi le idee in generale e in particolare da dove è nato il Mondo9?

Lo dico in tutte le mie presentazioni: ogni scrittore finisce per scrivere o dei propri sogni o delle proprie paure. Di norma è questo che muove gli ingranaggi, il carburante. Per tutta la carriera ci si sposta lungo questa retta ideale. Mondo9 è molto vicino allo spettro più tetro delle mie paure… Dove prendo le idee? Dalle mie piccole fobie quotidiane, dai tic più o meno consapevoli, ma anche dalla fame e dalla sete di curiosità. Dal gusto del paradosso, della provocazione. E anche da una buona dose di rabbia interiore, un autentico fuoco…

Naila, la protagonista, è segnata da una perdita traumatica che le ha trasmesso un profondo desiderio di rivincita. E’ una donna coraggiosa e ambiziosa, ma allo stesso tempo fragile e materna. Come mai hai scelto una donna come protagonista del tuo libro? Quanto c’è di distopico nel tuo romanzo e che relazione vedi tra distopia e femminismo?

Non è la prima volta che scelgo una protagonista donna per un mio romanzo, era già accaduto con “Toxic@” (Urania del 2011). La differenza è che “Naila di Mondo9”, prendendo spunto dalla dedica personalissima a mia moglie, è un romanzo rivolto a tutte le donne, alla loro crociata quotidiana per affermare ogni giorno – sui luoghi di lavoro, ma non solo – il loro ruolo, il loro valore e la loro identità professionale contro un sessismo becero e dilagante. Una lotta titanica, improntata a un rispetto e a una parità che spesso sono soltanto sulla carta. Anche in un ambito prettamente maschile, come quello della marineria, Naila non rinuncia alle sue prerogative femminili: è orgogliosamente donna, madre, amante. Ed è l’unica comandante donna di tutto Mondo9. E sarà proprio il suo punto di vista a muovere la leva giusta. Un piccolo aneddoto per darti la misura dell’attenzione con cui viene confezionato un titolo destinato a una collana prestigiosa come gli Oscar Mondadori: una decina di giorni prima di andare in stampa, uno dei miei editor fu colto da uno scrupolo che mi fece tremare le gambe. Mi disse, “Beh, tu hai creato una protagonista donna. Ma sei un uomo, e come tale finisci inconsapevolmente per ragionare anche quando scrivi. Sarei più tranquillo che il libro venisse letto rapidamente anche da un editor donna, per scovare le eventuali incongruenze di genere soprattutto nel parlato e nel pensato. Così passammo il PDF a una grande autrice – e amica – come Nicoletta Vallorani, che lesse “Naila” in cinque giorni, e mi restituì il tutto dicendo che non aveva trovato nulla di… incongruente, pur parlando io di sesso, di gestazione e di parto. Per me fu una gioia enorme. 

Navi che cavalcano onde di sabbie velenose, capitani, megattere. Il linguaggio narrativo richiama fortemente quello nautico. Ciò che mi ha colpito è la dimestichezza e la precisione con cui utilizzi questo vocabolario. Si tratta di conoscenze che ti appartenevano già prima di inventare il mondo di Naila o hai studiato appositamente?

Adoro il mare, perché ho un famelico (e forse patologico) bisogno di nutrire lo sguardo di orizzonti ampi. E le grandi aree urbane questo non te lo possono dare. Mare e deserto sono i miei luoghi d’elezione. Li ho visti e frequentati entrambi, ma ho dovuto documentarmi molto per dare non dico verosimiglianza, ma coerenza al mio universo narrativo. 

Hai mai pensato ad una trasposizione cinematografica di Naia di Mondo9? In questo caso a chi penseresti nel ruolo di Naila e chi vorresti come regista?

Sì ci ho pensato, come un sogno, come un gioco. Ti faccio qualche nome, ma ne potrei fare tanti. Emily Blunt per il ruolo di Naila, e assolutamente Christopher Nolan o Denis Villeneuve come regista. Di quest’ultimo sono dannatamente curioso di vedere il suo Dune…

Tra i personaggi del libro, quale ti rispecchia maggiormente?

Ho messo un semino in ognuno. Il bello dello scrivere un romanzo è che ti puoi nascondere dietro ogni volto, e alla fine ti accorgi che non hai scelto tu, consapevolmente, che ruolo incarnare. Sei stato una battuta e una scena di tutti loro… Sono in genere i lettori a riconoscerti in questo o in quel personaggio.

Ai lettori, perché leggere il tuo libro?

Perché per scriverlo mi sono ispirato alle grandi avventure marinaresche di autori con Herman Melville, Joseph Conrad, Robert Louis Stevenson, Patrick O’Brian. E allo stesso tempo è una struggente storia d’amore; in luoghi remoti e sconfinati sui quali fare spaziare lo sguardo. Ed è quello che adesso, chiusi in casa, ci manca di più.

Da lettore cosa ricerchi in un libro e da scrittore cosa provi a trasmettere ai tuoi lettori?

Da lettore cerco emozioni, prospettive ampie, magie, ed è lo stesso impasto che tento di dare al mio pane quando scrivo…

Quando scrivi pensi a chi leggerà il tuo libro? E questo influisce eventualmente su alcune tue scelte?

C’è un momento nella vita professionale di un autore in cui, se vuole davvero rivolgersi a una platea più ampia, deve necessariamente smettere di scrivere quello che gli piace e cominciare a scrivere quello che piace agli altri. Mi considero molto fortunato per il fatto che al momento, stando a quello che scrivo, ci sia una notevole sovrapposizione tra questi due obiettivi. Non ho dovuto né cedere a compromessi né fare alcunché controvoglia…

Quale fase della scrittura di un romanzo ti risulta più faticosa e quale invece ti cattura e ti appassiona maggiormente?

Forse è curioso a dirsi, ma a parte la fase di massima creatività espressa dal mettersi alla tastiera e vedere dove ti porteranno in quella seduta storia e personaggi, adoro la fase di editing fino. L’unico momento in cui la lettura di uno scrittore si avvicina davvero a quella di chi comprerà il tuo libro… Non amo le attese, ma il mestiere di scrittore si nutre di periodi di semina molto lunghi e di raccolta estremamente brevi.

Quanto è importante leggere per uno scrittore?

Una parola. O se vuoi, una sfilza di sinonimi: fondamentale, indispensabile, essenziale, imprescindibile, basilare, capitale…

Com’è cambiato il mondo letterario della fantascienza da quando l’hai scoperto ad oggi?

Non mi basterebbe una pagina per risponderti. Proverò a essere estremamente sintetico: una volta la science fiction si basava su alcuni pilastri dominanti: sense of wonder, avventura, fascinazione per lo spazio, l’incontro con civiltà aliene, l’ignoto, le meraviglie di una scienza in cui riporre le nostre speranze di un futuro migliore. Poi virò verso le prime grandi paure, l’uso distorto della tecnologia, il post-apocalittico, gli effetti delle derive autoritarie sulla società (le prime distopie), l’inner space ballardiano, l’ucronia. Toccò poi al cyberpunk conquistare la scena, con la sua visione cupa e pessimistica di un uomo succube della grande interconnessione, dei big data, dei poteri forti delle multinazionali in grado di manipolare l’informazione, la verità, le coscienze. Oggi risentiamo della spinta espressa dalla locuzione “orizzonte degli eventi”: la fantascienza è speculazione anche un po’ intellettualistica. Ma ci sono – guarda caso, all’orizzonte – approcci nuovi: la riscoperta della space opera, lo steampunk, il solarpunk o al suo opposto la distopia pura, carica però di avventura e di voglia di riscatto. Non esiste al mondo genere letterario che sia più sfaccettato, ricco di punti di vista e variegato della fantascienza. 

Scrittore prolifico, hai alle spalle un’affermata carriera, avendo assistito, fra l’altro, alla traduzione di alcune tue opere in altre lingue. Fra prestigiosi premi e riconoscimenti ricevuti, nel 2014 Mondo9 è uscito in Giappone e sei stato il primo autore italiano ad approdare sulla celebre testata mondadoriana Millemondi con un volume dedicato. C’è qualcos’altro ancora nel cassetto da realizzare?

Ci sono grosse novità in arrivo, a cominciare dal fatto che Mondo9 continuerà alla grande, dato che “Naila di Mondo9” avrà un seguito, ormai è ufficiale. Al momento di più non posso dire, spero di poter fornire i dettagli molto presto. Intanto, grazie della chiacchierata. Alla prossima e stay tuned!

Leggi la mia recensione a Naila di Mondo9 di Dario Tonani

Naila di Mondo9 – Dario Tonani [Collaborazione per il Dystopian Day 2020 organizzato da leggeredistopico.com e la libreria Il Covo della Ladra (Mi) ]

Arriverà una sola Grande Onda. Come una cometa che rotola in un’orbita di sabbia.

Antica profezia nomade

Sconfinate distese di sabbia velenosa solcate da imponenti navi a ruote che, ibridi tra esseri senzienti e macchine, attraversano i deserti da una città all’altra. Un pianeta insidioso i cui abitanti nel corso del tempo hanno dovuto adattarsi per sopravvivere, sviluppando l’arte della meccanica, e trasformandolo in un regno dominato dalle macchine, dal metallo e dalla ruggine, nel tentativo di sfuggire alle terribili conseguenze di un Morbo che infetta gli esseri umani mutandoli in creature di latta. In questo mondo inospitale e ricco di pericoli, la cui memoria è custodita sulla superficie del metallo, vive Naila, la “Signora delle Onde”, capitano della nave Syraqq.

Una profezia nel petto e un passato da vendicare. Un destino indissolubilmente legato alla Grande Onda sulla cui scia, attraverso le rotte delle megattere, Naila insegue il suo sogno di rivincita, disposta a mettere in gioco tutto per lottare contro i fantasmi del suo passato, e restituire a Mondo9 la possibilità di una nuova vita.

Naila di Mondo9 offre al lettore diversi spunti di riflessione. Il rapporto tra distopia e femminismo, ad esempio. Attraverso l’ostinazione della protagonista scopriamo quanta utopia possa risiedere nella distopia, se intesa come speranza, determinazione, nel fare tutto il possibile per raggiungere il proprio obiettivo, senza alcuna garanzia di successo. Nel momento in cui tutte le certezze saltano, il desiderio di vita rappresenta l’unico appiglio per tentare l’impossibile. Coraggiosa, ambiziosa ma allo stesso tempo fragile e materna, Naila è un esempio per tutti noi: una donna che non rinuncia alla propria femminilità nonostante il ruolo di grande responsabilità che ricopre in qualità di comandante di una nave, che su Mondo9 è prerogativa maschile.

Anche gli altri personaggi che incontriamo nel corso della storia sono frutto della brillante creatività di Dario Tonani, ciascuno con il proprio passato con cui fare i conti e la propria personalità. Scopriamo così i valori della paternità al di là del legame biologico e dell’amore nella diversità. Ma riflettiamo allo stesso tempo sugli aspetti oscuri dell’avidità umana:

L’amore, a volte, fa miracoli. Ma l’odio non gli è da meno, anche se non esiste un termine unico e altrettanto universale per identificare i suoi frutti.

Dario Tonani, giornalista e prolifico scrittore, attraverso Naila di Mondo9 ci porta in un universo peculiare, enfatizzato dalla Miscellanea Enciclopedica che arricchisce brillantemente il libro e che ci guida alla scoperta delle sue regole. Una scrittura fortemente cinematografica, che con stile accattivante e realistico tiene sulle spine il lettore, desideroso di conoscere cosa accadrà pagina dopo pagina. Navi che cavalcano onde di sabbia, capitani, megattere. Il linguaggio usato dall’autore richiama fortemente quello nautico, conferendo solidità e coerenza all’universo narrativo di Mondo9. Una trama sapientemente congeniata si rivela a poco a poco in una narrazione di grande suspence, attraverso una scrittura consapevole e raffinata che con sicurezza conferma a pieno titolo il posto di Dario Tonani nel mondo della fantascienza italiana (e non solo).

Il ciclo di Mondo9 è già conosciuto ai suoi lettori. Tradotto in inglese, acclamato dal pubblico e dalla critica negli USA, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti letterari, riscuotendo nel 2014 un grande successo anche in Giappone. Le due prime pubblicazioni su Mondo9 sono da ritenersi dei prequel: storie, romanzi brevi e racconti tutti pubblicati nel 2015 in “Cronache di Mondo9” primo Millemondi interamente dedicato a un autore italiano. Naila di Mondo9, terza parte del ciclo, pubblicato nel 2018 per la collana “Fantastica” di Oscar Mondadori, costituisce un romanzo vero e proprio, indipendente dalle storie che l’hanno preceduto, pur riprendendo una parte dei personaggi.

Sono felice di aver potuto offrire uno sguardo da lettrice non prettamente “esperta” di fantascienza, per potervi dire che Naila di Mondo9 è un libro per una tipologia molto ampia di lettori, non solo di appassionati a questo genere. Un romanzo per tutti coloro che sono aperti a un’ esperienza di lettura originale, capaci di lasciarsi guidare attraverso la scrittura di un autore dotato di grande sensibilità, capace di farci entrare nel cuore e nella mente di una donna, come la sua nave Syraqq, dotata di grande tempra ma allo stesso tempo di una femminilità dirompente:

Siamo fatte della stessa pasta noi due. Femmine e belve, non ci ferma nessuno!

Issate le vele: si parte!

🖤

Vuoi saperne di più? Leggi la mia intervista a Dario Tonani

Titolo: Naila di Mondo9
Autore: Dario Tonani
Illustratore: Franco Brambilla
Casa Editrice: Mondadori
Anno di edizione: 2018
Genere: fantascienza
Pagine: 328
Voto: 4,5/5

Dario Tonani è giornalista professionista. Milanese, una laurea in Economia politica alla Bocconi, ha pubblicato diversi romanzi e un centinaio di racconti in antologie, quotidiani nazionali e sulle principali testate di genere italiane (“Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Robot”). Per Mondadori sono usciti i romanzi Infect@ (2007), L’algoritmo bianco (2009) e Toxic@ (2011), ma la sua opera più conosciuta, già tradotta con successo in Giappone e presto anche in lingua inglese, è il ciclo di Mondo9, riunito nel 2015 sotto il titolo di Cronache di Mondo9 nel primo “Urania Millemondi” interamente dedicato a un autore italiano. In Giappone Mondo9 è stato inserito tra i migliori dieci titoli di fantascienza occidentale dell’anno. Tra i numerosi riconoscimenti, Tonani ha ricevuto il Premio Europa come miglior scrittore di fantascienza del 2017.

Cavie – Liliana Marchesi [Collaborazione]

…il mondo non sparisce solo perché smettiamo di guardarlo. E il male non si dissolve solo perché dentro di noi speriamo che invece lo faccia.

Il coraggio di guardare il mondo per quello che è. La forza di accettare una verità dolorosa quanto scioccante, è la sfida più profonda che tormenterà Cora.

Risvegliarsi nel torpore di una realtà offuscata dal labile confine tra sogno e ricordi. Cominciare a sentire che il proprio corpo lentamente riprende le sue funzioni vitali, percepire il battito del proprio cuore e il soffio del proprio respiro. Aprire gli occhi e rendersi conto di trovarsi all’interno di una teca di cristallo. Smarrimento. Ansia. Confusione. Stralci di ricordi che si perdono tra echi di suoni sconosciuti. Ma non è sola Cora. Assieme a lei Kurtis, un ex soldato che, risvegliatosi poco prima, sembra vivere come lei l’incubo di non sapere dove si trovi né del perché. Tutto sembra irreale e inspiegabile. Due strani tatuaggi sul braccio rappresentano l’unico segno tangibile e inquietante, che qualcosa di sinistro sia realmente avvenuto.

A questo punto non si potrà più tornare indietro, l’istinto di sopravvivenza dei due protagonisti li spingerà a inseguire la verità, attraverso prove al limite della resistenza umana, che metteranno a dura prova le loro paure più inconsce. Come le tessere di un mosaico, a poco a poco, affiorano ricordi, volti, voci dal passato che, gettando luce su un presente dai contorni sempre più sconvolgenti, riveleranno il folle disegno di cui i due giovani sono vittime. Sfidando i fantasmi del loro passato, Cora e Kurtis potranno solo fidarsi l’uno dell’altra per scoprire chi si cela dietro all’esperimento definito “Progetto Pentagono”, di cui scopriranno esserne le cavie.

Una scrittura incisiva, fortemente realistica quella di Liliana Marchesi che, in un abile gioco di equilibrio tra azione, suspence e quiete, ci tiene incollati alla storia dei due personaggi, desiderosi di scoprire cosa succederà voltando pagina. Una trama magistralmente congeniata per rivelarsi in un crescendo di colpi di scena, che terranno il lettore col fiato sospeso fino all’ultimo rigo. Una storia che farà appassionare non solo gli amanti del genere Distopico Sci-Fi, ma chiunque sia desideroso di avventurarsi sulla strada intrigante dell’impossibile.

Terminato il libro avrei desiderato leggerne ancora, chissà che l’autrice non ci riservi qualche ulteriore colpo di scena! 😉

🖤 VUOI SAPERNE DI PIÙ? LEGGI L’INTERVISTA ALL’AUTRICE LILIANA MARCHESI! 🖤

Titolo: Cavie
Autore: Liliana Marchesi
Casa Editrice: La Corte Editore
Anno di edizione: 2019
Genere: Distopico Sci-Fi
Pagine: 205
Voto: 4/5

LILIANA MARCHESI è nata nel 1983. Vive a Caravaggio, in provincia di Bergamo, insieme al marito e ai suoi due figli. Dopo aver mosso i primi passi nel genere del PARANORMAL ROMANCE, ha trovato fissa dimora nel regno della DISTOPIA. E proprio per questo ha fondato il primo sito italiano dedicato al genere Distopico: www.leggeredistopico.com . Curatrice di diverse rubriche ‘Distopiche’ sul web, fra cui Letture Divergenti per il sito ThrillerNord, collabora con alcune librerie nella promozione di questo genere letterario. Ogni Giovedì ci parla un libro Distopico su Radio Galileo e le sue recensioni vengono pubblicate su diversi blog, fra cui Sedotte dai Libri. OPERE PUBBLICATE:
•2012 – “Harmattan” Paranormal Romance autoconclusivo ambientato in una splendida quanto misteriosa Africa;
•2013 – “Trilogia del Peccato” (serie composta da tre volumi) Audace rivisitazione contemporanea del mito del Peccato Originale;
•2014 – “Lacrime di Cera” (ripubblicato nel 2018 dalla DZ Edizioni) Distopico autoconclusivo popolato da automi molto particolari;
•2015 – 2017 “Saga R.I.G.” (serie composta da tre volumi e uno spin-off) Un’epopea Distopica, tradotta anche in inglese e in spagnolo, che trae ispirazione dalla credenza secondo la quale l’uomo conosce e utilizza soltanto una minima parte delle reali capacità del proprio cervello.
•2019 – “CAVIE” un Distopico Sci-Fi edito da La Corte Editore. Fonte: https://www.lilianamarchesi.it/